<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691</id><updated>2011-11-24T09:38:03.793-08:00</updated><category term='Geopolitica regionale'/><category term='Libertà'/><category term='Sport'/><category term='Tempimorti'/><category term='Emozioni'/><category term='Minoranze'/><category term='Ramadan'/><category term='Scuola e politica'/><category term='Avventure'/><category term='Cronaca'/><category term='Colpi di calore'/><category term='jihad e media'/><category term='Conflitti'/><category term='Siria'/><category term='Egitto'/><category term='Informazione Negata'/><category term='Cultura'/><category term='Terrorismo'/><category term='Gaza'/><category term='Personaggi'/><category term='Arte'/><category term='rivoluzione'/><category term='Editoria'/><category term='Politica e media'/><category term='Società'/><category term='Diritti'/><category term='Politica'/><category term='Folklore'/><category term='Arabia Saudita'/><title type='text'>Mille minareti</title><subtitle type='html'>Cronache dal mondo arabo</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>71</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-7909920661804455453</id><published>2011-11-24T09:34:00.000-08:00</published><updated>2011-11-24T09:38:03.801-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siria'/><title type='text'>Tutti contro Bashar</title><content type='html'>Tutti contro il regime siriano. Dopo aver chiuso uno o entrambi gli occhi sulla rivolta in atto in Siria da marzo a questa parte (costata la vita ad almeno 3500 persone, secondo le Nazioni Unite, ndr), la Lega araba sembra improvvisamente colta da attivismo e intraprendenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come confermato dalle informazioni in possesso del Dipartimento di Stato americano: “Quasi tutti i leader arabi dicono la stessa cosa: il regime di Assad deve finire. Il cambiamento in Siria è inevitabile”, ha detto ieri Jeffrey Feltman, segretario di Stato aggiunto per il Medio Oriente, riferendo la situazione a Damasco a una sottocommissione degli Affari Esteri del Senato americano. “Alcuni leader arabi hanno già iniziato a proporre l'asilo ad Assad per indurlo a lasciare con calma e rapidamente”, ha aggiunto Feltman, dando così il metro delle pressioni cui é sottoposto in queste ore il presidente-oftalmologo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meglio tardi che mai, si potrebbe commentare, ripercorrendo in sequenza il domino di dittatori nel quasi totale silenzio della principale organizzazione politica dell'area. Un appuntamento con la storia fallito rovinosamente, un'occasione di riscatto dall'influenza delle potenze ex colonizzatrici lasciata sfuggire per sempre. Ma non tutto è perduto, devono essersi detti i rappresentanti delle 22 nazioni della Lega Araba, cogliendo nella rivoluzione siriana gli elementi per tornare sotto i riflettori e, allo stesso tempo, liberarsi di un nemico scomodo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dittatore Bashar Al Assad, classe 1965, ha due grossi difetti che lo rendono odioso al 'palazzo di vetro' del Cairo, indirizzato nelle sue scelte dalla diplomazia egiziano-saudita: é di fede musulmana alawita e rappresenta la testa di ponte degli ayatollah iraniani nel mondo arabo. Di che candidare il presidente siriano all'eliminazione ben più di Muammar Gheddafi, a suo tempo ostile alla Lega eppure 'tollerato'. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel dettaglio, gli alawiti, setta sciita fondata nel X secolo, rappresentano solo il 20% della popolazione siriana, a fronte di una maggioranza sunnita. Più o meno la stessa proporzione esistente fra sciiti e sunniti nella comunità musulmana mondiale (30% contro 70%, secondo stime). Gli Assad, padre e figlio, hanno sempre garantito la tolleranza religiosa, forse proprio per il loro passato di emarginazione: ancora oggi gli alawiti sono considerati eretici dai sunniti, mentre sono stati legittimati dagli altri sciiti solo negli anni '70. Il discorso vale anche per la comunità cristiana (pari a circa 900 mila persone), che ora trema di fronte a un futuro dai contorni incerti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Damasco é solo una pedina di uno scacchiere regionale complesso e instabile. La Siria riflette il conflitto politico-religioso in atto in Medio Oriente: Teheran, paladina della minoranza sciita, contro Riad, custode della tradizione sunnita. Favorendo la cancellazione del regime di Damasco e la nascita di una nuova leadership 'amica', l'Arabia Saudita intende riguadagnare il terreno politico perso dall'11 settembre in poi e fare cosa gradita agli Stati Uniti. Proprio perché si sta progressivamente disimpegnando dal Medio Oriente, Washington, dal canto suo, ha tutto l'interesse a lasciare dietro di sé Paesi 'vedetta' in grado di tutelarne gli interessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domani, i ministri degli Esteri dei 22 si riuniranno nella sede centrale del Cairo, affacciata su quella piazza Tahrir ormai divenuta sinonimo di rivoluzione, per decidere il da farsi contro Damasco - forse sanzioni, forse congelamento di beni -, colpevole di aver violato l'accordo di tregua con gli oppositori, firmato solo una settimana fa in Qatar. In realtà, risulta evidente che, se anche Assad fermasse l'esercito e si sedesse a un tavolo con il Consiglio nazionale siriano (Cns, il fronte unito della rivolta), il destino del regime di Damasco sarebbe comunque segnato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contro il comune nemico siriano, la Lega Araba sembra aver trovato una parvenza di unità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Federica Zoja su Avvenire 11 Novembre 2011)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-7909920661804455453?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/7909920661804455453/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=7909920661804455453' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/7909920661804455453'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/7909920661804455453'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2011/11/tutti-contro-bashar.html' title='Tutti contro Bashar'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-1831236723719749642</id><published>2011-11-24T09:27:00.000-08:00</published><updated>2011-11-24T09:29:24.680-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Egitto'/><title type='text'>Cercasi leader disperatamente</title><content type='html'>A 2 anni dal suo rientro in patria dopo una carriera diplomatica che lo ha portato alla direzione generale dell'Agenzia internazionale delle Nazioni unite per l'energia atomica (Aiea, 1997-2009), per Mohammed Mustafa El Baradei (giugno 1942, Cairo) potrebbe essere finalmente giunta l'ora di un incarico di prestigio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se, infatti, il Consiglio supremo delle forze armate (Csfa) e i principali attori politici coinvolti nelle trattative di queste ore giungeranno a un accordo intorno al suo nome, sarà lui il nuovo primo ministro egiziano. Si presuppone, tuttavia, che si tratterebbe di un incarico temporaneo, visto che i cittadini saranno chiamati a rinnovare, mediante un lungo processo elettorale, la Camera bassa del Parlamento fra il 28 novembre e la prima metà di gennaio. E all'insediamento della nuova assemblea dovrà corrispondere un governo che ne rifletta composizione ed equilibri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La figura del premio Nobel per la pace (nel 2005, insieme all'istituzione di cui era direttore) é nota alla comunità internazionale soprattutto per la sua opposizione all'intervento militare americano in Iraq (2003), che Washington motivò con la presenza di armi di distruzione di massa nel Paese arabo. La storia diede ragione al diplomatico egiziano, che aveva affiancato Hans Blix durante le ispezioni Aiea e aveva escluso l'esistenza di armi nucleari o chimiche in Iraq. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma sul politico Mohammed El Baradei finora si é capito poco, come hanno messo in evidenza i media egiziani. Tornato in Egitto all'indomani del pensionamento (dicembre 2009), El Baradei ha cercato di raggruppare sotto la propria leadership le diverse anime dell'opposizione laica al regime di Hosni Mubarak, creando l'Alleanza per il cambiamento (febbraio 2010). Confuse e contraddittorie le mosse successive: il corteggiamento della Fratellanza musulmana e la partecipazione in prima fila alle più importanti celebrazioni religiose islamiche; gli ammiccamenti alla comunità cristiana copta e gli incontri con il patriarca Shenouda III; gli abboccamenti con Amr Moussa, ex segretario della Lega Araba, e frequenti viaggi all'estero per colloqui informali con i principali partner economico-politici dell'Egitto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un lavorìo frenetico in tutte le direzioni, probabilmente in vista di uno scontro con Mubarak alle presidenziali del 2011, ma senza mai presentare una piattaforma programmatica. La primavera egiziana ha scosso El Baradei. Era la fine di gennaio quando, mostrandosi in piazza Tahrir in mezzo ai dimostranti sosteneva: “Mubarak se ne deve andare” e invocava riforme democratiche. In quel frangente storico, a dargli popolarità e autorevolezza ci hanno pensato le forze di polizia, costringendolo agli arresti domiciliari, e gli islamisti, appoggiando il suo nome per la guida di “un governo di salvezza nazionale”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, verrebbe da dire, ci risiamo. Il regime – sempre quello di prima, solo orfano del Faraone Mubarak – traballa, gli islamisti moderati orchestrano una via d'uscita e il moderato Mohammed El Baradei non scontenta nessuno. Ma tale fiducia potrebbe rivelarsi un trabocchetto: una premiership di basso profilo rischia di 'bruciare' le ambizioni presidenziali del politico, troppo mite e sobrio per l'arena egiziana, secondo quanti lo hanno incontrato nella sua villetta alla periferia del Cairo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto, per uscire dall'ombra, El Baradei denuncia i crimini dell'esercito e comunica con il mondo via Twitter: che nessuno dica che è lontano dai giovani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Federica Zoja su Avvenire del 24 Novembre 2011)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-1831236723719749642?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/1831236723719749642/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=1831236723719749642' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/1831236723719749642'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/1831236723719749642'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2011/11/cercasi-leader-disperatamente.html' title='Cercasi leader disperatamente'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-620826250626363807</id><published>2011-11-24T09:10:00.000-08:00</published><updated>2011-11-24T09:14:16.042-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Geopolitica regionale'/><title type='text'>Marocco al voto fra timori e speranze</title><content type='html'>Nell'anno del crollo di regimi autoritari considerati inamovibili, prosegue lo sforzo riformatore della monarchia costituzionale marocchina, finora abile a proteggersi dalla polvere delle macerie tunisine ed egiziane. L'ultima e decisiva tappa del 2011, a quasi 5 mesi dal referendum che ha sancito il ridimensionamento dei poteri del sovrano a favore di quelli esecutivo e legislativo, sarà il voto politico del 25 novembre, preceduto da 2 settimane di agguerrita campagna elettorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì prossimo, in anticipo di un anno rispetto alla naturale scadenza della legislatura, circa 14 milioni di cittadini aventi diritto al voto (a fine 2009, secondo la Banca Mondiale, la popolazione complessiva era di 32 milioni, di cui 6 all'estero) saranno chiamati a rinnovare l'Assemblea dei rappresentanti, la camera bassa del Parlamento marocchino (395 deputati, di cui una quota del 30% riservata alle donne). Nel numero dei votanti sono inclusi i marocchini maggiorenni residenti all'estero, che, in virtù della recente modifica della costituzione, potranno delegare un parente in patria. La contrazione dei tempi della politica é stata decisa dal re Mohammed VI quando ancora la febbre rivoluzionaria del suo popolo era contenuta. Il clima politico, tuttavia, é incandescente e incerto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una galassia punteggiata da 33 partiti, sono 2 i principali raggruppamenti: da un lato quello degli islamisti moderati di A'dala ua Tanmia (Giustizia e sviluppo), dati per favoriti dopo il successo dei colleghi tunisini, in tandem con il partito di governo uscente, il conservatore Istiqlal (Indipendenza), dall'altro il cosiddetto G8, ovvero gli 8 movimenti, fra liberali, socialisti e laburisti, riuniti sotto l'insegna della 'Coalizione per la democrazia'. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I sondaggi degli ultimi giorni danno in sostanziale parità le parti. I detrattori del blocco conservatore denunciano le mille pecche del partito marocchino più vecchio, Istiqlal appunto (1943): corruzione, clientelismo, incapacità di affrontare la crisi economico-sociale. E ricordano all'opinione pubblica laica la recente battaglia degli islamisti per introdurre nella costituzione la dicitura “Marocco, Stato islamico”: se fosse solo il primo passo verso scenari più estremi? Chi, invece, critica il G8, denuncia l'eterogeneità della coalizione, nata poco più di un mese fa per sbarrare la strada a un governo confessionale. Quanto ai giovani attivisti del movimento 20 Febbraio, organizzatori delle proteste  in Marocco, hanno chiesto agli elettori di boicottare il voto, ritenendo tradite già dal referendum del 1° luglio le richieste della 'primavera marocchina'. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Wikileaks, Mohammed VI già nel 2005 la pensava così: “Non lasciatevi ingannare dagli islamisti – diceva a un senatore Usa – perché sembrano gentili e ragionevoli. Sono tutti anti-americani”. Eppure gli islamisti moderati intendono appoggiare la monarchia, contrariamente ai radicali di formazioni minori che ne vogliono la cacciata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sullo sfondo del duello fra islamismo e laicità, una situazione economica precaria, condizionata in negativo dalle difficoltà dell'eurozona, cui il Marocco deve i due terzi dei propri scambi commerciali: a fine 2010 il tasso di povertà era del 28%, la disoccupazione giovanile al di sotto dei 34 anni al 31,4%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grande assente nei programmi è la politica estera. Eppure i dossier scottanti non mancano: in primis, la normalizzazione delle relazioni con l'Algeria, con cui il Marocco, almeno sulla carta, é ancora in guerra; poi, i nuovi equilibri regionali e il legame con gli Stati Uniti d'America. Merita un discorso a parte la questione Sahara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma sul voto del 25 pesa soprattutto l'incognita astensionismo: nel 2007 andò alle urne solo il 37% degli aventi diritto. Il futuro del Marocco é letteralmente in mano ai giovani, se é vero che il 57% dei votanti ha meno di 35 anni. Sul loro diritto a prendere in mano il destino del Paese vigileranno 4mila osservatori, ha garantito il Consiglio nazionale per i diritti umani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Federica Zoja su Avvenire di Giovedì 24 Novembre 2011)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-620826250626363807?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/620826250626363807/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=620826250626363807' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/620826250626363807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/620826250626363807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2011/11/marocco-al-voto-fra-timori-e-speranze.html' title='Marocco al voto fra timori e speranze'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-5987151039229852917</id><published>2011-02-13T04:20:00.000-08:00</published><updated>2011-02-13T04:24:15.948-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rivoluzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Egitto'/><title type='text'>La vera forza della divisa è il mondo degli affari</title><content type='html'>Sarà davvero sufficiente l'uscita di scena del presidente Hosni Mubarak a far voltare pagina alla Repubblica araba d'Egitto? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta non può che essere negativa. Il raìs, in realtà, è solo la punta di un iceberg mastodontico, quello di una leadership militare che lo stesso presidente ha coccolato, nutrito, fatto arricchire nel corso di tre decenni. Fra Mubarak e i suoi generali esiste un rapporto di osmosi tale, fra interessi economici e politici condivisi,  per cui oggi è difficile immaginare la sopravvivenza degli uni senza l'altro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sorprende che in Egitto, caduto il tabù della salute del presidente, anche dopo 18 giorni di proteste popolari non si parli apertamente degli interessi economici in divisa: le forze armate, la vera classe dirigente del Paese, sono rimaste sempre nell'ombra lasciando ad altri, i servizi segreti, il compito di sporcarsi le mani e attirarsi l'odio degli oppositori. Ancora oggi l'esercito gode della stima della popolazione, che lo considera super partes. Ma presto, c'è da scommetterci, l'opinione pubblica comincerà a sbirciare nelle tasche dei suoi vertici militari e a chiedere spiegazioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si ritiene che almeno il 45% dell'economia egiziana sia controllato dall'esercito, che negli anni ha ricevuto in 'dono' terre, fabbriche, proprietà immobiliari  e complessi industriali in tutto il Paese. I militari hanno goduto dei proventi non solo dell'industria bellica – con commesse da capogiro, negli anni '80, da Saddam Hussein, dal Kuwait, dalla Somalia e dal Sudan, in particolare – ma anche di quella civile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco dunque che le forze armate traggono guadagno dall'industria alimentare, tessile, manifatturiera, dall'agricoltura, dal turismo, dall'edilizia, da cementifici e acciaierie, dal comparto sanitario e da quello degli idrocarburi senza essere mai tenute a rendere noto il proprio bilancio: tutto passa sotto il grande ombrello protettivo del Segreto di Stato. Una volta in pensione dall'esercito, comandanti e generali assumono prestigiosi incarichi di governo oppure si convertono al business nelle maggiori realtà industriali, talvolta di proprietà dello Stato talvolta privatizzate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un intreccio fra affari, politica e sicurezza che ricorda da vicino il modello americano, di cui l'Egitto è un'emanazione nel mondo arabo: ogni anno, un fiume di dollari (1,3 miliardi) scorre da Washington verso le casse del Cairo per finanziare la stabilità dell'alleato arabo, ritenuta indispensabile per il quieto vivere di Israele. Soldi di cui i cittadini egiziani non vedono neanche l'ombra, perché finiscono direttamente al ministero della Difesa e della produzione militare (circa 42.000 i dipendenti): è di almeno 250 milioni di euro annui il profitto netto derivante da attività civili. Il budget ministeriale, esclusi gli aiuti americani, è di 6 miliardi di dollari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al decimo posto nel mondo per grandezza (tra 400.000 e 450.000 gli arruolati, mentre i riservisti sarebbero altrettanti), le forze armate egiziane si articolano in esercito, marina, aeronautica e aviazione militare, cui si aggiungono forze paramilitari. Infine, le Forze di sicurezza centrali e quelle di confine, che però fanno capo al ministero degli Interni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora ai militari egiziani il compito, paradossale, di pilotare una svolta epocale verso una società sempre più civile e meno militarizzata che ne lederà gioco forza gli interessi e ne ridimensionerà il ruolo. In parte, il ministro della Difesa Mohammed Tantawi sembra aver già dimostrato di essere l'uomo giusto, lui che, conosciuto come il “cagnolino” di Mubarak fino a pochi giorni fa, non ha esitato, secondo indiscrezioni, a criticare il presidente con la controparte statunitense. Dimostrando di voler saltare giù dal treno prima che deragliasse. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avvenire, 12 Febbraio 2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-5987151039229852917?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/5987151039229852917/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=5987151039229852917' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/5987151039229852917'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/5987151039229852917'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2011/02/la-vera-forza-della-divisa-e-il-mondo.html' title='La vera forza della divisa è il mondo degli affari'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-9174782787011869155</id><published>2011-02-13T04:14:00.000-08:00</published><updated>2011-02-13T04:18:30.011-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rivoluzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Egitto'/><title type='text'>Esce di scena l'ultimo Faraone</title><content type='html'>Dopo 17 giorni di resistenza a oltranza, l'ultimo faraone egiziano sembra ormai destinato a uscire di scena. L'incertezza regna nella capitale, fra indiscrezioni su una sua partenza già avvenuta e su trattative dell'ultimo minuto per convincerlo a salire su un volo per Londra, dove parte della famiglia ha già traslocato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se alla fine Hosni Mohammed Sayyed Mubarak accetterà di rimettere il proprio incarico di presidente della Repubblica araba d'Egitto, per il grande Paese nordafricano si aprirà una strada del tutto nuova, non priva di incognite per i suoi 80 milioni di cittadini e per le nazioni limitrofe. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una fine, quella del comandante dell'aviazione militare Mubarak, nato il 4 maggio del 1928 nel villaggio di Kafr El Mesalha, nel governatorato di Menoufia, che farà discutere a lungo, per le sue modalità del tutto inattese: i più, infatti, si aspettavano che colui che è stato il monarca assoluto dell'Egitto post-Sadat lasciasse orfano il suo 'regno' all'improvviso, per gravi motivi di salute. Mubarak è affetto da anni da un mare incurabile che lo ha costretto a più riprese a recarsi in Germania o in Francia per terapie tanto intensive quanto riservate. Da ultimo, meno di un anno fa il presidente è stato operato alla cistifellea nella clinica tedesca di Heidelberg, per poi fare ritorno in patria per la convalescenza dopo due settimane: in quell'occasione, il premier Ahmed Nazif ne ha assunto i poteri, mentre l'anziano raìs si riprendeva nella residenza di Sharm El Sheikh, sul Mar Rosso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia la malattia, probabilmente un tumore diffuso all'apparato digerente, non gli ha impedito in questi mesi di recarsi sovente all'estero in visita ai principali alleati economico-politici, fra cui quello italiano. Per rafforzare i legami, rassicurare gli 'amici' e mettere in guardia i nemici del regime, palesemente in attesa di scricchiolii sinistri. Ma il tam tam sul peggiorare del suo quadro clinico era sempre più insistente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel luglio 2010, una fonte accreditata al Cairo ha dichiarato ad Avvenire: “Ormai ha un'autonomia di venti minuti. Lo tengono in piedi durante gli incontri ufficiali a forza di punture. Poi si ritira e crolla”. Per questo, nessuno avrebbe mai potuto immaginare che a scalzare il 'faraone' sarebbe stata una ondata di proteste popolari, accese dall'esempio tunisino, con la spallata finale dell'esercito a dare il colpo di grazia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma forse per Mubarak il volta faccia dei vertici militari e la piega presa dagli eventi nelle ultime tre settimane non rappresentano una sorpresa. Lui stesso, a detta di storici e analisti, è stato fra i protagonisti di un frangente simile, 30 anni fa. La carriera politica di Hosni Mubarak ha preso uno slancio inarrestabile nel 1975, con la nomina a vice presidente di Anwar Sadat: militare di carriera, medaglia al valore per il ruolo svolto alla guida dell'aviazione nella guerra dello Yom Kippur con Israele (1973), da quel momento Mubarak ha messo da parte il profilo militare a favore di quello diplomatico, con la gestione diretta del dossier più scottante, quello relativo a un trattato di pace con Tel Aviv. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se ora i detrattori di Mubarak si ostinano a dire di lui: “É sempre stato un burattino nelle mani di generali più esperti e intelligenti”, il curriculum di quei primi anni di leadership sembra smentirli. Non solo il pilota diplomatosi all'Accademia del Cairo e specializzatosi in Unione Sovietica mostrò notevoli doti di mediazione, garantendo all'Egitto decenni di pace e sviluppo, ma si assicurò anche la fiducia di Washington, della maggior parte dei governi occidentali e, dopo un breve esilio del Paese dalla Lega degli Stati Arabi, anche un ruolo di primo piano per Il Cairo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pochi anni dopo, Sadat è stato ucciso da un gruppo di ufficiali su cui grava il sospetto di connivenza con frange islamiste radicali (sull'episodio e sul ruolo del vice presidente Mubarak i pareri sono discordanti) e il suo numero due è uscito definitivamente dall'ombra per assumere il controllo con pugno di ferro. Le similitudini con l'ascesa di Omar Suleiman, capo dei servizi segreti e vero responsabile dei dossier esteri dagli anni 2000 in poi, sono evidenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza esitazioni né cedimenti Mubarak ha tenuto le redini di un Paese cruciale per lo scacchiere mediorientale, pluri-confessionale, in via di sviluppo economico e al centro di un processo di islamizzazione. In 30 anni non ha mai abrogato le leggi d'emergenza proclamate all'indomani dell'assassinio di Sadat (6 ottobre 1981), ma se ne è servito per stroncare sul nascere qualsiasi opposizione al suo potere assoluto. Non ha mai nominato un vice presidente né un vice segretario del suo partito, il Nazionale democratico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha tollerato la Fratellanza musulmana, principale movimento di opposizione, ma non ne ha mai avallato il ruolo politico in modo ufficiale. E alle opposizioni laiche ha concesso di esistere, ma non di alzare la testa: lo sa bene Ayman Nour, giovane avvocato in corsa alle presidenziali del 2005 (le prime aperte a più candidati) e per questo 'punito' con 5 anni di carcere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di lui tutto si potrà dire, ma non che sia stato incoerente o contraddittorio, come invece il vicino Gheddafi: alleato degli Stati Uniti sempre e comunque, Mubarak non ha condannato gli interventi militari in Afghanistan e Iraq. E nemmeno quelli israeliani in Libano (2006) e a Gaza (2008-2009). Lo sguardo sempre rivolto a Ovest. Indubbiamente anche per calcolo e guadagno personale del proprio clan. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ferocia nel perseguire i nemici non gli è mancata, ma questo non ha inorridito gli alleati occidentali: insieme al braccio destro Suleiman, Mubarak ha elaborato la pratica delle rendition, i trasferimenti di sospetti islamisti in Paesi come l'Egitto, appunto, in cui la tortura è utilizzata da servizi e polizia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un solo cedimento ai sentimenti, in tanti anni di potere, gli è probabilmente stato fatale come un tallone d'Achille: la decisione di lasciare al figlio lo scettro, non dando peso al dissenso dei vertici militari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avvenire, 11 Febbraio 2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-9174782787011869155?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/9174782787011869155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=9174782787011869155' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/9174782787011869155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/9174782787011869155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2011/02/esce-di-scena-lultimo-faraone.html' title='Esce di scena l&apos;ultimo Faraone'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-4034364917858038189</id><published>2011-01-03T23:11:00.000-08:00</published><updated>2011-01-03T23:14:30.814-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoria'/><title type='text'>La guerra in sei parole</title><content type='html'>Raccontare l’orrore della guerra, dell’alienazione in un Paese ostile e ostico, attraverso sei parole, come se si trattasse di un verso poetico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È questa l’idea che Larry Smith, fondatore della rivista culturale americana Smith nel 2006 insieme a Tim Berkow, ha avuto per comunicare ai propri lettori l’esperienza di migliaia di soldati statunitensi inviati in Afghanistan e Iraq.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Un modo più efficace di documentari, analisi geopolitiche, servizi giornalistici sulla sindrome post-bellica che affligge i militari al loro rientro in patria, a giudicare dai commenti entusiastici dei critici e dall’adesione dei diretti interessati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Six-word memoirs”, in realtà, è un progetto editoriale ideato nel 2008 da Smith magazine per raccogliere la storia di ciascuno, perché «tutti hanno una storia», si legge sul sito web della testata. Ci sono “memoirs” sull’adolescenza, sull’amore, sulla società americana, sul 2010, sull’arte, sul cibo, sull’ecologia e sulla vita nell’era digitale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In comune, tutte le antologie hanno il fatto di essere state create da “Scrittori famosi e oscuri”, recita lo slogan di Larry Smith. &lt;br /&gt;Ma il progetto “Six-word memoirs” applicato ai conflitti in Medio Oriente ha rapidamente assunto uno spessore diverso, meno scanzonato e più introspettivo. &lt;br /&gt;Smith ha a cuore l’argomento guerra, cui ha dedicato una graphic novel, “Shooting war”, ambientata nel 2011 in piena guerra totale al terrorismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo anni di collaudate partnership con ong attive nella lotta all’alcolismo, alla depressione, alla dipendenza da stupefacenti, Smith ha deciso di collaborare con l’Associazione americana per veterani di Afghanistan e Iraq (Iava) e ha messo a disposizione sul proprio sito un “muro”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È lì che i reduci possono scrivere ciò che vogliono, in totale anonimato. Ecco alcuni dei più recenti post: «Sabbia, terra, sacrificio, storie di sofferenza», «Guerra, solo gli strumenti sono cambiati», «Quando cessano gli incubi?», «Vinta la guerra fisica, sto ancora combattendo quella mentale», «Tutte intorno illusioni, fatele smettere», «Membro orgoglioso di una confraternita sfortunata».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una prima edizione di “La guerra in sei parole” è stata già pubblicata, ma si prevedono aggiornamenti e riedizioni. &lt;br /&gt;Attraverso “La guerra in sei parole” hanno ritrovato voce tutti quei soldati condannati al silenzio dopo il loro rientro, talvolta così soli da scegliere il suicidio: di tutti coloro che ogni anno si tolgono la vita negli States, il 20% è rappresentato da veterani di guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.lettera43.it/cronaca/5159/la-guerra-in-sei-parole.htm&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-4034364917858038189?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/4034364917858038189/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=4034364917858038189' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4034364917858038189'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4034364917858038189'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2011/01/la-guerra-in-sei-parole.html' title='La guerra in sei parole'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-4744257835910623531</id><published>2010-12-10T06:57:00.000-08:00</published><updated>2010-12-10T07:07:50.510-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='jihad e media'/><title type='text'>Ai jihadisti piace patinato</title><content type='html'>Si chiama Inspire magazine e si rivolge ai fedeli musulmani anglofoni scontenti, quelli che non hanno ancora individuato un punto di riferimento adeguato nella galassia mediatica: la nuova testata, a cadenza periodica variabile sul web, è patinata, pettegola, esteticamente curata. Ma soprattutto, veicola contenuti “originali”: foto, approfondimenti e interviste dedicati al mondo del... Jihad islamico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco perché c'è chi parla già del Vanity fair di Al Qa'ida. Fin dal primo numero, Inspire ha cercato di fare colpo con titoli “esplosivi” come “Fabbrica una bomba nella cucina di tua madre”, firmato da un giornalista specializzato qualificatosi come AQ Chef (il capo oppure il cuoco di Al Qa'ida?). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rete terroristica fondata dall'ingegnere di origini yemenite Osama Bin Laden ha sfruttato le potenzialità di internet, dei social network e della piattaforma YouTube fin dall'inizio delle proprie attività, sviluppando anche “cellule editoriali” ad hoc. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella che si occupa della realizzazione di Inspire ha base nello Yemen e dimostra un fiuto per la propaganda e le esigenze del mercato fuori dal comune: “Che cosa aspettarsi dal Jihad”, editoriale scritto in un american english giovane e contemporaneo, testimonia attenzione per quei giovani musulmani indecisi, sulla soglia del terrorismo militante, che necessitano di una strizzata d'occhio per fare il salto decisivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si potrebbe pensare alla trovata di qualche burlone, ma secondo gli specialisti dell'Fbi e di alcuni esperti di think tank (Georgetown university, Site intelligence group, Potomac institute) la testata è davvero frutto di Al Qa'ida nella penisola araba, Apac. Lo dimostrerebbero la retorica estremista anti-occidentale, l'immaginario sanguinario, il culto della morte e del sacrificio, la conoscenza di un'epica del Jihad presente e passata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre a firme eccellenti come Anwar Awlaki, imam radicale cresciuto negli Stati Uniti e ritenuto responsabile della formazione di alcuni giovani jihadisti, come l'anglo-nigeriano Umar Farouk Abdul Mutallab, 24 anni, aspirante martire sul volo per Detroit del Natale 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il terzo numero, edito a fine novembre, è stato ritenuto dalla Cia il più allarmante, tutto focalizzato sugli aerei cargo individuati a Dubai e Londra con a bordo pacchi esplosivi di provenienza yemenita. Un'edizione speciale con istruzioni ai lettori su come imbottire altri velivoli cargo oppure civili, non tanto, o meglio non solo, per causare la morte di passeggeri occidentali, ma soprattutto per costringere i governi bersaglio a spendere somme ingenti in misure di sicurezza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Significativamente, questa operazione è stata denominata dal magazine Emorragia. Per chi vorrà cimentarsi nell'impresa, l'equipaggiamento consiste in: due cellulari Nokia, ciascuno del valore di 150 dollari, due stampanti Hp per una spesa di 600 dollari (ci sarà un accordo di marketing con i due brand?), oltre a costi di spedizione dei pacchi e varie per la logistica. Per un totale di 4200 dollari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il servizio di Inspire è corredato dalle foto del volume che era contenuto nei pacchi rinvenuti, il romanzo di Charles Dickens “Grandi speranze”.&lt;br /&gt;Gli osservatori sono divisi sull'effettiva pericolosità di questo tentativo di reclutamento via magazine, ma su di un aspetto sono concordi: se Al Qa'ida ha sempre puntato su azioni ad alto impatto, Apac invece preferisce un profilo più basso e meno dispendioso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inspire è stato preceduto sulla rete dal magazine I difensori della verità, sempre in inglese ma con titolo e impaginazione meno accattivanti, realizzato dalla Rete islamica di Mosul.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-4744257835910623531?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/4744257835910623531/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=4744257835910623531' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4744257835910623531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4744257835910623531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2010/12/ai-jihadisti-piace-patinato.html' title='Ai jihadisti piace patinato'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-591292982748097979</id><published>2010-11-25T03:25:00.000-08:00</published><updated>2010-11-25T03:29:07.460-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Geopolitica regionale'/><title type='text'>Pensar male va sempre bene?</title><content type='html'>Mentre la vicenda irlandese e il destino del Portogallo monopolizzano l'attenzione dell'Unione europea (nell'attesa che l'occhio lungo di Bruxelles si sposti dalle immondizie napoletane ai conti del Bel Paese), l'Ue rischia di perdere di vista un partner privilegiato nel mondo islamico, in predicato di diventare un Paese membro da 50 anni: la Turchia.&lt;br /&gt;O forse no. Non tutti gli osservatori interpretano le scelte strategiche di Ankara in materia di politica estera allo stesso modo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un editoriale apparso sul Corriere della Sera il 23 novembre, “Nato, Iran e La Turchia che ci sta lasciando”, di Giovanni Sartori, si legge: «La Turchia, ormai, sembra guardare all’Islam: il premier turco Erdogan, al vertice Nato di Lisbona (il 19 e il 20 novembre 2010, ndr), è riuscito a ottenere che l’Iran venisse escluso dagli Stati che minacciano l’Occidente, per l’appunto protetto dai militari dell’Alleanza atlantica. Così abbiamo perso la Turchia e al tempo stesso rinforzato la mano del nostro più pericoloso nemico, l’Iran degli ayatollah. Davvero un bell’insuccesso».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma davvero la mossa turca risulta allo stesso tempo sorprendente e definitiva? Il commento di Valeria Talbot, ricercatrice esperta di partenariato euro-mediterraneo e Turchia dell’Istituto per gli studi di politica internazionale: «Vorrei fare alcune precisazioni, perché credo che questa prima lettura sia fuorviante. Il documento di cui parla Sartori riguarda lo scudo missilistico della Nato, che non sarà indirizzato a proteggere l’Europa da specifici Paesi, ma da generiche minacce. Peraltro nel testo non sono indicati i nomi di altre nazioni», quindi, se ne deduce, riportare solo il nominativo dell’Iran sarebbe stato inopportuno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal punto di vista dell’analista dell’Ispi, in realtà, «la scelta turca in direzione mediorientale non è alternativa alla via europea, ma complementare». A maggior ragione se Bruxelles e Washington sapranno valutare questa «proiezione mediorientale» nelle giuste proporzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che Ankara sia delusa dalle difficoltà negoziali con l’Unione europea e dall’atteggiamento ostile di Francia e Germania non è una novità: questioni cruciali come Cipro e il rispetto dei diritti della minoranza curda costituiscono un freno all’avanzamento del dossier turco nel consesso europeo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia non è questa impasse a spingere il governo di Recep Tayyip Erdogan a rafforzare le relazioni con Tehran: «Questo è frutto di pragmatismo, di interessi energetici (l’Iran rappresenta il principale fornitore di gas di Ankara, ndr) e commerciali di rilievo (circa 10 miliardi di dollari annui di interscambio con aspettative di crescita fino a 30 mld)». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E l’attenzione turca alla questione iraniana in sede Nato riflette il tentativo di evitare una rottura fra l’Alleanza atlantica e gli ayatollah, spingendo per lo sviluppo in chiave civile del programma nucleare iraniano. &lt;br /&gt;«Ma fin dagli anni ’80, e via via sempre di più nel decennio successivo, i turchi hanno rinvigorito le relazioni con il Medio Oriente. Basti pensare al flusso intenso di esportazioni verso l’Iraq che ha resistito anche durante la crisi» con il regime di Saddam Hussein. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto a «sostenere che, per gli interessi occidentali sarebbe auspicabile che le strategie turche si articolassero in armonia con gli obiettivi americani ed europei, questo è un altro genere di discorso» ha commentato la ricercatrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, la questione religiosa: l’esecutivo dell’Akp (Partito per la giustizia e lo sviluppo, di cui Erdogan è leader) e tutte le sue mosse sono perennemente sotto la lente d’ingrandimento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché? La risposta è ovvia, anche pericolosa perché a rischio semplificazione: «Per la collocazione religiosa che noi stessi diamo alla Turchia, il modo in cui vogliamo dipingere il Paese», dando per scontato che ormai abbia girato le spalle alla laicità per un’islamizzazione senza ritorno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una semplificazione che potrebbe rivelarsi pericolosa e impedire di valutare lo scenario turco nella sua specificità, con un percorso diverso da quello di altri Paesi a maggioranza islamica della regione. E con differenti ambizioni politiche, come quella di ponte fra Occidente e Medio Oriente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.lettera43.it/articolo/3231/se-la-turchia-si-rivolge-verso-est.htm&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-591292982748097979?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/591292982748097979/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=591292982748097979' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/591292982748097979'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/591292982748097979'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2010/11/pensar-male-va-sempre-bene.html' title='Pensar male va sempre bene?'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-4410936973045556574</id><published>2010-11-19T06:19:00.000-08:00</published><updated>2010-11-19T06:24:12.430-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Blogger egiziani nel mirino</title><content type='html'>Quando un regime trentennale dall'apparenza monolitica ha paura di un ventenne “internettiano” e dei suoi compagni “smanettoni”, forse è ora di dubitare sulla sua stabilità e rimanere in ascolto per percepirne gli scricchiolii. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soprattutto perché il giovane in questione, Abdel Kareem Nabil Suleiman, 26 anni, unico blogger egiziano ad aver scontato una pena detentiva (di quattro anni) per i suoi scritti sul web, ritenuti altamente diffamatori nei confronti del presidente Hosni Mubarak e della fede islamica, non sembra più in grado di nuocere a nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, evidentemente, marcire fino al 5 novembre scorso nel carcere di Burg El Arab, ad Alessandria d'Egitto, è stato giudicato dalle autorità insufficiente: Abdel Kareem, secondo le ricostruzioni della stampa indipendente e delle organizzazioni per la difesa dei diritti umani, è stato subito riacciuffato dai servizi segreti egiziani, arrestato senza che gli fossero notificate nuove accuse (ma questa non è una novità in un Paese in cui, dal 1981, vige la legge marziale) e sbattuto in cella per altri 12 giorni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino al 17 novembre, quando la famiglia ha potuto riabbracciare la brutta copia del proprio caro. In quei 10 giorni supplementari di “rieducazione”, il blogger ha ricevuto un messaggio chiaro: sei libero, ma non ti azzardare ad aprire mai più la bocca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai tempi del suo diario in rete, Nabil scriveva con il nom de plume Kareem Amer e metteva alla berlina le magagne del governo, dell'Islàm conservatore, che ha preso piede nel Paese negli ultimi vent'anni, e della moschea universitaria di Al Azhar, in cui studiava giurisprudenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Della millenaria istituzione, punto di riferimento di tutti i sunniti nel mondo, Kareem Amer diceva: «L'università del terrorismo». E poi ancora: «I musulmani hanno rivelato il loro vero spaventoso volto, mostrando al mondo che sono brutali, barbari e inumani». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giudice che lo ha condannato ha riportato un altro commento del blogger sovversivo: il profeta Mohammed e i suoi adepti sono «”versatori” di sangue». &lt;br /&gt;Ed è stata proprio questa sua presa di posizione anti-islamista, con toni senza precedenti, ad averlo reso vulnerabile: si fosse limitato alle critiche al regime, Kareem Amer avrebbe trovato consensi trasversali nelle file dell'opposizione, laica e religiosa. E probabilmente sarebbe rimasto in carcere qualche settimana, senza sentenza, come avvertimento. Quello che è successo ad altri suoi “colleghi” di dissidenza sul web.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma parlar male della religione proprio no. Ammettere che esiste un problema “integralismo islamico” non è cosa. D'altronde, quanto ascolto possono avere le voci controcorrente in un Paese in cui, nel pieno centro della capitale, un anno fa una prestigiosa gelateria cercava “commessi, solo uomini, musulmani praticanti”?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal novembre 2006, data del suo primo arresto, Abdel Kareem Nabil Suleiman ha ricevuto l'appoggio di numerose sigle internazionali, fra cui Reporters senza frontiere e il Comitato per la protezione dei giornalisti, che hanno considerato i suoi interventi in rete e quelli di altri blogger egiziani una forma di giornalismo a tutti gli effetti, vissuto sul campo, ad alto contenuto informativo proprio perché gratuito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come quelli di Wael Abbas (misrdigital.blogspirit.com), Nawara Negm (tahyyes.blogspot.com), Alaa Abd El Fatah e sua moglie Manal (www.manalaa.net), Rehab Bassam (www.rehabbassam.com), Yasser Thabet (yasser-best.blogspot.com), Zeinobia (egyptianchronicles.blogspot.com), o gli “aggregatori” Omraneya (www.omraneya.net), Baheyya (baheyya.blogspot.com), The Egyptian blog (theegyptblog.blogspot.com). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli argomenti di cui tratta la comunità, “fiorita” insieme a una stagione di rinnovato attivismo politico nel biennio 2004-2005, sono i più vari e intrecciati fra loro (arte, cultura, società, politica, religione), ma è ovvio che sul web abbiano trovato sfogo naturale tutti coloro le cui opinioni sono censurate nella vita quotidiana. A scuola, all'università, sul lavoro, in moschea, in famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per non parlare di quelli nati in occasioni specifiche: per esempio, per lo sciopero degli operai del cotonificio di Mahalla El Kubra, il più grande di tutto il Medio Oriente, asserragliati dentro lo stabilimento circondato dall'esercito e in contatto con il mondo solo grazie al web. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In poco più di cinque anni i blogger hanno denunciato e documentato casi di corruzione, tortura, discriminazione sessuale, violenza settaria come mai prima. Hanno suscitato dibattiti infuocati nell'opinione pubblica per poi scomparire nella rete, talvolta individuati dai servizi segreti e più spesso no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, a dieci giorni dalle elezioni per il rinnovo dell'Assemblea popolare, la Camera bassa del Parlamento egiziano, mentre gli Stati Uniti premono sul Cairo affinché accetti la presenza di osservatori internazionali per controllare la trasparenza del voto, il regime guidato da Hosni Mubarak, 82 anni, lancia segnali di irrigidimento: rifiuta, attraverso i canali ufficiali e gli organi di stampa nazionali, qualsiasi ingerenza esterna nella propria politica; fa arrestare esponenti di spicco della Fratellanza musulmana, unico vero movimento di opposizione in grado di mettere in discussione il potere assoluto del Partito nazionale democratico (Ndp); ostacola raduni politici e dibattiti, o li “imbottisce” di agenti dell'intelligence in borghese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E libera sì un blogger noto su scala internazionale (per Abdel Kareem si sono mobilitate associazioni statunitensi, inglesi, francesi, svedesi), ma terrorizzato e invecchiato di vent'anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione, per i dissidenti, potrebbe peggiorare il prossimo anno, all'avvicinarsi delle elezioni presidenziali. Il voto 2011  potrebbe sancire il passaggio dei poteri dal presidente, che sta ultimando il quinto mandato consecutivo, e un successore: forse il figlio Gamal, forse un alto esponente dell'Ndp.&lt;br /&gt;Per questo le legislative del 28 novembre rappresentano l'apertura di una stagione dagli esiti tutt'altro che certi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-4410936973045556574?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/4410936973045556574/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=4410936973045556574' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4410936973045556574'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4410936973045556574'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2010/11/blogger-egiziani-nel-mirino.html' title='Blogger egiziani nel mirino'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-8483628361310975485</id><published>2010-11-18T00:14:00.000-08:00</published><updated>2010-11-18T00:23:54.005-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Fumetti dissacranti</title><content type='html'>Uno spaccato di vita metropolitana, fra ingorghi di macchine e umanità, fermate del metrò sovraffollate, inquinamento, sporcizia, soli accecanti e aria rovente impastata di sabbia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E anche fermento culturale, impegno politico, lotte intergenerazionali, corruzione endemica e nobiltà d'animo, generosa e gratuita. In bilico fra amore e odio, sul confine labile fra adorazione ipnotica e repulsione disgustata, come solo chi ha vissuto in una grande capitale africana ha sperimentato nello stesso istante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è “Metro”, fumetto egiziano pubblicato al Cairo nel 2008 in poche centinaia di copie e subito entrato in clandestinità perché censurato dalle autorità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché la prima graphic novel egiziana in assoluto ha spiazzato la leadership politica, abituatasi negli ultimi anni alle contestazioni, ma attraverso strumenti tutto sommato controllabili: sporadiche e “spelacchiate” manifestazioni di attivisti politici, con il partito Al Ghad (Il Domani) di Ayman Nour e il movimento Kefaya (Basta) in prima linea ieri, e i riformisti di Mohammed El Baradei, ex numero uno dell'Agenzia delle Nazioni Unite per l'energia atomica (Aiea), impegnati oggi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi qualche romanzo di risonanza internazionale “bonificato” dalla censura (“Il palazzo Yacoubian”, di Alaa El Aswani) e testate giornalistiche indipendenti funzionali a garantire una facciata pluralistica al regime trentennale di Hosni Mubarak.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma i disegni no, nessuno aveva ancora pensato di trasformare in fumetti la realtà quotidiana di un Paese di 80 milioni di abitanti, di cui la metà circa semi-analfabeta. E per di più utilizzando il dialetto, cioé la lingua parlata dalla gente, ironica e dissacrante, disillusa e fatalista. Questo deve avere spiazzato il (quasi) partito unico Nazionale democratico, già alle prese con inafferrabili blogger.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora le tavole dal tratto asciutto, che poco concede ai barocchismi, del giovane disegnatore Magdy El Shafie, di formazione farmacista, raggiungeranno il pubblico italiano grazie a un'edizione curata da Il Sirente, per la traduzione di Ernesto Pagano, in uscita a fine novembre.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Si tratta di una scommessa, per sapere se in Italia avrà un riscontro di pubblico bisognerà aspettare. Ma non ho dubbi sul valore del fumetto», ha spiegato a Lettera43.it il traduttore Ernesto Pagano, alle spalle l'esperienza, sempre per Il Sirente, con il bestseller “Taxi” di Khaled Al Khamissi (raccolta di dialoghi autentici e paradossali fra l'autore e i taxisti del Cairo). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è pensato anche a rendere il dialetto egiziano con quello siciliano, per tradurre la vivacità di una lingua colorita. Poi, la scelta finale dell'italiano corrente. &lt;br /&gt;«I personaggi sono tipizzati con decisione», come Shehad, il protagonista, giovane studente universitario brillante e frustrato perché difficilmente potrà realizzare le proprie ambizioni in una realtà immobile come quella del Paese arabo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi una carrellata di “marionette” tormentate, fra cui giornalisti, lustrascarpe, portinai, “scugnizzi” dei quartieri popolari, immigrati nella capitale dal Saïd, il profondo Sud.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti «in gabbia, metafora della prigionia sociale e culturale» in cui hanno coscienza di vivere soprattutto i più giovani, ha commentato Pagano, convinto che “Metro” possa avere un'audience fra coloro «che vogliono scoprire un Egitto diverso, attuale, lontano da Sharm El Sheikh», in ebollizione costante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I segnali, nel mondo editoriale italiano e, di riflesso, fra il pubblico, ci sono tutti: mentre fioriscono i corsi di lingua araba universitari ed extra universitari, non mancano gli esperimenti di collane letterarie dedicate ai nuovi fenomeni emergenti della letteratura araba. Talvolta “pescati” fra le file degli autori più trasgressivi, senza peli sulla lingua. Oppure, perché no, commerciali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per immagini e contenuti, ritenuti troppo spinti, autore ed editore, Mohammed Sharqawi, sono stati processati e condannati alla distruzione di tutte le copie del volume. Quelle ancora nelle librerie. Per le altre, rien ne va plus.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.lettera43.it/articolo/2747/la-graphic-novel-censurata-in-egitto.htm&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-8483628361310975485?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/8483628361310975485/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=8483628361310975485' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/8483628361310975485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/8483628361310975485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2010/11/fumetti-dissacranti.html' title='Fumetti dissacranti'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-3522159178095914113</id><published>2010-11-15T09:29:00.000-08:00</published><updated>2010-11-15T09:31:21.835-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Hajj, fra sacro e profano</title><content type='html'>Ci siamo, anche quest'anno i luoghi santi dell'Islàm sono stati presi d'assalto da centinaia di migliaia di fedeli musulmani provenienti da tutto il mondo. Per la maggior parte di loro riuscire ad assolvere a uno dei Pilastri della fede, il pellegrinaggio maggiore, l'Hajj, è tutt'altro che scontato visto che lo stesso profeta Mohammed, prevedendone gli ostacoli, aveva precisato che l'obbligo era da ritenersi valido a meno di gravi impedimenti economici o di salute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma come qualsiasi manifestazione umana ogni anno i giorni di meditazione rituale in Arabia Saudita portano con sé polemiche e discussioni: agli occhi di Allah i pellegrini saranno anche tutti uguali, ma il loro modo di affrontare l'esperienza nella loro terra santa non è affatto identico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È il boom di alberghi di lusso intorno ai luoghi di preghiera che non cessa di accendere grandi dispute, e la stampa araba non fa che dare fiato al sentimento anti-saudita dilagante nella Umma mondiale, la comunità musulmana: come dire, in mondo più o meno chiaro, “non siete degni di ospitare i luoghi in cui Mohammed è vissuto”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ecco fiorire gli esempi di pellegrini a sette stelle, quelli che spendono anche 12 mila euro per il loro soggiorno spirituale e mal sopportano di mescolarsi agli altri per svariate ore, senza che nessuno riconosca il loro status. Gli hotel svettano intorno alla Grande moschea, nel cui cortile i fedeli si muovo in cerchio intorno alla Kaaba, e, nei sogni delle autorità, presto ne sorgeranno altri più belli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la moschea stessa sarà ampliata per accogliere più pellegrini: non era questo l'obiettivo di Mohammed stesso? Far sì che tutti possano recarsi alla Mecca liberamente? Oppure il business ha preso la mano agli amministratori locali? &lt;br /&gt;Effettivamente le cifre potrebbero dare alla testa a chiunque, benché pio e rispettoso del volere di Allah. Si calcola che il giro d'affari che interesserà Mecca e Medina nei prossimi 10 anni sarà pari a 120 miliardi di dollari. Nella sola Mecca saranno investiti 20 miliardi di dollari in progetti di sviluppo fra infrastrutture e accoglienza (un metro quadro costa 13 mila dollari alla Mecca, ndr).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma nello stesso regno saudita non tutti sono contenti: la prospettiva che i pellegrini possano arrivare anche a quattro milioni quest'anno e che i locali non siano mai interpellati prima dell'avvio di nuovi lavori non va giù a intellettuali e “laici” (laici rispetto alle gerarchie religiose, ndr).&lt;br /&gt;La critica non trova spazio nell'arena politica, visto che non esistono elezioni parlamentari in Arabia Saudita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra le voci più agguerrite vi è quella di Raja Alem, novellista, autrice di “Tawq Al Hamam”, “Il collare delle colombe”, nemica giurata di corruzione, affarismo, distruzione dei luoghi storici e di valore artistico. Mentre l'editorialista saudita Mahmoud Sabbagh si è più volte schierato contro i paradossi del nuovo corso consumistico: ma come, l'Hajj dovrebbe essere un'esperienza di profonda vicinanza con Dio all'insegna dell'umiltà eppure c'è chi ne trascorre una parte nuotando in piscina all'ultimo piano di un albergo che fa ombra alla Kaaba? E c'è chi come Irfan Al Alawi, teologo islamico con sede a Londra, non ha esitato a prendere l'esempio cristiano per rafforzare le proprie critiche: «Il Vaticano non permetterebbe mai lavori del genere all'interno della propria area sacra».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lungi dal riguardare solo un miliardo e mezzo di musulmani, la “battaglia” in corso sotto il sole saudita rappresenta la summa delle contraddizioni umane: alla Mecca si scontrano ogni giorno materialismo estremo e desiderio di spiritualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.lettera43.it/articolo/2646/islam-pellegrini-a-5-stelle.htm&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-3522159178095914113?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/3522159178095914113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=3522159178095914113' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/3522159178095914113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/3522159178095914113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2010/11/hajj-fra-sacro-e-profano.html' title='Hajj, fra sacro e profano'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-8806024512725485904</id><published>2010-11-10T07:11:00.000-08:00</published><updated>2010-11-10T07:18:40.805-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>L'Egitto sperimenta le quote rosa</title><content type='html'>Rivoluzione in vista all'Assemblea popolare egiziana, la Camera bassa del Parlamento, il cui rinnovo è previsto per il 28 novembre, quando avrà inizio il lungo processo elettorale. Un sistema di “quote rose” permetterà a un blocco di 64 deputate su 508 deputati di sedere nell'emiciclo, dopo aver convinto gli elettori anche in quei governatorati storicamente conservatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ad Asiut, nel cuore dell'Egitto rurale, dove Mona Al Qurashi, membro del politburo di Al Wafd, la Delegazione, partito liberale nazionalista all'opposizione, e candidata alle prossime elezioni: «Finora Asiut è sempre stata rappresentata solo da uomini, si trattava di un seggio ereditato di generazione in generazione da alcune famiglie, adesso le cose cambieranno». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora Mona dovrà competere contro altre donne, un migliaio, per uno dei 64 posti “dedicati” alle deputate, ma i suoi problemi sono altri, difficilmente sradicabili: «Uno degli ostacoli che sto incontrando è che non sono velata, tutte le donne ad Asiut lo sono. Comunque, cristiani e intellettuali apprezzano il mio coraggio e questo mi dà energia». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mona non è un'outsider nella sua famiglia: il padre, Al Qurashi Pasha, è stato uno dei fondatori del distretto di Asiut e chissà che proprio questo precedente illustre non la aiuti «a essere accettata dagli elettori».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c'è anche chi vorrebbe competere alla pari senza bisogno di fare parte di una riserva protetta, come Manal Abul Hassan, che a Nasr city, alla periferia del Cairo, cercherà di sfidare il ministro del Petrolio Sameh Fahmy. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il momento, la commissione incaricata di vagliare le candidature non ha ancora resa nota la lista definitiva degli idonei a presentarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Manal, esponente della Fratellanza musulmana (ma dovrà candidarsi come indipendente, perché la confraternita non è legale in Egitto), ormai «le donne partecipano a qualsiasi aspetto della vita sociale e non ci sono discriminazioni fra uomini e donne». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un punto di vista che spiazza gli osservatori della scena politica egiziana, abituati a constatare, forse anche troppo, la penalizzazione delle donne man mano che nel Paese prende piede l'islamizzazione della società. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, sono proprio le donne militanti nelle associazioni islamiste a combattere in prima linea per i loro diritti, ma senza sbandierarlo. Mettendo piuttosto in primo piano l'impegno per i giovani, la scuola, lo sviluppo economico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le donne del Partito nazionale democratico (Ndp) di Hosni Mubarak, invece, per quanto numerose e presenti in modo capillare su tutto il territorio, hanno per ora optato per toni poco battaglieri, forse da candidate “blindate” e sicure di arrivare in Parlamento senza difficoltà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Sharqiya, per esempio, sono ben 131 le donne dell'Ndp decise a competere: per loro, la gara è tutta interna, perché sono consapevoli di avere la strada spianata per l'Assemblea popolare rispetto alle esponenti delle opposizioni, candidate zoppe già dal principio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La messa a punto di una quota obbligatoria per le signore della politica non sarebbe stata possibile senza l'intervento del Consiglio nazionale per le donne, che ha lanciato una campagna di comunicazione a tappeto in tutto il Paese, al ritmo di uno slogan semplice ma acuto: “Compagne  nella vita, compagne in Parlamento”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parte dell'iniziativa ha previsto una “formazione” sul campo anche delle elettrici, perché talvolta sono proprio loro le più restie a eleggere altre donne: per mancanza fiducia, poca stima, preconcetti più radicati che negli uomini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un paradosso che però ben spiega perché le donne egiziane, pur essendo in maggioranza rispetto ai loro compagni su 80 milioni di cittadini, facciano fatica a difendere i propri diritti. Secondo il quotidiano filo-governativo Al Ahram, solo il 41% degli iscritti al voto di fine novembre sono donne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nuova legge “rosa”, approvata in giugno, ha provocato aspri dibattiti: c'è chi, infatti, ritiene sia controproducente, destinata a ghettizzare ancora di più le egiziane. Altri invece sostengono che sia l'unico modo per garantire la presenza femminile e addirittura “obbligare” le donne a impegnarsi in politica in tutti i governatorati.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma solo il tempo dirà se l'esperimento darà gli effetti desiderati dalla normativa: per due legislature le signore saranno “accompagnate” nel loro ingresso in Parlamento, poi dovranno camminare da sole a testa alta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.lettera43.it/articolo/2330/legitto-sperimenta-le-quote-rosa.htm&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-8806024512725485904?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/8806024512725485904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=8806024512725485904' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/8806024512725485904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/8806024512725485904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2010/11/legitto-sperimenta-le-quote-rosa.html' title='L&apos;Egitto sperimenta le quote rosa'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-4642711718893681254</id><published>2010-11-03T22:43:00.000-07:00</published><updated>2010-11-03T22:47:07.114-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personaggi'/><title type='text'>Al Asiri, dieci anni a caccia del "botto"</title><content type='html'>Della sua precedente esistenza, prima che il fuoco sacro della fede lo bruciasse, si sa poco. La cerchia familiare lo descrive come un giovane come tanti altri: la passione per la musica, un giro di amici, lo sport. Poco interesse per la religione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure Ibrahim Hassan Al Asiri, 28 anni, saudita residente in Yemen da tre anni, è uno dei più pericolosi coordinatori della rete terroristica Al Qa’ida, esperto di esplosivi e veleni secondo i servizi di intelligence americani, che lo tengono d’occhio da anni. Sarebbe lui all’origine di numerosi tentativi di attentato dell’ultimo anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mistero aleggia ancora su questo giovane, “perso di vista” nella prima fase della latitanza, quando la sua “vocazione terroristica” si è andata definendo.&lt;br /&gt;Intervistata dal quotidiano algerino Al Watan, agli inizi del 2009 la madre descriveva così lui e suo fratello: «Ibrahim e suo fratello Abdullah erano come tutti gli adolescenti, poco religiosi». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E neanche i loro amici lo erano. Poi, fede e nuove frequentazioni sembrano andare di pari passi, senza che si capisca che cosa è venuto prima. Forse il trauma della morte del fratello Ali, in un incidente di auto nel 2000, ha contribuito a determinare la svolta. Ed ecco comparire in casa video di mujaheddin (militanti del Jihad) in Afghanistan, mentre i due ragazzi sono sempre più distanti e freddi con i genitori e le sorelle. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ibrahim non è molto prudente, si fa notare al confine con l’Iraq nel 2003, mentre tenta di entrare nel Paese per unirsi ai guerriglieri islamisti contro le truppe americane. L’esperienza nelle carceri saudite, nove mesi, lo segna per sempre e lo rafforza nelle sue convinzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La famiglia intanto si è trasferita da Riyad alla Mecca. Nel 2007, Ibrahim e Abdullah decidono di andarsene e trasferirsi a Medina, lasciando il padre, ex militare, nell’incertezza sulla loro sorte. Solo anni dopo i genitori vedranno le loro foto sui media locali e capiranno che, quando i due li chiamavano «dall’estero», stavano imparando a confezionare bombe sofisticate e mescolare veleni.&lt;br /&gt;Al servizio della cellula di Al Qa’ida più “promettente” dell’intero Medio Oriente, Al Qa’ida nella penisola araba, conosciuta come Aqpa e nascosta come un cancro nel cuore dello Yemen. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ibrahim ora è in testa alla lista delle 85 persone più pericolose per le autorità saudite, un’ascesa “trionfale” che lo ha reso uno dei ricercati in Yemen e nel mondo.&lt;br /&gt;Di lui, artificiere sopraffino, si comincia a capire che ha un ruolo di coordinamento, che non corre rischi inutili, forse convinto di essere destinato a grandi imprese: il fratello Abdullah è già morto, lo ha mandato lui a morire in un attentato-suicida nell’agosto del 2009, all’età di 23 anni. Il bersaglio, il numero uno dei servizi segreti sauditi Mohammed Ben Nayef Ben Abdel Aziz, sfugge, ma per Abdullah, imbottito di esplosivi, non c’è scampo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sacrificio del fratello deve aver fatto salire le quotazioni di Ibrahim in seno all’organizzazione: Aqpa lo sceglie per partecipare all’attentato sul volo Amsterdam-Detroit del 25 dicembre 2009. L’esplosivo che portava addosso il nigeriano 23enne Umar Abdul Mutallab, recava la sua firma. Ma anche quel tentativo non è andato in porto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verosimilmente ora il giovane Al Asiri (nome di battaglia Abu Saleh), arso dal desiderio di dimostrare capacità e coraggio, deve averne abbastanza di aspettare di fare il botto. Letteralmente. Di lui, temono inquirenti e servizi americani, si tornerà presto a parlare. Così come del religioso americano-yemenita Anwar Al Awlaki, colui che ha fornito ai fratelli Al Asiri e alle nuove leve del terrorismo islamista un supporto religioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.lettera43.it/articolo/1934/al-asiri-10-anni-a-caccia-del-botto.htm&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-4642711718893681254?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/4642711718893681254/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=4642711718893681254' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4642711718893681254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4642711718893681254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2010/11/al-asiri-dieci-anni-caccia-del-botto.html' title='Al Asiri, dieci anni a caccia del &quot;botto&quot;'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-1357353493291556206</id><published>2010-10-27T00:16:00.000-07:00</published><updated>2010-10-27T00:20:36.898-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e politica'/><title type='text'>Sderot, pagine che fanno paura</title><content type='html'>Per avere un libro di storia il più possibile completo, pluralista, frutto di un coro eterogeneo di voci si può e si deve lottare. La pensano così gli studenti di un istituto superiore di Sderot, centro urbano israeliano di piccole dimensioni e scarso appeal estetico, ma indubbia fama, data la sua infausta posizione geografica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cittadina, infatti, si trova nell’area occidentale del deserto del Negev, a un km dalla Striscia di Gaza. E per questa sua ubicazione è da anni, alternativamente, bersaglio privilegiato di missili palestinesi più o meno artigianali sparati dalla Striscia oppure porta d’accesso alla lingua di terra controllata da Hamas per le rappresaglie israeliane. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sderot è una tappa obbligata per la stampa internazionale che desidera capire come vivono gli israeliani di frontiera, quelli che hanno pochi secondi per ripararsi dal momento in cui suona un allarme missilistico. Allo stesso tempo, la cittadina fondata negli anni ’50 costituisce un punto di osservazione “ideale” per seguire a debita distanza i raid aerei israeliani nella Striscia, come accaduto durante l’operazione Piombo fuso (dicembre 2008-gennaio 2009).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma d’ora in poi a Sderot si potrà associare anche un’immagine diversa: quella di una popolazione che, attraverso i suoi esponenti più giovani, vuole voltare pagina. Ecco perché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I ragazzi dell’istituto Sha’ar Hanegev, privati di un testo di storia che presentava l’una accanto all’altra la ricostruzione della storia moderna del Medio Oriente per mano di un docente israeliano e di uno palestinese, non intendono rassegnarsi e chiedono di parlare con il dirigente del ministero dell’Educazione che ne ha disposto il ritiro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notizia è stata riportata il 25 ottobre dal sito del quotidiano Haaretz. Il libro incriminato, “Imparare il racconto storico di ciascuno”, è già stato utilizzato nel liceo di Sderot l’anno scorso per volontà del preside Aharon Rothstein, ma, sostengono i dirigenti a Tel Aviv, senza opportuna autorizzazione. Il divieto è stato definito dagli studenti «irritante e deludente», ora vogliono sapere di che cosa hanno paura al ministero dell’Educazione e tuonano: «Questo atteggiamento diminuisce la nostra intelligenza ed è un po’ insultante dire che crederemo a qualsiasi cosa leggiamo. Si potrebbe dire lo stesso del “Mein Kampf” di Hitler letto nelle ore di storia. Ma è ovvio, non funziona in questo modo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il volume reca la firma di Dan Bar-On, dell’università del Negev Ben Gurion, e di Sami Adwan, dell’università di Betlemme. Fra una versione e l’altra dei medesimi fatti storici, al centro, uno spazio bianco permette agli studenti di apporre i propri commenti, da discutere poi in classe. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo la ricostruzione di Haaretz, il ministero ha “drizzato le orecchie” a seguito di un primo articolo scritto sul progetto interculturale, coordinato da un ente svedese. Dopo un colloquio con il preside, il testo è stato vietato senza appello. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo, al preside Rothstein è stato «proibito parlare con la stampa», ha spiegato a Lettera43 la sua segreteria, chiarendo che l’imposizione viene direttamente «dal ministero dell’Educazione». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.lettera43.it/articolo/1543/pagine-che-fanno-paura.htm&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-1357353493291556206?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/1357353493291556206/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=1357353493291556206' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/1357353493291556206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/1357353493291556206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2010/10/sderot-pagine-che-fanno-paura.html' title='Sderot, pagine che fanno paura'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-5406461467113775046</id><published>2010-10-21T02:36:00.000-07:00</published><updated>2010-10-21T02:39:32.229-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Pomi d'oro e hashish</title><content type='html'>Un autunno caldo così, con punte massime di 40 gradi e tempeste di sabbia impalpabile che tinge tutto di giallo, non se lo ricorda nessuno al Cairo, neanche gli anziani, intervistati dalle tv locali che seguono le sorprendenti evoluzioni del meteo nazionale. E se normalmente l’apprensione dei media supera la reale portata dei fenomeni, “gonfiandoli” a dismisura, questo non è il caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché dopo sei mesi di temperature torride (anche 50 gradi nel mese di giugno nella capitale) è naturale che la maggior parte degli egiziani metta in relazione due fenomeni: il cambiamento climatico e l’inflazione galoppante che ha colpito le verdure trasformandole in un bene di lusso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soprattutto i pomodori, interessati da un aumento anche del 300%, sono diventati gioielli preziosi, passati da cinque a 15 lire egiziane al kg (un euro equivale a 7,95 lire egiziane). Le melanzane volano a quota 12 lire e i fagioli a 20, tutti alimenti essenziali nella dieta di un cittadino medio, ma sempre più inarrivabili: basti sapere che lo stipendio di un impiegato statale è di poche centinaia di lire al mese. Nel frattempo, la carne rossa è un miraggio, visto che costa 70 lire al kg.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«A causa dei cambiamenti climatici, quest’anno la produzione di pomodori e altri vegetali è stata esigua» ha spiegato a Lettera43 Cristina Cocchieri, ricercatrice, specializzata in Economia dei Paesi mediterranei, da tre anni al Cairo. «L’argomento occupa le prime pagine dei giornali, ma sono in pochi a valutare il rischio di una possibile crisi alimentare, per esempio considerando anche il brusco taglio dell’export di grano dalla Russia».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Niente verdure e poco riso o grano ed ecco che la dieta di tutti i giorni non passa più per la pentola: la gente comune si nutre di formaggio, qualche uovo e tè zuccherato. Inutile scomodare le padelle se non si ha neanche una cipolla da far rosolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è la prima volta, negli ultimi anni, che l’Egitto si trova ad affrontare lo spettro dell’insufficienza alimentare e del boom dei prezzi delle derrate: nel 2008, la crisi del pane causata dalla mancanza di grano ha fatto 12 vittime, cittadini morti durante le proteste popolari o nella ressa di fronte alle botteghe dei fornai.&lt;br /&gt;Un tempo l'Egitto era fra i maggiori produttori ed esportatori di granaglie, ma l’aumento demografico ha capovolto la situazione: al ritmo di 1 milione di nascite all’anno, il Paese nordafricano ha superato gli 80 milioni di abitanti e procede al trotto verso nuovi traguardi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli scienziati attribuiscono il rincaro delle verdure, e il peggioramento della loro qualità, a tre fattori: temperature al di sopra della media, la presenza di una mosca bianca devastante per le colture e la comparsa di un virus che attacca in particolar modo le piante di pomodori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il coincidere del nuovo allarme alimentare con uno dei passaggi politici più delicati della storia egiziana sta facendo drizzare le orecchie a numerosi osservatori, non solo a quelli appassionati di dietrologia. L’emergenza alimentare nel mondo c’è: finora ne hanno pagato le conseguenze peggiori Mauritania, Mozambico, Nigeria e Zimbabwe, in cui scarseggiano riso e grano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma in molti si chiedono se le autorità egiziane, pilotando i prezzi delle derrate alimentari ad hoc, stiano cercando di distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica dagli imminenti appuntamenti elettorali: il rinnovo dell’assemblea popolare, la Camera bassa del Parlamento egiziano, il 29 novembre, e le elezioni presidenziali in primavera. Con un possibile cambio ai vertici della repubblica dopo 30 anni di regime Mubarak.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ashara Al Masa” (Le dieci di sera), programma televisivo trasmesso dalla tv pubblica, ha affrontato l’argomento intervistando massaie inferocite e venditori tremebondi al mercato cairota di Bab El Louq. E la dietrologia ha trionfato: tutta colpa della corruzione che infetta la società, delle elezioni che si avvicinano e di Israele (non si sbaglia mai a citarlo, nel mondo arabo) che specula.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La crisi dei pomodori, così è stata “bollata” dai giornali, segue di alcuni mesi un’altra impasse che ha duramente colpito la società egiziana, quella dell'hashish. E non c’è ironia alcuna in tale affermazione. Illegale, ma parte della cultura popolare, l'hashish è una risorsa imprescindibile per milioni di cittadini, uomini e donne, nei grandi centri urbani come nelle aree agricole e nel deserto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Insieme contro la crisi dell’hashish in Egitto” è il nome del gruppo nato su Facebook nel mese di aprile, a seguito del rincaro delle agognate piantine. Scarso il successo dell'iniziativa, che ha raccolto una trentina di membri per ovvi motivi.&lt;br /&gt;Rastrellato dai servizi di sicurezza, accumulato dagli spacciatori per farne lievitare il prezzo oppure rimasto fermo all’origine, là dove viene coltivato nelle montagne del Sinai per difficoltà di trasporto, l’hashish ha fatto parlare di sé per settimane, senza ipocrisie, anche in prima serata. Amr Adib, anchorman egiziano di "Al Qahira Al Youm" (Il Cairo oggi), ha dedicato una puntata della sua trasmissione alle lamentele per la scomparsa dell’hashish, lasciando invece alle autorità una campagna anti-droghe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto, mentre gli spettatori si concentrano su verdure e droghe leggere, la maggioranza smonta pezzo per pezzo le opposizioni politiche, religiose e laiche, e si prepara al passaggio dello scettro dal presidente Hosni Mubarak a un nuovo “faraone”. Una strategia già utilizzata nel 2005, prima delle urne, quando la polizia si è accanita su cittadini e turisti omosessuali, arrestati al Cairo a feste private o in locali pubblici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco perché la comunità gay del Cairo è sul chi va là: «Alla vigilia della festa organizzata da un personaggio abbastanza in vista, qualche settimana fa, si è sparsa la voce che i servizi segreti avrebbero fatto irruzione» ha raccontato a Lettera43 un invitato al prestigioso party, «Visto il periodo, l’allarme è stato preso sul serio e la festa annullata all’ultimo momento».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.lettera43.it/articolo/1292/pomi-doro-e-hashish.htm&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-5406461467113775046?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/5406461467113775046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=5406461467113775046' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/5406461467113775046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/5406461467113775046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2010/10/pomi-doro-e-hashish.html' title='Pomi d&apos;oro e hashish'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-3082738698644159583</id><published>2010-10-19T06:38:00.000-07:00</published><updated>2010-10-19T06:49:49.401-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Farah, la prima hostess di Dubai</title><content type='html'>A una prima lettura non sembrerebbe una notizia degna di nota, anzi non sembrerebbe proprio una notizia il fatto che la ventisettenne di Dubai Farah Saeed, al termine di un corso di formazione per hostess della durata di otto settimane, sia entrata a far parte dello staff della compagnia aerea Etihad, insegna emiratense nata nel 2003. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E invece Farah, che ha effettuato il suo primo volo nella tratta fra Londra e Istanbul la seconda settimana di ottobre, ha ritrovato il proprio volto mediorientale, truccato a regolare d’arte in occasione del debutto, su svariati organi di stampa del Golfo e ora sta facendo il giro del mondo via web.&lt;br /&gt;Perché prima di lei, fra tre mila hostess e steward della compagnia di bandiera non c’era mai stato un cittadino degli Emirati: eppure le nazionalità rappresentate sono un centinaio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scontato l’entusiasmo della pioniera, che si sente investita di un ruolo quasi diplomatico: «Ho intenzione di condividere cultura e ospitalità degli Emirati con più persone possibile e in più luoghi possibili al mondo». Un progetto sostenuto dalla famiglia: «Chi mi circonda mi ha incoraggiato a diventare la prima cittadina degli Emirati a imbarcarsi in questa carriera».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nuova arrivata, hanno precisato i vertici di Etihad (letteralmente l’Unione, in riferimento all’Unione degli Emirati arabi, ndr), non si sentirà sola perché gli emiratensi abbondano, invece, fra piloti professionisti e allievi. Parola del direttore generale della compagnia, James Hogan, palesemente non oriundo di Dubai. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E a questo punto si riapre il dibattito sul tessuto sociale di alcuni emirati della penisola arabica, non necessariamente i sette dell’Unione, ma anche Kuwait, Qatar, Bahrein, abitati da poche centinaia di migliaia di cittadini autoctoni e milioni di emigrati per motivi di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche numero. Dei circa tre milioni e 100 mila abitanti del Kuwait, sono originari del posto appena 960 mila. In Bahrein vivono 672 mila persone, di cui solo il 64% è indigeno. In Qatar, su un milione e mezzo di abitanti, tre quarti hanno un permesso di lavoro temporaneo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli Emirati arabi la sproporzione è ancora più eclatante: su otto milioni di abitanti, non più del 20% è nato in loco. Tutti gli altri sono “expat”, espatriati.&lt;br /&gt;Generalizzando, nei sultanati arabi l’immigrazione è in prevalenza di etnia indiana, pakistana, cingalese, filippina, iraniana per quanto riguarda edilizia e ristorazione. Quella occidentale rappresenta una minoranza e occupa posti di responsabilità nelle sedi mediorientali di grandi network internazionali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’hostess Farah Saeed è il simbolo di una strategia, la cosiddetta “emiratizzazione” del personale, inaugurata da Abu Dhabi dieci anni fa e finora rivelatasi poco fruttuosa. A più riprese il governo ha tentato di stimolare l’assunzione di personale locale a colpi di decreti, ma soprattutto nel settore privato non c’è stato verso: per citare una normativa disattesa, nella primavera del 2009 ai privati operanti negli Emirati è stato imposto di assumere, nei comparti amministrativo e risorse umane, personale locale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un tentativo congiunto dei ministeri degli Affari esteri e del Lavoro di procedere per settori professionali che però è naufragato dopo poco, anche a causa della crisi congiunturale negli Emirati: come dire, nella seconda metà del 2009 numerose aziende internazionali con base a Dubai hanno chiuso o ridotto le proprie sedi. Meglio non innervosire quelle rimaste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai cittadini emiratensi, dunque, non è rimasto altro strumento per competere con gli stranieri che studiare. Le possibilità non mancano: il 22,7% del bilancio federale 2010, circa 9,9 miliardi di dirham (1,91 miliardi di euro), è stato investito in educazione, con borse di studio per gli studenti arabi, costruzione di atenei e scuole di specializzazione ad Abu Dhabi, Dubai e Sharjah, gemellaggi con poli universitari di livello internazionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo un dettaglio da segnalare: il reclutamento di personale docente straniero per dare autorevolezza alle giovani università. Ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.lettera43.it/articolo-breve/1187/farah-prima-hostess-di-dubai.htm&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-3082738698644159583?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/3082738698644159583/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=3082738698644159583' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/3082738698644159583'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/3082738698644159583'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2010/10/farah-la-prima-hostess-di-dubai.html' title='Farah, la prima hostess di Dubai'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-6324528184873300789</id><published>2010-10-18T07:04:00.000-07:00</published><updated>2010-10-18T07:08:16.154-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arabia Saudita'/><title type='text'>Pellegrini con stile alla Mecca</title><content type='html'>Nel tentativo di diversificare la propria economia, alimentata quasi esclusivamente dai petroldollari, l’Arabia saudita ha intenzione di potenziare l’industria del turismo religioso contendendo agli emirati vicini e alle mete internazionali i visitatori a cinque stelle.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Lo dimostrano le misure approvate dalle autorità saudite nel corso del 2010, finalizzate a migliorare la qualità dei servizi offerti ogni anno a milioni di pellegrini musulmani in visita alla Mecca e a Medina (secondo le autorità saudite, due milioni e mezzo nel 2009, ndr) e le azioni promozionali lanciate per catturare nuove fette di mercato. Un mare magnum di un miliardo e mezzo di fedeli sparsi in tutto il globo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A gestire la complicata macchina organizzativa dei pellegrinaggi è il ministero saudita dell’Hajj, che fornisce «servizi integrati ai pellegrini della casa inviolabile di Allah», si legge sul sito web del dicastero. Al ministero fa capo il comitato centrale saudita per l’Hajj e la Omraa, le due tipologie di pellegrinaggio compiute dai fedeli musulmani, che concede ai tour operator, locali e stranieri, la licenza dopo attenta valutazione della candidatura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra le condizioni che le agenzie turistiche abilitate devono rispettare vi è l’obbligo di versare alle autorità una caparra compresa fra 20 mila e 100 mila euro, che viene restituita solo se, al termine del soggiorno, nessun viaggiatore si è lamentato del trattamento. Questo dopo anni di sistemazioni precarie, proteste e incidenti, anche molto gravi, che hanno spinto Riyadh a istituire un severo sistema di multe e controlli per gli operatori turistici che non rispettano i contratti sottoscritti con i pellegrini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei Paesi a maggioranza musulmana da cui partono centinaia di migliaia di fedeli ogni anno, esistono ministeri degli Affari religiosi con uffici appositi in costante coordinamento con i colleghi sauditi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per l’Italia, la quota annuale di “viaggiatori della fede” concessa dal regno saudita è di 3 mila persone all’anno (pari all’1% della popolazione musulmana, ndr), coordinate da una rete di agenzie munite di speciale permesso: sono nove quelle che detengono la licenza per l’Hajj, il pellegrinaggio maggiore, e due per l’Omraa, il minore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«I pellegrini che partono dall’Italia lo fanno quasi esclusivamente per l’Hajj, che per i fedeli è una farida, cioè un obbligo», ha spiegato a Lettera43 Hossam Zahran, titolare dell’agenzia Palma Aquarius tours di Milano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La quota di pellegrini gestita da Aquarius è di 94 unità all’anno (di cui due o tre italiani convertiti), né più né meno, stabilita in coordinamento con le altre insegne: «Lavoriamo tutti insieme su base nazionale, molti pellegrini si rivolgono a noi su segnalazione dei centri culturali islamici» ha specificato Zahran. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il pellegrinaggio maggiore, secondo il calendario lunare di quest’anno dal 14 al 17 novembre, gli operatori sono soliti iniziare i preparativi anche tre o quattro mesi prima: «È importante per riuscire ad assicurarsi buoni posti, negli alberghi e nelle tende vicine all’area sacra della Kabah, con prezzi giusti» ha aggiunto l’agente di viaggio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco un pacchetto-tipo: il pellegrino in partenza dall’Italia «paga meno di quanto pagherebbe dall’Egitto o da un altro Paese arabo. Il costo da qui è in media di 3 mila euro fra viaggio aereo, soggiorno in albergo, posto in tenda con aria condizionata e materasso (durante i riti all’interno delle zone sacre, ndr), pasti, bibite, spostamenti durante tutto il soggiorno», di una decina di giorni. Escluse le mance ad autisti, fattorini e portieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto ai turisti non musulmani interessati a scoprire l’Arabia saudita, le speranze sono poche: per loro i luoghi santi dell’Islàm non sono accessibili. Poi, secondo Zahran, «c’è ben poco da vedere e non ci sono strutture adeguate per l’accoglienza». Gli ostacoli burocratici fanno passare la voglia: nel 2009 sono stati concessi solo 20 mila visti non religiosi, per motivi di lavoro o per visita a familiari in loco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi l’ha detto che un pellegrino non vuole anche divertirsi. Nuovi “pacchetti” che abbinano il pellegrinaggio ai soggiorni-vacanza sono ora reclamizzati in Egitto, Emirati arabi, Malesia e Marocco. &lt;br /&gt;Media e alta borghesia sono i target privilegiati dell’operazione. Grossi portafogli e scrupoli morali su dove portare la prole in vacanza? Basta licenziose capitali occidentali, largo alle località “sante”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E il settore alberghiero fiorisce: le insegne Movenpick, Le Meridien, Intercontinental, Rotana, Ramada offrono sistemazioni a cinque stelle nel cuore della Mecca. Per hotel più economici, invece, è necessario allontanarsi anche di centinaia di km, in pieno deserto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.lettera43.it/articolo/1053/pellegrini-con-stile.htm&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-6324528184873300789?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/6324528184873300789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=6324528184873300789' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/6324528184873300789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/6324528184873300789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2010/10/pellegrini-con-stile-alla-mecca.html' title='Pellegrini con stile alla Mecca'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-7206195897171616209</id><published>2010-10-14T09:10:00.000-07:00</published><updated>2010-10-14T09:15:01.679-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica e media'/><title type='text'>La fiction della discordia</title><content type='html'>E alla fine, dopo settimane di polemiche e dibattiti infuocati sui principali mezzi di comunicazione egiziani, la fiction Al Gamaa, in arabo “il gruppo”, dedicata alla storia della Fratellanza musulmana e messa in onda dalla tv pubblica egiziana durante il mese di Ramadan (quest’anno ad agosto) con alti indici di gradimento, non sarà ritrasmessa fino a dopo le elezioni parlamentari, previste per la fine del mese di novembre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il serial potrebbe «influenzare gli elettori» ha sostenuto Osama Al Sheikh, direttore dell’Unione della radio e televisione egiziana, Ertu, che si è affrettato, come da consuetudine nella repubblica nordafricana guidata con pugno di ferro dal presidente Hosni Mubarak, a smentire qualsiasi pressione da parte dei servizi segreti, i famigerati mukhabarat.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà, si è difeso Osama Al Sheikh, il contratto di Al Gamaa prevedeva tre mesi di scarto fra una messa in onda e quella successiva. Dunque, niente broadcasting prima del 29 novembre, data di inizio del processo elettorale a più tornate per il rinnovo dell’Assemblea popolare, la Camera bassa del Parlamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le insicurezze del regime&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vicenda ha messo in evidenza, in un periodo delicato per la scena politica egiziana, le insicurezze insospettabili di un regime fra i più inamovibili nel mondo arabo e nel continente africano in genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insospettabili perché, in quasi 30 anni di presidenza Mubarak e dominio incontrastato del Partito nazionale democratico, Ndp, nessuna minoranza è mai stata in grado di impensierire seriamente la leadership egiziana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuna tranne la Fratellanza, ufficialmente bandita dalla vita politica, ma nella pratica presente in Parlamento con 88 deputati eletti nel 2005 come indipendenti. Il cosiddetto “blocco degli 88” rappresenta circa un quinto dei deputati, complessivamente 444 eletti e 10 di nomina presidenziale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E chissà quale risultato potrebbero raggiungere i Fratelli se la maggioranza lasciasse loro uno spiraglio maggiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un movimento diffuso in modo capillare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Ikhwan, i Fratelli appunto, nati in Egitto per iniziativa dell’insegnante Hassan Al Banna nel 1928 e costretti alla clandestinità dal 1954 perché considerati responsabili del tentato assassinio del presidente Gamal Abdel Nasser, costituiscono l’unico vero partito di opposizione in Egitto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diffuso in modo capillare sul territorio e nella società con rappresentanti nei principali sindacati e ordini professionali, nelle associazioni studentesche, nei centri culturali e ricreativi, il movimento è ormai un fenomeno che ha poco di sommerso. Per motivi di sicurezza, non esistono liste di affiliazione, ma i membri, soprattutto i più giovani, non esitano a rivelare la propria fedeltà alla guida suprema Mohammed Badie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E Badie stesso ha dichiarato il 7 ottobre l’intenzione di partecipare al voto parlamentare puntando alla conquista del 30% dell’assemblea popolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finora la leadership egiziana ha dato l’impressione di saper controllare e reprimere l’ascesa della Fratellanza su più livelli: con il congelamento delle risorse finanziarie, con la messa al bando di qualsiasi partito di ispirazione religiosa, con l’incarcerazione degli esponenti di spicco del movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto inutile, hanno commentato alcuni osservatori della scena politica egiziana, se è vero che una soap opera storico-romanzata costata 50 milioni di lire egiziane (un euro equivale a circa sette lire egiziane, ndr) è percepita come una pericolosa operazione di maquillage della Fratellanza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene o male, l’importante è che se ne parli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Gamaa sembra aver scontentato un po’ tutti. Non è piaciuta alla maggioranza politica e alle opposizioni laiche perché ritenuta troppo indulgente con gli Ikhwan. In seno alla Fratellanza è stata criticata perché, al contrario, troppo filo-governativa. Ha indignato Saif Al Islàm Al Banna, figlio del fondatore del movimento, per il modo in cui è stato rappresentato il padre ed è passato alle vie legali contro gli sceneggiatori. &lt;br /&gt;Per non parlare di alcuni teologi, scandalizzati per una sura del Corano riportata erroneamente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma questo “polpettone” egiziano, che presto farà il giro dei network arabi, ha regalato al maggiore movimento islamista al mondo una pubblicità insperata, a spese dello Stato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.lettera43.it/articolo-breve/859/la-fiction-della-discordia.htm&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-7206195897171616209?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/7206195897171616209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=7206195897171616209' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/7206195897171616209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/7206195897171616209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2010/10/la-fiction-della-discordia.html' title='La fiction della discordia'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-2963620137200320081</id><published>2010-05-04T03:56:00.001-07:00</published><updated>2010-05-04T04:08:11.056-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Per Mubarak niente discorso del Primo maggio</title><content type='html'>Quest'anno, niente tradizionale discorso alla nazione in occasione del Primo maggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il presidente della Repubblica egiziana Hosni Mubarak, rientrato in patria a fine marzo dopo un'operazione alla cistifellea affrontata in Germania, non é apparso in pubblico, come suo solito, in occasione della Festa dei lavoratori. Il suo staff, preoccupato per la salute e l'immagine del rais, non ha voluto che parlasse ai circa 80 milioni di concittadini neanche da seduto. Forse, devono aver pensato i consiglieri di Mubarak, piuttosto di apparire stanco e provato, meglio non comparire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure il presidente, a quanto ribadiscono i portavoce presidenziali, é tornato al lavoro e, in particolare, ieri ha ricevuto a colloquio il premier israeliano Benjamin Netanayahu a Sharm El Sheikh, dove la diplomazia egiziana ha dislocato ormai parte delle attività di politica estera. Hosni Mubarak vi risiede da fine marzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'assenza dalla scena pubblica del presidente 82enne non fa che aumentare le illazioni intorno alle sue condizioni di salute e, di conseguenza, al futuro politico del paese, in vista delle elezioni presidenziali del 2011.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-2963620137200320081?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/2963620137200320081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=2963620137200320081' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/2963620137200320081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/2963620137200320081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2010/05/per-mubarak-niente-discorso-del-primo.html' title='Per Mubarak niente discorso del Primo maggio'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-3149899527528795167</id><published>2010-04-12T11:17:00.000-07:00</published><updated>2010-04-12T11:32:38.129-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>La crisi dell'hashish</title><content type='html'>'Insieme contro la crisi dell'hashish' è un nuovo gruppo nato su Facebook per far fronte ad una vera e propria emergenza sociale in Egitto, secondo alcuni frutto di un complotto: la carenza di hashish. Dove è finito? è la domanda più frequente nei caffé del paese da alcune settimane a questa parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le opinioni si sprecano: si tratterebbe, secondo alcuni commentatori, di un tentativo - di dubbia efficacia - da parte delle autorità di affrontare corruzione e uso di stupefacenti in vista delle prossime elezioni legislative e presidenziali. Insomma, un segnale della volontà della classe politica di fare pulizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francamente non se ne comprende la ragione, data la trasversalità dell'uso delle droghe leggere fra le classi sociali (e anche alle forze di polizia) egiziane. E poi, se agli egiziani si toglie pure l'hashish, che gli rimane? Potrebbe sembrare una battuta di dubbio gusto, ma senza remore ne discutono in tv, via internet e sulla stampa (indipendente) fior fiore di analisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo quasi trent'anni di dittatura militare, in pieno boom demografico e penetrazione dell'Islam wahhabita, con una crisi economica che ha letteralmente tolto il pane di bocca a più della metà del paese, ci si interroga su come sradicare l'uso delle droghe leggere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora si temono agitazioni, soprattutto ad opera dei più giovani: e se la scomparsa dell'hashish facesse esplodere il dolente popolo erede dei Faraoni?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-3149899527528795167?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/3149899527528795167/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=3149899527528795167' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/3149899527528795167'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/3149899527528795167'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2010/04/la-crisi-dellhashish.html' title='La crisi dell&apos;hashish'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-8383762632990859983</id><published>2010-04-06T06:49:00.000-07:00</published><updated>2010-04-06T07:04:51.312-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Cresce la candidatura di Mohammed El Baradei</title><content type='html'>Guadagna terreno e sostenitori la candidatura - benché non ancora ufficiale - di Mohammed El Baradei alle prossime elezioni presidenziali egiziane, previste per il 2011. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il premio Nobel (2005) per la pace ed ex numero uno dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) ha dichiarato, alla fine del 2009, di essere disponibile a candidarsi alla presidenza - nelle mani di Hosni Mubarak dal 1981 - solo nel caso in cui le elezioni siano corrette e trasparenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da allora, le sue visite in Egitto si sono fatte via via più frequenti e pubbliche. L'ultima nella città di Mansoura, dove centinaia di cittadini lo hanno accolto, al termine della preghiera nella locale moschea, con slogan di sostegno. Fino ad ora El Baradei si era limitato ad incontri nella capitale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;El Baradei ha fondato all'inizio dell'anno il Movimento per il cambiamento, raccogliendo intorno alla propria figura membri dell'opposizione laica e religiosa al regime di Mubarak, e semplici attivisti per la difesa dei diritti umani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Classe 1942, il diplomatico egiziano non fa parte di nessun partito, dettaglio di non poco conto visto che, secondo gli emendamenti costituzionali apportati due anni fa, un candidato presidenziale deve far parte della leadership di un partito - legittimato da un comitato governativo - da almeno cinque anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indiretti i riconoscimenti al suo ruolo politico da parte della Chiesa Copta, che lo ha invitato a partecipare alla messa pasquale, e della Fratellanza musulmana, attraverso alcuni membri presenti (e festanti) a Mansoura.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-8383762632990859983?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/8383762632990859983/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=8383762632990859983' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/8383762632990859983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/8383762632990859983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2010/04/cresce-la-candidatura-di-mohammed-el.html' title='Cresce la candidatura di Mohammed El Baradei'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-3996480746585935410</id><published>2010-04-01T07:33:00.000-07:00</published><updated>2010-04-01T07:41:52.402-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Terrorismo'/><title type='text'>Ulema uniti contro il terrorismo</title><content type='html'>Una dura condanna del terrorismo e un invito accorato, rivolto ai terroristi, affinché abbandonino qualsiasi forma di violenza. E' quanto concordato, oggi nella città santa di Medina, in Arabia Saudita, da 24 studiosi islamici provenienti da 12 paesi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli ulema (letteralmente, uomini di scienza, esperti di religione) hanno ribadito la loro condanna "di tutti gli atti di terrorismo, ovunque avvengano e chiunque li commetta" e hanno deplorato "la morte di innocenti" che ne deriva. Fra di loro anche 5 studiosi russi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un comunicato che porta evidenti tracce di quanto accaduto solodue giorni fa nella metropolitana moscovita, probabilmente per mano di terroristi ceceni, l'appello degli ulema ai "giovani musulmani" nel mondo, perché seguano "un islàm moderato e tollerante" e non aderiscano a false interpretazioni della questione del jihad. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i firmatari del documento i Gran muftì di Egitto, Siria, Libano e Bosnia e il capo del Consiglio dei muftì russi. Alla conferenza partecipano anche studiosi da Europa, India e Stati Uniti. Nei giorni scorsi, nel corso di una conferenza nella città turca di Mardin, altri autorevoli studiosi islamici hanno stabilito che la cosiddetta fatwa di Mardin, emanata dal teologo Ibn Taymiyyah ai tempi dell'invasione mongola del Duecento, non può essere usata per giustificare la guerra santa, come fanno spesso le organizzazioni del terrore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-3996480746585935410?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/3996480746585935410/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=3996480746585935410' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/3996480746585935410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/3996480746585935410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2010/04/ulema-uniti-contro-il-terrorismo.html' title='Ulema uniti contro il terrorismo'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-2101486177183987036</id><published>2010-03-31T03:16:00.000-07:00</published><updated>2010-03-31T03:42:13.033-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Elezioni a rischio in Sudan</title><content type='html'>Come temuto da più parti, rischiano di sfociare in un fallimento le prime elezioni (presidenziali e parlamentari) da 24 anni a questa parte, previste, almeno sulla carta, per la seconda settimana di aprile (11-13).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bocciata categoricamente la richiesta delle opposizioni di rimandarle a tempo indeterminato per garantirne correttezza e trasparenza, il presidente in carica Omar Hassan Al Bashir, leader del Partito del congresso nazionale (Ncp), accusa come suo solito nemici esterni di fomentare l’instabilità sul territorio e si dice deciso a procedere con le elezioni a tutti i costi, “in difesa dei diritti dei sudanesi”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Bashir, accusato e riconosciuto colpevole di crimini contro l’umanità e crimini di guerra dalla Corte penale internazionale (Cpi) – ma non di genocidio - nel luglio 2008, minaccia i suoi avversari di non permettere il referendum per l’indipendenza del Sud Sudan, fissato per il gennaio del 2011. L’autonomia della vasta area meridionale (circa 8 milioni di abitanti), a maggioranza cristiano-animista, è un passo fondamentale nella realizzazione dell’Accordo di pace comprensivo (2005), ancora lungi dall’essere applicato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stando così le cose, la partecipazione dei cittadini alle votazioni, specialmente in zone disagiate e segnate dai combattimenti fra forze governative e ribelli come nel Darfur, è pressoché impossibile. In tali condizioni, prevedono gli osservatori internazionali, fra cui 130 inviati dall’Unione europea, sarà il partito di maggioranza, l’Ncp, a trionfare ancora una volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’indipendenza del Sud Sudan e la pace in Darfur in cambio della conferma alla guida del paese? Difeso dalla Lega Araba, dall’Unione Africana e dall’Organizzazione dei paesi islamici, dietro le quinte è probabile che Omar Al Bashir sia stato spinto dagli alleati più vicini a riprendere il percorso del processo di pace chiudendo i fronti interni ed esterni. Al momento, la stabilità nazionale sembra però ancora un’utopia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-2101486177183987036?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/2101486177183987036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=2101486177183987036' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/2101486177183987036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/2101486177183987036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2010/03/elezioni-rischio-in-sudan.html' title='Elezioni a rischio in Sudan'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-1447498247636294333</id><published>2010-03-18T08:17:00.000-07:00</published><updated>2010-03-18T08:29:00.233-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione Negata'/><title type='text'>IslamOnline in sciopero</title><content type='html'>Continua lo sciopero dei 250 impiegati del sito di informazione IslamOnline.net. Al Cairo, dove i dipendenti sono stati minacciati di licenziamento nel caso in cui non si pieghino ai voleri dell'azienda, il tira e molla con l'amministrazione non sembra allentarsi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Redattori, grafici, impiegati protestano per la 'virata' verso contenuti via via più conservatori imposta dagli editori, la cui base è in Qatar.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IslamOnline nasce come portale dell'informazione islamica moderata. Sulle sue pagine hanno trovato spazio tematiche quali l'omosessualità, il divorzio, l'aborto e altro ancora. Ora, però, da Doha giunge netto il tentativo di estremizzarne i contenuti, ogni giorno seguiti da oltre 120,000 persone, anche rinnovando la redazione del Cairo epurandone gli elementi meno malleabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo, il portale continua a pubblicare news, ma senza il contributo della redazione egiziana, il cui accesso al server è stato bloccato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-1447498247636294333?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/1447498247636294333/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=1447498247636294333' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/1447498247636294333'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/1447498247636294333'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2010/03/islamonline-in-sciopero.html' title='IslamOnline in sciopero'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-849074378943564062</id><published>2010-02-05T10:25:00.000-08:00</published><updated>2010-02-05T10:50:04.211-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>L'Asia si sposta in Libano</title><content type='html'>Mentre ancora gli algerini si leccano le ferite per la sconfitta contro l'Egitto nella finale di calcio di Coppa Africa e gli egiziani si sentono per l'ennesima volta 'faraoni' (ma non parteciperanno ai Mondiali sudafricani) c'è una parte di mondo arabo che guarda oltre e rivolge ogni attenzione al Libano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, perché nelle prossime due settimane, da domani a Beirut, si affronteranno con grinta 12 team di pallamano, in lizza per aggiudicarsi la Coppa d'Asia e partecipare alla Coppa del Mondo del 2011, organizzata dall'Arabia Saudita. L'edizione libanese promette faville e copertura mediatica serrata, sia in Medio Oriente che in Asia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra le tigri che daranno spettacolo, secondo le previsioni, sud coreani, iraniani, libanesi e sauditi. Domani il via alle danze della 14esima edizione!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-849074378943564062?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/849074378943564062/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=849074378943564062' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/849074378943564062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/849074378943564062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2010/02/lasia-si-sposta-in-libano.html' title='L&apos;Asia si sposta in Libano'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-5865325481293184215</id><published>2010-01-11T03:06:00.000-08:00</published><updated>2010-01-11T03:44:40.614-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Minoranze'/><title type='text'>Natale copto insanguinato</title><content type='html'>Ero già pronta con il mio pezzo sul Natale copto, la festa cristiana che arriva inaspettata, quando i fratelli cattolici hanno già messo via il presepe. Il 7 gennaio, festività riconosciuta dallo Stato egiziano (in cui i copti rappresentano il 10% della popolazione, cioè circa 8-10 milioni di persone), i cristiani ortodossi della sponda sud del Mediterraneo festeggiano la Natività, si scambiano doni, fanno risuonare i campanili nel grande paese a maggioranza musulmana. Ma il mio articolo si è trasformato in una cronaca di sangue. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quest'anno, nella notte fra il 6 e il 7 gennaio, un commando di tre uomini armati ha inseguito, sparando, i concittadini che uscivano dalla messa di mezzanotte. Sul sagrato della chiesa e nelle strade adiacenti, a Nagaa Hamady, piccolo villaggio del governatorato di Qena a circa 700 km da Il Cairo, sono rimaste a terra 9 vittime, fra cui un soldato musulmano sopraggiunto sul posto. Decine i feriti. I tre responsabili, musulmani, criminali noti alle forze dell'ordine, si sono poi arresi alla polizia. Gli scontri fra i due gruppi religiosi hanno messo a ferro e fuoco l'area per giorni. La versione ufficiale: i tre volevano vendicare una ragazzina musulmana, violentata da un giovane cristiano nel mese di novembre. Quella sostenuta dalla autorità copte, di solito più prudenti ma questa volta evidentemente esasperate, è che si sia trattato di un attentato a sfondo religioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima riflessione: gli amici egiziani mi raccontano di un passato non così lontano in cui cristiani e musulmani (prima degli anni '50, pure ebrei, sì sì sì) si scambiavano auguri e doni in occasione delle rispettive festività religiose. Ramadan, Eid, Natale e Pasqua condivisi. Gli egiziani erano di meno, più uniti, più ricchi, più istruiti. Non c'era spazio per intolleranza, fanatismo, pregiudizi.&lt;br /&gt;Ora, la pancia vuota del Said, il sud egiziano, sorda di fame e ignoranza, è una facile preda di integralismo e violenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due: lo Stato sembra perdere il controllo della sua base. Fino a due anni fa l'Egitto era un paese socialista, ma siccome mantenere tale connotazione mentre oltre la metà della popolazione ha problemi a campare, è analfabeta, vive al di sotto del livello di povertà (e un'élite ricchissima fa la spola con Parigi e Londra per istruzione e shopping) suona un po' ridicolo, la Costituzione è stata modificata. Le cose, comunque, non sembrano migliorare e il paese affonda. Forse, nel dopo Mubarak, avranno più fortuna i Fratelli musulmani nel respingere le infiltrazioni radicali, se davvero vorranno...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre: della dodicenne violentata due mesi fa e delle sue sofferenze ho dei dubbi che interessi qualcosa a qualcuno, ammesso che l'episodio sia vero (è preso ad alibi di scorribande anti-cristiane da mesi). Amaramente, ricordando colloqui con giovani donne dell'area di Luxor (quella lontana dai circuiti turistici), penso che nessuno vorrà sposare quella ragazzina. Che, se sarà fortunata, la sua famiglia se la terrà a casa, ma ben nascosta fra le quattro mura domestiche. Altrimenti, il suo futuro 'professionale' è già segnato...&lt;br /&gt;I soliti pretesti tribali per evitare di dire le cose come stanno: nel centro e nel sud dell'Egitto, la comunità cristiana copta non ha pace. E Il Cairo sottovaluta la questione, per cecità o intenzionalmente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-5865325481293184215?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/5865325481293184215/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=5865325481293184215' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/5865325481293184215'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/5865325481293184215'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2010/01/natale-copto-insanguinato.html' title='Natale copto insanguinato'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-2996338683856011352</id><published>2009-12-14T01:42:00.000-08:00</published><updated>2009-12-14T01:52:32.401-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritti'/><title type='text'>Vita da topi</title><content type='html'>Ma il muro fra Egitto e Striscia di Gaza si farà oppure no? Israele ne annuncia la costruzione da parte del Cairo, le reazioni nel mondo arabo sono indignate, l'Egitto smentisce l'intenzione di erigere una barriera nel Sinai. Una barriera finalizzata a mettere fine al contrabbando di armi attraverso le migliaia di tunnel che rendono il terreno fra Rafah e Gaza simil-Gruviera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ciò che passa nei tunnel è per l'80% indispensabile alla sopravvivenza: medicine, generi alimentari, vestiti. Beni il cui ingresso a Gaza non è regolare attraverso i valichi di confine con Israele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Noi qui viviamo come topi", diceva alla fine del mese di gennaio di quest'anno un costruttore di gallerie di Rafah, gazawi, mostrandomi l'ingresso di una sua 'opera'. "E la gente lassù non può immaginare".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-2996338683856011352?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/2996338683856011352/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=2996338683856011352' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/2996338683856011352'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/2996338683856011352'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2009/12/vita-da-topi.html' title='Vita da topi'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-6003762031862814203</id><published>2009-11-17T07:26:00.000-08:00</published><updated>2009-11-17T07:49:41.579-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personaggi'/><title type='text'>Il cantore di Palestina</title><content type='html'>"Quando ero bambino, dopo la Naqba, non c'erano libri. Ne avevamo uno ogni cinque, a scuola. Il mio sogno era averne uno tutto per me. Forse per questo ho iniziato a scrivere". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'estremo meridione&lt;br /&gt;Un uomo e una donna&lt;br /&gt;E all'orizzonte si estende sguainata&lt;br /&gt;Una selva di occhi di fucili&lt;br /&gt;E discorsi incompiuti sul suolo della patria&lt;br /&gt;Su strade che li rubano quando il mare si diffonde nella memoria&lt;br /&gt;Un uomo spara adesso i giorni&lt;br /&gt;Accarezza il suo mitra&lt;br /&gt;Una donna cerca adesso un mazzo di legna&lt;br /&gt;E una rosa che i proiettili hanno lasciato tra la cenere&lt;br /&gt;Sale adesso&lt;br /&gt;Fino a toccare il silenzio dello spazio&lt;br /&gt;Troneggiante negli occhi di lui&lt;br /&gt;E gli affida il suo segreto&lt;br /&gt;E quando maturano i fiori del caffè&lt;br /&gt;- Avremo un fiore&lt;br /&gt;Avremo - ahi - un bel cucciolo&lt;br /&gt;Guarda verso il confine&lt;br /&gt;- Avremo una terra.&lt;br /&gt;Un uomo e una donna &lt;br /&gt;Ridono&lt;br /&gt;E l'erba apre un sentiero al loro passaggio&lt;br /&gt;E quando il sole splende&lt;br /&gt;A loro per primi si inchina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ibrahim Nasrallah legge i suoi versi, i versi di una vita, e incanta l'uditorio: ci sono membri della comunità palestinese di Milano, spettatori non arabi appassionati della sua vasta produzione letteraria o semplici curiosi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;'Versi', a cura di Wasim Dahmash per Edizioni Q&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-6003762031862814203?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/6003762031862814203/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=6003762031862814203' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/6003762031862814203'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/6003762031862814203'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2009/11/il-cantore-di-palestina.html' title='Il cantore di Palestina'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-4961848715307668189</id><published>2009-11-11T11:12:00.000-08:00</published><updated>2009-11-11T12:54:15.778-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personaggi'/><title type='text'>Lilith è tornata!</title><content type='html'>Lilith è tornata, più forte e libera che mai, consapevole di quanto ci sia ancora bisogno di lei. Affascinante figura di origine mesopotamica, secondo un mito sumero Lilith fu la prima donna di Adamo, a cui lei non voleva essere sottomessa. Disobbediente, lo abbandonò nel paradiso terrestre e se ne andò. Dio allora creò Eva dalla costola di Adamo, perché non seguisse le sue orme. Per questo Lilith divenne nell'immaginario ebraico un demone, emblema di adulterio e lussuria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è a questa immagine femminile, antecedente al peccato originale, che Joumana Haddad dedica la sua raccolta integrale di poesie, 'Il ritorno di Lilith'&lt;br /&gt;Perché le donne, arabe e non, devono ancora guadagnare a pieno la propria libertà. &lt;br /&gt;Parola della poliedrica autrice libanese, abituata a infrangere tabù. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sicura e affascinante, Joumana utilizza la scrittura - "Scrivo perché non ne posso fare a meno" - per conquistare alla parola nuovi mondi: ne è un esempio il suo trimestrale, 'Al Jasad' (Il Corpo), dedicato al corpo in tutte le sue manifestazioni: letteratura, arte, poesia. Coraggioso esperimento giornalistico che ha da poco compiuto un anno..e promette spumeggianti sviluppi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dice Joumana, nel suo italiano danzante: "La donna è complice nel complotto verso il proprio sesso". Solo Lilith sa essere fino in fondo alleata di se stessa e complice del proprio uomo. Peccato che Adamo non l'abbia capito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.donnamoderna.com/sesso/Eros-psiche/foto/intervista-a-joumana-haddad-la-scrittrice-araba-che-infrange-i-tabu-197081.html#titolo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-4961848715307668189?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/4961848715307668189/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=4961848715307668189' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4961848715307668189'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4961848715307668189'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2009/11/lilith-e-tornata.html' title='Lilith è tornata!'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-6370633751138926754</id><published>2009-10-30T10:06:00.000-07:00</published><updated>2009-10-30T10:15:08.283-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Conflitti'/><title type='text'>La guerra nascosta in Medio Oriente</title><content type='html'>Da Avvenire, pag. 3 'in Vetrina', 17 Ottobre 2009, La guerra nascosta del Medio Oriente, Federica Zoja&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un nuovo ed esplosivo focolaio di tensione cova in Medio Oriente, sotto le sabbie della penisola arabica. In Yemen, storicamente teatro di conflitti tribali, politici e settari, gli scontri fra l’esercito regolare di Sana’a e i combattenti sciiti Huti, nelle aree di Sa’ada e Amran, sono riesplosi più violenti che mai l’undici agosto scorso, dopo neanche un anno di calma relative, e non accennano a diradarsi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il rischio che la giovane Repubblica Unita (1990), ‘incastonata’ in un’area dai difficili equilibri, diventi suo malgrado il ring per un nuovo regolamento di conti internazionali. In primo luogo, quelli fra Arabia Saudita e Iran. Si intravede l’ombra di Teheran, infatti, dietro alle rivendicazioni Huti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su diversi fronti, la posizione geopolitica dello Yemen è più che mai delicata: il poroso confine Nord Orientale è infiltrato da membri dell’organizzazione terroristica Al Qae’da, oltre ad essere scosso dalla ribellione Huti; mentre a Ovest e a Sud, solo il Golfo di Aden separa il paese dai teatri di guerra del Corno d’Africa, da quello somalo e Sudanese; infine, in una prospettiva più ampia, la Repubblica yemenita riflette in piccolo l’acuirsi delle tensioni interne al mondo musulmano, fra l’Islàm sunnita, maggioritario, e quello sciita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora Sana’a – indebolita dalla forte crisi economica, dalle onnipresenti tensioni interne con il Sud secessionista e da ripetuti attentati suicidi e sequestri a danni di stranieri – punta a ‘bonificare’ il Nord prima che la regione sfugga ad ogni controllo. E prima che la comunità internazionale punti i riflettori su quanto sta accadendo fra le montagne della penisola arabica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle prese con l’insurrezione Huti dal 2004, il governo non sembra disponibile ad accogliere le rivendicazioni dei ribelli, né tanto meno ad aprire corridoi umanitari regolari per convogliare gli aiuti Onu alle migliaia di sfollati: in modo sporadico, Croce Rossa Internazionale e Medici senza frontiere raggiungono i feriti con derrate alimentari e medicine. L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati ha allestito alcuni campi, fra cui quello di Al Mazraq, ma non ha accesso alle zone più interne. Né vi hanno accesso i mezzi di comunicazione: la Guerra in corso non ha copertura diretta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il quadro che si ricava dai media arabi, yemeniti e non (Al Jazeera, Al Arabiya, Saba News Agency, Yemen Observer, con fonti militari o testimonianze di sfollati) è quello di una escalation di violenza, con centinaia di vittime non solo fra gli insorti, ma anche fra la popolazione civile locale, soprattutto a causa degli ultimi raid dell’aviazione. E sono decine di migliaia gli sfollati (in poco più di un mese, oltre 100.000 persone secondo l’organizzazione umanitaria Oxfam, ndr), alcuni ammassati nei campi nei governatorati adiacenti Sa’ada (Al Amran, Al Jawf, Al Hajjah), altri ancora intrappolati dietro il fronte dei combattimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(…) Fra attentati suicidi a istituzioni e strutture pubbliche, rapimenti di stranieri (una famiglia tedesca e un cittadino inglese sono ancor sotto sequestro, ndr) e agguati sulle strade interne, è il quadro generale della sicurezza in Yemen ad essere precipitato dall’inizio del 2009. Come se il paese fosse diventato un laboratorio, una serra in cui maturano interessi, contraddizioni e incomprensioni propri dell’intera area. Tutto questo malgrado “per molti versi, il più aperto sistema politico della penisola Arabica, impegnato nello sviluppare gli strumenti di uno Stato moderno e a cooperare con gli sforzi internazionali per sradicare la rete di Al Qae’da” (International Crisis Group, rapporto del maggio 2009).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-6370633751138926754?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/6370633751138926754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=6370633751138926754' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/6370633751138926754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/6370633751138926754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2009/10/la-guerra-nascosta-in-medio-oriente.html' title='La guerra nascosta in Medio Oriente'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-3245675544399133780</id><published>2009-07-02T08:37:00.000-07:00</published><updated>2009-07-02T08:44:24.339-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritti'/><title type='text'>Stranieri untori</title><content type='html'>Il Cairo. “Sono salita sul microbus – racconta la mia amica T. abbozzando un sorriso incerto – e subito alcune donne si sono coperte il viso con un fazzoletto”. &lt;br /&gt;Niente di strano, succede spesso. In metropolitana, al suq (mercato) di A’taba, nei corridoi della Mugamma’ (il palazzone in stile sovietico che domina la centrale piazza Tahrir, al Cairo, e ospita la pubblica amministrazione egiziana). In questi giorni è capitato a molti di noi, americani e non, di sentirsi osservati con apprensione, a maggior ragione se raffreddati. Tutta colpa dell’influenza suina, o meglio dell’influenza A, da essa derivata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’immaginario collettivo, infatti, sono gli stranieri a portare in Egitto la malattia. E anche una volta verificatisi casi di infezione fra gli ‘autoctoni’, gli untori rimangono gli 'aganib', gli stranieri appunto. Mangiatori di carne suina e viaggiatori indefessi, intenti a seminare nel mondo morbi altrimenti sconosciuti ai popoli timorati di Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c’è anche chi, nelle file dell’opposizione politica, coglie al balzo la notizia della presenza dell’influenza suina in Egitto per denunciare l’operato del Governo, evidenziandone l’inefficacia. Come dargli torto, vista la totale inutilità della mattanza di tutti i maiali allevati nel paese, circa 250.000 capi, unica risorsa economica della casta degli 'zebelin'. La strage, avvenuta ben prima che nel paese giungesse il virus, non è servita a niente, se non a penalizzare un gruppo sociale già emarginato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Atti alla raccolta e al riciclaggio delle immondizie (zebela, in arabo egiziano), gli zebelin vivono a ridosso delle discariche, se non al loro interno, e arrotondano i propri magri guadagni grazie all’allevamento dei suini. Diseredati e relegati ai confini dei centri urbani, sono cittadini egiziani di fede cristiana copta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sostenuta dai media attraverso un’intensa campagna a sfondo religioso – con foto di maiali razzolanti nel pattume, a dimostrazione che i suini sono animali impuri, come indicato dal libro sacro all’Islam – la misura preventiva ha penalizzato cittadini già di per sé discriminati dalla società nel suo complesso, a causa della loro professione di spazzini, e dalla maggioranza musulmana in particolare per la loro ‘convivenza’ con i maiali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dagli organismi responsabili della pianificazione urbana giungono impegni precisi per la collocazione di allevamenti di maiali a norma lontano dalle discariche e la messa a punto di sistemi di raccolta organizzata dei detriti. Per gli zebelin potrebbe essere l’occasione di integrarsi nella società attraverso impieghi differenti da quello ‘ereditato’. Oppure il via libera all’estrema emarginazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-3245675544399133780?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/3245675544399133780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=3245675544399133780' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/3245675544399133780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/3245675544399133780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2009/07/stranieri-untori.html' title='Stranieri untori'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-8647858364275722474</id><published>2009-03-25T11:48:00.000-07:00</published><updated>2009-03-25T12:28:25.508-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libertà'/><title type='text'>Tranelli separatisti</title><content type='html'>"E quello che ci fa qui?". La commessa del negozio di lingerie - Wust el Balad, pieno centro del Cairo, due vetrine gigantesche popolate di manichini scostumati - segue con lo sguardo una coppia di clienti, appena emersi dalla scala a chiocciola che conduce dal piano inferiore, quello sulla strada, al paradiso dell'intimo, e non nasconde il proprio fastidio per la presenza di un UOMO. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un uomo, cioè - mi permetto di interpretare la mimica facciale della capo-commessa e delle sue sottoposte - un coso barbuto, di circa 25 anni, pallido in viso e alquanto imbarazzato, che segue docilmente la moglie alla scoperta di pizzi e merletti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per un attimo anche io provo ostilità per questo essere che si permette di violare un luogo a me riservato, uno dei pochi posti in cui, velate o no siamo tutte uguali, temporaneamente affaccendate con gancetti e bretelline, imbottiture e cuciture che non si devono vedere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, faccio mia la domanda amletica: "Ma non lo vedi che sei nel posto sbagliato?". Poi, però, il mio paracadute interno, quello che si attiva quando sto per spiacciccarmi al suolo trascinata dal peso del bipolarismo uomo-donna, si apre. E resto sospesa a mezz'aria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'ero quasi cascata, nel tranello. E adesso avrei voglia di abbracciarlo, il Mister in questione. Lui che guarda complice la moglie mentre si prova - sopra almeno due strati di vestiti - una vestaglia rosso fuoco, lunga fino ai piedi, bordata di finto struzzo tinta passione ardente. Bravo aleik. Che sfidi le striscianti logiche separatiste, non scritte ma devastanti, che stanno spaccando l'Egitto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma io qui ci posso stare? Ma lui qui ci può entrare? Ma noi due, qui, insieme, come ci dobbiamo comportare? Ebbbbbbbbbasta. Mister Mohammed o Mustafa o Ahmed, non lo so, e la sua consorte sono i miei eroi del giorno. Quasi eroi, insomma...Lo string in stile Swarovski, catarifrangente sotto le luci al neon, è davvero un colpo basso. Ma ormai, io e il mio paracadute siamo atterrati leggeri come piume.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E io sgambetto fuori dalla casa dell'intimo orrido sana e salva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-8647858364275722474?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/8647858364275722474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=8647858364275722474' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/8647858364275722474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/8647858364275722474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2009/03/tranelli-separatisti.html' title='Tranelli separatisti'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-8031482730292512387</id><published>2009-03-18T08:02:00.000-07:00</published><updated>2009-03-18T11:58:15.252-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libertà'/><title type='text'>Non posso coprirmi di più</title><content type='html'>Oggi ci guardano tutti. E quando dico tutti intendo tutti. Il bambino di dieci anni che gioca a pallone per strada, il vecchio sdentato che fuma una shisha, i camerieri, i passanti, gli studenti, l'autista dell'autobus fermo al semaforo, i poliziotti, il commesso della panetteria che chiacchiera con un cliente, il giornalaio...&lt;br /&gt;Io controllo velocemente l'abbigliamento della mia amica e lei fa lo stesso con me. Non capiamo. Fa caldissimo, ma siamo pure più coperte del solito. Giacca, pantalone largo, persino sciarpa intorno al collo. Scarpa bassa, andatura di chi vuole scomparire dalla faccia della Terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conosco questa zona, è la mia. Ci passo ogni giorno, non rappresento una novità per negozianti e avventori. Eppure oggi sussurri, commenti, bisbigli, risate si sprecano. Io e la mia amica parliamo arabo (ahimé), capiamo quello che ci viene detto. Ci guardiamo smarrite. Incrociamo altre ragazze, la testa velata ma i corpi fasciati da jeans e magliette ridotte al minimo. Tacchi alti e anche ondeggianti. Ma la curiosità morbosa è tutta per noi: immagino che per qualsiasi femmina egiziana una donna straniera sia un parafulmine inviato dal cielo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Considerazioni di chi vive in Egitto da tre anni e mezzo e assiste con dolore al cambiamento dei costumi. Forse siamo fra le ultime donne a poter girare liberamente, senza hijab, in questo paese. Forse è vero che la discesa verso l'oscurantismo è in caduta libera. E soprattutto, chi non vive davvero l'Egitto del 2009 - spostandosi con i mezzi pubblici, andando alle poste o al supermercato - non può capire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A lezione di Pensiero politico ci dicono che sono già operative 18 scuole - che comprendono tutti i cicli scolastici, tranne l'università - private confessionali che impartiscono agli alunni insegnamenti di ispirazione wahabita. Costo annuale: oltre i 10.000 euro. Il che vuol dire che si rivolgono a una 'nokhba' (élite) davvero esclusiva. Quei bambini sono i futuri leader di questo paese?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fatto sta che non posso coprirmi più di così. Ma tanto anche le donne monaqabbat (con il velo integrale, il niqab) vengono importunate in continuazione. Scomparire, chiudersi in casa, annientarsi pur di non suscitare i pensieri sconvenienti dei concittadini maschi? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E come è possibile che nella Gaza di Hamas o nel Libano di Hizbollah l'aria sia più leggera per una donna? com'è possibile che di rientro in Egitto da un qualsiasi altro paese arabo musulmano il trauma di ritrovarsi 'carne da macello' sia sempre più forte?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io un giorno me ne andrò, il mio bel passaporto europeo in una mano. Mentre per le mie amiche egiziane il futuro appare minaccioso... &lt;br /&gt;Sono triste, oggi mi sento amareggiata. Come vorrei essere testimone di un Egitto diverso, quello di trent'anni fa...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-8031482730292512387?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/8031482730292512387/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=8031482730292512387' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/8031482730292512387'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/8031482730292512387'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2009/03/non-posso-coprirmi-di-piu.html' title='Non posso coprirmi di più'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-4553605676183196656</id><published>2009-02-25T14:11:00.000-08:00</published><updated>2009-02-25T14:37:07.251-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Avventure'/><title type='text'>Il terrore che ferma il tempo</title><content type='html'>Ore 18.30, domenica 22 febbraio, Il Cairo. Entriamo nella moschea universitaria di Al Azhar da un'entrata laterale, al termine della preghiera non tutti i fedeli sono usciti e noi non vogliamo disturbare. Qualcuno sta ancora meditando o si trattiene con altri compagni. Senza scarpe e in rispettoso silenzio, io con la testa velata, ci aggiriamo per i vasti locali interni. Poi una pausa sotto il porticato, una sosta di fronte a un portone giusto il tempo di leggere il cartello affisso - "Sala della preghiera per le donne" - e un boato improvviso squarcia l'aria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In pochi secondi, gli sguardi dei presenti si rincorrono frenetici e dubbiosi. C'è chi parla di incidente automobilistico, di una bombola del gas, di un incendio. Ma i guardiani di Al Azhar si accingono a chiuderci dentro per motivi di sicurezza e urlano confusamente. Non so che cosa mi prende, ma è più forte di me. Non voglio rimanere in trappola, devo uscire, devo sapere, stringo le scarpe che ho in mano e schizzo fuori in strada scalza. Non mi giro neanche. So che il mio compagno di viaggio mi seguirà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Imboccare il sottopassaggio e farsi largo fra la folla in controsenso è un attimo. Pochi minuti dopo la deflagrazione siamo di fronte a una scena tanto reale quanto cruda. C'è gente che piange, polizia dappertutto, ambulanze in arrivo, vigili del fuoco. I negozianti stanno chiudendo, disperati. E la parola fino ad allora innominata esce allo scoperto. Combòla. Bomba. Punto e basta, nient'altro da dire. L'illusione che quella che sento come la mia città sia indenne dall'incubo terrorismo - come se quattro anni, quelli passati dall'ultimo episodio, fossero un'eternità - si infrange come un vetro. Mi sento una stupida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi resta che fare il mio mestiere, telefonare e dare vita alla giostra. E poi parlare con la gente, ascoltare le storie, farmi intervistare dalla radio francese - i media francesi sono i più coinvolti, l'unica vittima è una giovane studentessa in gita scolastica -. Parlo e scrivo, racconto e mi carico. Solo 24 ore dopo, passata l'ubriacatura, mi rendo conto che sono viva. E che per pochi minuti, per un caso, per un naturale disinteresse verso i luoghi pù turistici, io e il mio compagno di avventura ci siamo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi scrive una collega più grande ed esperta: "Chissà perchè, noi che viaggiamo in questi posti, diamo come per scontato di beneficiare, con i nostri colleghi, di una sorta di immunità. Fino a quando non scopriamo che così non è".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-4553605676183196656?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/4553605676183196656/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=4553605676183196656' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4553605676183196656'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4553605676183196656'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2009/02/il-terrore-che-ferma-il-tempo.html' title='Il terrore che ferma il tempo'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-5098066951073471036</id><published>2009-02-19T12:37:00.000-08:00</published><updated>2009-02-19T13:01:53.185-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Emozioni'/><title type='text'>Mi accendo come una tv</title><content type='html'>"Ma dove stai andando, c'è ancora un sacco di lavoro!?". "Uffa, mi fumo una sigaretta, posso?". Dialogo surreale da me intercettato sulla soglia del makwagy sotto casa (la mia stireria-tintoria di fiducia), un bugigattolo di pochi metri quadri dentro al quale stirano come ossessi due omini consunti dal caldo. &lt;br /&gt;Mentre la 'coordinatrice' dell'équipe è la moglie di uno dei due, donnina dall'intelletto fino che passa il tempo a tenere la contabilità, a curare le pubbliche relazioni con i negozianti vicini (un khudari, fruttivendolo, e un baqal, un droghiere-pizzicagnolo, insomma) e a discettare di politica mediorientale con i clienti...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con lei assolvo alla mia funzione informativa nel più alto senso del termine. La signora mi sfila dalle mani pantaloni e stracci vari - che passa al marito-servo - e mi 'accende' come una televisione. E io mi sintonizzo sulla funzione 'lingua araba' e la nutro di aggiornamenti. Poi passiamo alla fase talk-show, ma i due schiavi stiranti non hanno diritto di parola. A volte si aggiunge qualche altro cliente di passaggio o un vicino o il bauab (il portinaio) del palazzo (ecco perché non lo trovo mai...). E via di botta-risposta, opinioni, commenti, rifessioni mai banali su questo nostro angolo di mondo e su come gli europei ci vedono (ops, li vedono) e su come la sottoscritta dovrebbe raccontare, spiegare, chiarire... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dietro di noi la foto della Mecca, colma di pellegrini. "Vorrei vederla, ma non mi sarà mai possibile", mi lamento. E il silenzio scende sugli sbuffi dei ferri da stiro.&lt;br /&gt;"Hai ragione, non è giusto", mi risponde la mia fedele telespettatrice. "Quando intervisti un pezzo grosso, uno Sheikh, chiedigli perché e poi fammi sapere".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potere della parola, che apre gli occhi e ferma il tempo. Che sfata i luoghi comuni e regala momenti imprevisti di armonia vera.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-5098066951073471036?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/5098066951073471036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=5098066951073471036' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/5098066951073471036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/5098066951073471036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2009/02/mi-accendo-come-una-tv.html' title='Mi accendo come una tv'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-2242537056502978907</id><published>2009-02-14T01:48:00.000-08:00</published><updated>2009-02-14T01:50:17.553-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gaza'/><title type='text'>Padre Manuel Musallam: "Io sotto le bombe tra i cristiani di Gaza"</title><content type='html'>Gaza City (Intervista pubblicata da ResetDoc.org)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non parla volentieri con i giornalisti padre Manuel Musallam, prete cristiano cattolico punto di riferimento di una comunità di 3.700 fedeli, di cui 3.500 di fede ortodossa. Il tono della risposta, al primo approccio telefonico, è quello di chi non ha tempo da perdere in chiacchiere, soprattutto in un momento di emergenza come quello vissuto dagli abitanti della Striscia di Gaza. Ma poi la tentazione di spiegare, di raccontare ancora una volta la propria versione dei fatti, di dare voce alla gente prima che cali del tutto il sipario su Gaza è più forte. Reset lo ha incontrato nel suo ufficio, nel cuore di Gaza City.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R: Abuna (come lo chiamano i fedeli), come vivono i palestinesi di fede cristiana nella Striscia di Gaza?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;M: I cristiani a Gaza non sono una comunità religiosa confinata in un angolo. La loro situazione è simile a quella degli altri palestinesi. Noi facciamo parte del popolo palestinese, non siamo un gruppo etnico diverso. Siamo arabi. Io sono arabo come il profeta Maometto, sono arabo come il premier di Hamas, Ismail Haniyeh. Condividiamo la stessa identità, la stessa terra, lo stesso destino. I cristiani in questo paese vivono come i musulmani, soffrono con loro, lottano con loro. I cristiani non hanno armi nelle loro mani perché adesso ci pensa Hamas. Ma noi lottiamo, io lotto con la mia voce e i miei pensieri più di un soldato in battaglia. Io non dico che tutto il mondo si deve mobilitare per un cristiano che muore a Gaza. Si, qui abbiamo avuto due morti. Una ragazza cristiana è morta di paura. Ma sono due morti che si aggiungono alle 1.300 persone che sono state uccise. Se uno o due cristiani sono stati feriti, si aggiungono ai 6.000 feriti che ci sono stati. Se case di cristiani sono state danneggiate, quelle case si aggiungono alle migliaia di case danneggiate. Insomma: i cristiani sono palestinesi. Noi rifiutiamo di nasconderci dietro gli altri in ultima fila. Non invochiamo guerre, non invochiamo morte, non invochiamo uccisioni. Ma se siamo attaccati, abbiamo il diritto di difendere noi stessi e la nostra gente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R: Che cosa pensa del modo di difendersi di Hamas, con le armi?&lt;br /&gt;M: Io penso che l’Europa e l’America non capiscano la situazione a Gaza. Hamas è fatta da palestinesi. Nella mia scuola ci sono insegnanti di Hamas, madri di Hamas, studenti di Hamas, il panettiere è di Hamas… Quelli di Hamas non sono tutti guerriglieri. Non sono arrivati da fuori a Gaza, non ci hanno invasi, schiavizzati, sottomessi come in Somalia o in altri posti. Tutti mi fanno sempre questa domanda: perché Hamas colpisce i civili? Mi dicono che gli israeliani che vivono a Sderot e ad Asqelon sono civili, sono persone innocenti, che non meritano che gli si lanci addosso dei razzi. Mi dicono che è un crimine colpirli. Ebbene, volete una risposta da me, da Hamas o dalla mia gente? Certo, in una situazione normale lanciare razzi contro dei civili sarebbe un crimine. Ma prima di rispondere abbiamo una domanda per il mondo. Diteci per favore: tenere sotto occupazione un altro popolo, assediare un altro popolo, maltrattare un altro popolo per 60 anni, la sofferenza dei palestinesi, la diaspora di un popolo, cosa sono? Cosa ci sta facendo Israele? E’ legale o illegale? Il vostro Dio, in Europa e in America è il Dio della lotta, della guerra.&lt;br /&gt;Se voi accettate che i palestinesi siano occupati e assediati per così tanto tempo, allora io vi dico che i nostri razzi sono auto-difesa e che la nostra resistenza deve essere approvata da tutto il mondo e da Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R: Padre, ci parli della comunità cristiana.&lt;br /&gt;M: I cristiani a Gaza sono 3.500 e i cattolici sono solo 200, circa 70-72 famiglie. Siamo una piccola comunità ma con molto lavoro da fare. Abbiamo tre scuole,  con 1.600 studenti. Anche se sono scuole cattoliche, la maggior parte degli studenti è musulmana. Io non sono venuto qui a Gaza per servire 200 persone. Sono qui per servire il mio popolo, e musulmani e cristiani sono il mio popolo. Poi c’è la Caritas che lavora qui, abbiamo la missione pontificia, abbiamo il servizio di soccorso cattolico, ci sono le Suore della Carità che hanno un piccolo asilo, una casa per i bambini handicappati e una casa di riposo per donne anziane. Abbiamo le suore del Rosario che hanno pure loro una scuola. Queste attività per noi comportano un lavoro enorme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R: Molta gente sta lasciando il paese, qual è la situazione a Gaza?&lt;br /&gt;M: I cristiani non stanno andando via dalla Palestina per colpa dei musulmani. Noi soffriamo con i musulmani, affrontiamo la morte con loro, siamo andati in esilio con loro. Noi non siamo perseguitati dai musulmani né a Gaza né in Cisgiordania. Israele ha posto sulle nostre spalle un fardello enorme, vivere è difficile. Ma ci sono palestinesi che non partiranno mai, il mare di Gaza potrebbe anche sparire, hanno le radici in questo paese, e i musulmani li proteggono, non li cacciano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R: Lei pensa che le autorità cristiane al di fuori della Palestina capiscano la vostra situazione? &lt;br /&gt;M: Non vogliamo che in Europa o altrove ci considerino collegati legalmente con l’esterno, prima di tutto siamo palestinesi, poi siamo anche cristiani in questa terra. Niente ci lega all’Europa. Se dei cristiani vengono qui a portarci il loro aiuto, la loro carità, noi li incoraggiamo. Ma non siamo legati a questo movimento di stranieri che vengono qui. Io sono legato al mio popolo, se la presenza di cristiani europei fa del bene alla mia gente allora l’accetto, altrimenti la combatto.&lt;br /&gt;Il Vaticano sta facendo un lavoro molto interessante qui in Palestina, religioso e non politico: soldi per costruire scuole o chiese o il Catholic relief service e il lavoro della Nunziatura pontificia creata per il popolo palestinese.&lt;br /&gt;Ma altra gente che viene qui, missionari protestanti con un sacco di soldi lo fanno per il desiderio di creare problemi fra musulmani e cristiani. Per dominare il mondo arabo intero. Per far diventare Gerusalemme una città ebrea. E per me questi sono nostri nemici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi la realtà ha la meglio sui discorsi, il telefono squilla e padre Musallam è riassorbito dalle responsabilità: ora c’è da organizzare il sostegno psicologico per i bambini traumatizzati dalla guerra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-2242537056502978907?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/2242537056502978907/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=2242537056502978907' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/2242537056502978907'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/2242537056502978907'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2009/02/padre-manuel-musallam-io-sotto-le-bombe.html' title='Padre Manuel Musallam: &quot;Io sotto le bombe tra i cristiani di Gaza&quot;'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-6807268913677536209</id><published>2009-01-30T02:45:00.001-08:00</published><updated>2009-01-30T03:22:59.568-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gaza'/><title type='text'>Radio Saut El Shaab al servizio della comunità gazawi</title><content type='html'>(Intervista del 27 gennaio, Gaza City) “All’inizio non capivamo che cosa stesse succedendo, dalle finestre della redazione vedevamo in tutte le direzioni aerei, fuoco, esplosioni”, racconta Bassem Abu Oun, direttore di Radio Voce del Popolo (Radio Saut El Shaab), emittente di riferimento del Fronte popolare di liberazione della Palestina, “ma indipendente, con un palinsesto che si rivolge a tutti gli abitanti della Striscia”, precisa Abu Oun. Radio Voce del Popolo rappresenta l’unica alternativa alle radio di Hamas (Al Aqsa) e Jihad (Al Quds).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Colti di sorpresa dall’intensità dell’operazione israeliana Piombo Fuso, i redattori di Radio Saut El Shaab hanno messo a punto un piano per coprire tutto il territorio, “con giornalisti presenti nella sede centrale 24 ore su 24, a turni, e altri in giro per la Striscia - racconta il direttore – Non è stato facile, alcuni dei miei ragazzi dormivano in redazione”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà, Radio Voce del Popolo non nasce con una vocazione ‘all news’, ma come un’emittente al servizio della comunità, “con un palinsesto vario, fatto di sport, cultura, sociale, e programmi mirati per donne e giovani, cosa che le altre radio non hanno mai fatto”. Questo era il progetto iniziale, ormai due anni e mezzo fa, e così è stato fino all’inizio dell’offensiva israeliana. “In tempi di guerra – commenta Oun – quando non ci sono altri punti di riferimento, una radio può e deve diventare il solo punto di riferimento per i civili e per i combattenti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto intorno alla sede dell’emittente, gli aerei militari F16 colpivano altri palazzi sede di organi di stampa (secondo il rapporto del 22 gennaio pubblicato dal Centro palestinese per i diritti umani, Pchr, 5 distrutti e 2 danneggiati gravemente): “A volte abbiamo pensato che i bombardamenti fossero per noi, dalle finestre sono entrate schegge pericolose quanto proiettili. Certe esplosioni sono avvenute a qualche centinaio di metri da qui”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante i 22 giorni di guerra, Radio Saut El Shaab ha dato informazioni su quanto accadeva nelle diverse zone della Striscia, ha lanciato appelli per gli aiuti, ha segnalato i casi più gravi, ha contribuito a rafforzare i legami fra le diverse anime della società gazawi: “Grazie ad un generatore di corrente abbiamo rappresentato per i nostri ascoltatori una voce amica e affidabile”, tuta quanta, senza distinzioni politiche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino ad ora l’emittente si è finanziata attraverso introiti pubblicitari e donazioni di privati. I giornalisti sono studenti di comunicazione negli atenei della Striscia o giovani appena laureati, pagati circa 200 dollari al mese: “Hanno rischiato la loro vita girando in lungo e in largo, e tre sono stati feriti, per fortuna non gravemente”, racconta Bassem Abu Oun.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora lentamente si ritorna alla programmazione del tempo di pace, ma con un’attenzione speciale alla ricostruzione, sempre nel segno della solidarietà per le famiglie rimaste senza casa, per i feriti: “Siamo una radio di ispirazione democratica, non religiosa, e per questo ci interessiamo a tutta la comunità in modo continuato”, insiste il direttore, quantificando l’audience della ‘sua’ radio nell’ordine di 100.000 ascoltatori, “circa il 40% dell’audience complessiva fra Striscia di Gaza e Cisgiordania”. Ma in tempo di guerra “sono raddoppiati”, assicura. E nell’arco di due mesi la qualità delle trasmissioni saranno migliorate, grazie ad un investimento in tecnologia di circa 50.000 dollari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un investimento per il futuro che stride con il pessimismo esibito da Bassem Abu Oun quando è chiamato a fare previsioni sulla pacificazione nella Striscia: “Quello che hanno fatto gli israeliani – dice – è un massacro pianificato, non vedo nessuna luce in fondo al tunnel”, e conclude “Sei mesi dopo le elezioni, mi aspetto un’altra strage come questa”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-6807268913677536209?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/6807268913677536209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=6807268913677536209' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/6807268913677536209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/6807268913677536209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2009/01/radio-saut-el-shaab-al-servizio-della.html' title='Radio Saut El Shaab al servizio della comunità gazawi'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-2947895938773420518</id><published>2009-01-28T15:21:00.000-08:00</published><updated>2009-01-30T02:01:18.727-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gaza'/><title type='text'>Rotta la tregua a Gaza</title><content type='html'>Gaza City. Attoniti e increduli gli abitanti della Striscia di Gaza accolgono la notizia della rottura della tregua con Israele da parte di guerriglieri armati, nella mattina del 27 gennaio, nei pressi del valico di Kissufim – aggressione rivendicata alcune ore dopo dai Comitati di resistenza popolare – e dell’immediata risposta dell’esercito di Tel Aviv. Negli scontri rimangono uccisi un soldato israeliano, un agricoltore gazawi e un giovane a bordo di una bicicletta, probabilmente membro dei Comitati. Tre soldati israeliani rimangono feriti.&lt;br /&gt;Per tutta la giornata ci si chiede se l’episodio darà il via a una nuova escalation di violenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco alcuni commenti raccolti nel pomeriggio di martedì:&lt;br /&gt;“Non credo che la guerra riprenderà, non prima delle elezioni israeliane – sostiene Bassam Abu Oun, direttore di Radio Voce del popolo, emittente vicina al Fronte popolare per la liberazione della Palestina. Intorno a lui i giornalisti in redazione si dicono pronti a lavorare 24 ore su 24, come durante i 22 giorni dell’operazione piombo fuso su Gaza, se fosse di nuovo necessario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei negozi e negli uffici pubblici, riaperti da pochi giorni, le opinioni sono discordanti, ma la tensione rimane alta. “Questa guerra ha sorpreso tutti - commenta un giornalista gazawi dicendosi pronto per la prima volta in vita sua a lasciare la Striscia di Gaza insieme ai propri cari - E’ stata sorprendente e imprevista per intensità, durata, strategie militari”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci si sforza di immaginare le prossime mosse di Tel Aviv, per poi decidere se chiudersi in casa o azzardarsi ad andare a trovare gli amici, per cena. “Potrebbero colpire Rafah, ma anche altre aree (la Striscia di Gaza ha una superficie di circa 40 km per 8-10, ndr). Tutto può essere - commenta un operatore umanitario di Jabalia, nel Nord, visibilmente in tensione – e la rottura della tregua offre a Israele un’ottima occasione per riaprire il fuoco”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo, il successivo attacco aereo notturno non sorprende nessuno.&lt;br /&gt;E’ appena passata l’una di notte del 28 gennaio quando gli aerei F16 israeliani rompono la barriera del suono e cominciano il loro valzer. Tre raid aerei mirati sulla zona di confine fra la Striscia di Gaza e l’Egitto, a Rafah, là dove numerosi tunnel del contrabbando sono ancora in funzione, nonostante i ripetuti attacchi dell’operazione Piombo Fuso, scuotono il sonno degli abitanti, che scappano dalle proprie case, a ridosso della barriera del valico e delle ‘serre’ che nascondono l’ingresso dei tunnel. &lt;br /&gt;Dopo la missione, il cielo di Gaza rimane per ore in balia degli F16 senza requie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ingannare il tempo e non precipitare nella spirale dell’angoscia, c’è chi riaccende la televisione, chi ascolta musica, chi guarda fuori dalla finestra. Ma qualcuno non si accorge di niente e, al risveglio, ammette serenamente: “Ormai mi sono abituato”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-2947895938773420518?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/2947895938773420518/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=2947895938773420518' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/2947895938773420518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/2947895938773420518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2009/01/rotta-la-tregua-gaza.html' title='Rotta la tregua a Gaza'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-617906413998413721</id><published>2009-01-26T23:26:00.000-08:00</published><updated>2009-01-30T02:02:41.635-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gaza'/><title type='text'>Due settimane di ricerca a tutto campo</title><content type='html'>(Continua, Gaza City) Quanto alla decisione di bombardare case abitate, “perché le forze israeliane pensano o sanno che quella è la casa di un militante che magari può essere un bersaglio legittimo, in realtà le si colpisce quando ci sono anche altri dieci membri della sua famiglia, donne, bambini, civili. Questo è un uso disproporzionato della forza, che non può essere giustificato”.&lt;br /&gt;Il volantinaggio sulla Striscia, al fine di avvertire gli abitanti di un imminente attacco, non rispetta il diritto internazionale, ricorda Donatella Rovera: “Gli avvertimenti devono essere specifici, mentre qui i volantini lanciati dagli aerei cadevano su aree molto vaste e i messaggi telefonici pre-registrati hanno solo contribuito a creare panico perché effettuati a caso”.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“Chiaramente non tutte le azioni delle forze israeliane condotte in queste tre settimane sono illegali, ma le autorità israeliane devono mettere a disposizione le prove perché quando si colpiscono obbiettivi che sono evidentemente civili, l’onere della prova deve essere a carico di chi colpisce”.&lt;br /&gt;E cita casi come quelli delle famiglie Sammuni, Daia, Abu Aisha o Balusha: “Le loro case sono state distrutte con le persone ancora all’interno. E poi molti casi in cui sono state uccise una due persone, ma il principio è lo stesso: se sono state uccise dieci, venti o due persone questo dipende dal caso”.&lt;br /&gt;Per esempio la casa del medico Auni: “Si può dedurre dal comportamento dei membri della famiglia - spiega Rovera - che non c’era combattimento intorno alla casa, il medico era nel suo studio nella casa, sua moglie era in cucina che preparava il cibo per i bambini, i bambini erano in camera da letto durante la giornata, la casa è stata bombardata e la mamma dei bambini è stata tagliata in due da proiettili e anche il bambino piccolo è stato ucciso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rispetto al’uso dell’uranio impoverito, dichiara: “Noi non abbiamo trovato prove, non siamo specialisti su questo quindi non è un qualcosa che noi potremmo individuare. Anche dell’uso di Dime (Dense Inert Metal Explosive) se ne parla ormai da un paio di anni, è un’arma che è ancora in stato di sviluppo, una cosa molto nuova, c’è ancora poca conoscenza, quindi stiamo cercando di ottenere più informazioni".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In termini di diritto internazionale, la responsabile Amnesty ci tiene a chiarire che "C’è l’obbligo delle forze armate di proteggere i civili, quindi il fatto che forze armate o altri combattenti siano in zone civili non autorizza ad attacchi indiscriminati". E precisa: "Entrambe le parti hanno combattuto in quartieri residenziali, e non erano presenti solo i gruppi armati, ma anche i soldati hanno occupato case civili che hanno usato come basi militari, i soldati israeliani sono entrati a Gaza proprio nelle zone residenziali. Non sono i gruppi palestinesi che sono entrati nelle città israeliane, ma il contrario. Quindi il fatto di usare case come protezione per nascondersi dietro a un muro lo hanno fatto entrambe le parti".&lt;br /&gt;Inoltre, "I casi classici di scudi umani sono quelli in cui le forze israeliane entrano in una casa, imprigionano la famiglia in una stanza, al piano terra generalmente, e impediscono loro di andare via, e poi usano la casa come base militare, mettendo quindi a rischio la popolazione civile. La popolazione civile viene messa a rischio da ambedue nel loro modo di combattere in zone civili".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amnesty International rimarrà a Gaza per completare la raccolta di informazioni e dati per altri dieci giorni. Poi, "Porteremo le nostre conclusioni alle autorità israeliane e infine pubblicheremo un rapporto". Qualsiasi azione legale è ancora prematura, "anche se noi vorremmo un meccanismo di indagine internazionale", conclude Rovera.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-617906413998413721?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/617906413998413721/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=617906413998413721' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/617906413998413721'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/617906413998413721'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2009/01/due-settimane-di-ricerca-tutto-campo.html' title='Due settimane di ricerca a tutto campo'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-4092568222376896533</id><published>2009-01-26T23:19:00.000-08:00</published><updated>2009-01-30T02:03:08.813-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gaza'/><title type='text'>I primi riscontri di Amnesty a Gaza</title><content type='html'>Gaza City. A Gaza, durante i 22 giorni dell’operazione militare israeliana denominata Piombo fuso, “sono state commesse violazioni massicce del diritto internazionale, incluse violazioni che costituiscono crimini di guerra in tutti i campi, uccisioni illegali, distruzioni gratuite di proprietà e uccisioni illegali come risultato di pratiche diverse, quali l’uso di armi improprie nei quartieri residenziali”. &lt;br /&gt;Così Donatella Rovera, responsabile ricerca di Amnesty International per Israele e Palestina, riferisce quanto riscontrato a Gaza nella prima settimana di ricerca sul campo della sua équipe, che si avvale della consulenza di un esperto militare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E precisa: “Siamo arrivati quando abbiamo potuto, abbiamo chiesto fin dal primo giorno di entrare, ma le forze armate e il governo israeliani non ci hanno concesso l’accesso, così come le autorità egiziane non sono state collaborative”.&lt;br /&gt;Ora l’indagine si focalizza sulle violazioni “che rappresentano uccisioni illegali, distruzione gratuita di proprietà civili, uso improprio di armi”. In proposito, Rovera spiega: “Anche se non sono puntate direttamente, ormai si sa da parecchi anni che se si usa un certo tipo di armi e munizioni, ad esempio l’artiglieria in quartieri residenziali, le probabilità di colpire l’obbiettivo prefissato sono minime, mentre è alta la probabilità di raggiungere persone e oggetti che non erano previsti”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al centro delle indagini anche “Il fattore accesso a servizi medici e umanitari, negato non solo in un caso o alcuni casi ma in molti casi e in zone diverse della Striscia di casa”.&lt;br /&gt;Ma l’attenzione della comunità internazionale è puntata soprattutto sulla “questione del fosforo bianco, che le autorità israeliane hanno rifiutato di confermare per molto tempo, però quando poi siamo entrati e sono entrati i giornalisti è risultato evidente”.&lt;br /&gt;Rovera non esita a definire quella israeliana una “ammissione tardiva, che ha fatto sì che vittime che avrebbero potuto essere curate in modo più efficace e veloce hanno invece sofferto un deterioramento delle loro condizioni”. E cita alcuni “casi orribili in cui le ferite dei pazienti fumavano per un giorno perché erano rimaste particelle di fosforo e ogni volta che erano a contatto con l’ossigeno bruciavano”. &lt;br /&gt;Aggiunge il responsabile Amnesty: “E’ stato fatto uso di fosforo bianco in modo illegale e anche incomprensibile, anche dal punto di vista militare. Il fosforo bianco viene utilizzato in due casi: per illuminare oppure per proteggere i movimenti delle truppe sul terreno con una cortina di fumo. Ma a Gaza è stato utilizzato in zone in cui i soldati israeliani non erano presenti, né intorno e dentro il complesso dell’Unrwa a Gaza City, né alla scuola di Beit Lahia, né all’ospedale del Quds né intorno a tutte le case che abbiamo visto a Zeitun e negli altri quartieri”.&lt;br /&gt;E soprattutto “il fosforo bianco è stato usato in piena giornata, quindi non c’era bisogno di illuminare”.&lt;br /&gt;C’è poi il problema del proiettile di artiglieria che porta il fosforo bianco e che “causa morte, distruzione, ferite con le proprie schegge”. &lt;br /&gt;Rovera chiarisce inoltre: “L’interpretazione delle forze israeliane, degli avvocati delle forze armate israeliane, del diritto internazionale è molto elastica. Noi abbiamo visto un uso del fosforo bianco improprio dal Nord al Sud, quindi non è un solo battaglione (come invece sostiene l’esercito israeliano, ndr)”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Continua)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-4092568222376896533?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/4092568222376896533/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=4092568222376896533' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4092568222376896533'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4092568222376896533'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2009/01/i-primi-riscontri-di-amnesty-gaza.html' title='I primi riscontri di Amnesty a Gaza'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-3768514249162247974</id><published>2009-01-25T23:06:00.000-08:00</published><updated>2009-01-30T02:03:30.159-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gaza'/><title type='text'>Il Fplp ai negoziati del Cairo</title><content type='html'>Gaza City. “Il vero cambiamento eravamo noi, non Hamas. Credo che adesso molta gente, più a Ghaza che in Cisgiordania, se ne sia accorta”. A parlare così è Jamil Almajdalawi, leader del Fronte popolare per la liberazione della Palestina e membro del comitato politico del partito, il terzo movimento politico palestinese. Alle elezioni del gennaio 2006, il Fplp ha ottenuto il 5% dei voti, un risultato amaramente digerito: “Secondo me non corrisponde al reale bacino di nostri sostenitori, che dovrebbe aggirarsi intorno all’8-10%”, commenta Almajdalawi. Ma allora il desiderio della maggioranza dei palestinesi, urlato al mondo in modo inequivocabile, era voltare pagina, dimenticare la corruzione e l’inettitudine di Fatah.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora più che mai il Fplp svolge un ruolo di sentinella, denunciando pericoli e anomalie sia del governo di Salam Fayyad, in Cisgiordania, sia di quello di Ismail Haniyeh, a Ghaza. E rischia ripercussioni da un momento all’altro: “Se non ci sarà riconciliazione fra le fazioni politiche – spiega Almajdalawi – penso che prima o poi si esaurirà anche la tolleranza nei nostri confronti”.&lt;br /&gt;Almajdalawi è in partenza per il Cairo, dove oggi si apriranno due tavoli paralleli di discussione: uno che vede protagonisti Israele e Hamas, e l’altro le diverse fazioni politiche palestinesi.&lt;br /&gt; “Crediamo che questi primi negoziati rappresentino una preparazione a quelli palestinesi globali. E per noi del Fronte popolare per la Liberazione della Palestina è importante, almeno per noi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una premessa: “Quello attuale è un modo sbagliato di intendere il cessate il fuoco perché quando una nazione è in una situazione di occupazione ha diritto di resistere”.&lt;br /&gt;Da parte di Tel Aviv, Almajdalawi riscontra il tentativo di “dimostrare al mondo che la sua è guerra contro guerra, non guerra contro gente che sta resistendo all’occupazione. E il conflitto interno fra Hamas e Fatah non fa che aiutare e promuovere l’azione di Israele”. Il Fplp teme il protrarsi della “pressione sulla popolazione palestinese” e considera “uno scherzo la tregua su queste basi”: “Insomma la loro occupazione senza la nostra resistenza diventa occupazione a cinque stelle”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto alla seconda questione, quella della riconciliazione nazionale, il Fplp si attiene al Documento di riconciliazione nazionale, “che stabilisce di riunire i principi fondamentali della nazione, un governo nazionale unico, elezioni nuove per il Parlamento e la Presidenza per ricostruire l’Olp (Organizzazione per la liberazione della Palestina, ndr)”. &lt;br /&gt;Schiacciato fra Fatah e Hamas, il terzo incomodo cercherà di facilitare la riconciliazione, quella di cui si parla sui manifesti voluti da un comitato civico nelle strade di Ghaza. “Fratelli nonostante le differenze”, recitano.&lt;br /&gt;“Le condizioni imposte da Hamas puntano a ritardare la riconciliazione fra i movimenti e lo stesso vale per Abu Mazen (il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas, ndr), imponendo condizioni dure a Hamas per far passare le proprie linee politiche. Sarà difficile, ma non impossibile”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco i punti condivisi con Hamas: “L’interruzione dei sotto-negoziati fra Abbas e Israele; la lotta alla corruzione dell’Autorità nazionale; la sospensione della collaborazione in fatto di sicurezza. Ma non pensiamo che uno stato retto da Hamas sia migliore. Hanno una gestione della società sbagliata. Sono una forza non democratica, che fa regredire la società, non accettano critiche”. &lt;br /&gt;E conferma: “Tutto quello che si dice sulle gambizzazioni da parte di Hamas (nei confronti dei nemici politici, nella Striscia negli ultimi giorni, ndr) è vero, la violenza qui rispetto alla Cisgiordania è più forte”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimane il nodo cruciale del valico di Rafah, con doppia gestione: “Otto mesi fa abbiamo proposto un piano che preveda per Mahmoud Abbas il ruolo di presidente ufficiale, mentre per Hamas quello de facto sul campo. E di utilizzare le risorse derivanti dalla frontiera di Rafah per servizi sanitari e sociali per i cittadini, non per Abbas né per Haniyeh. Comunque fino alle prossime elezioni, per noi Abu Mazen è ancora presidente”.&lt;br /&gt;Altrettanto fondamentale la ricostruzione di Gaza, “possibile con la creazione di un comitato nazionale che gestisca i fondi e li convogli alle persone colpite”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Almajdalawi sa che la liberazione del soldato Gilad Shalit sarà oggetto di contrattazione al Cairo e commenta: “Gli israeliani dicono che la liberazione è vicina, ma non è un paradosso che tutto il mondo si preoccupi di Gilad mentre ci sono 11.500 nostri prigionieri in Israele? Come essere umano, non come palestinese, questo mi offende”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-3768514249162247974?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/3768514249162247974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=3768514249162247974' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/3768514249162247974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/3768514249162247974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2009/01/il-fplp-ai-negoziati-del-cairo.html' title='Il Fplp ai negoziati del Cairo'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-9175137059081464024</id><published>2009-01-25T03:30:00.000-08:00</published><updated>2009-01-30T02:03:47.125-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gaza'/><title type='text'>La tragedia di Sammuni</title><content type='html'>Gaza City. Hanno perso tutto, abitazioni (35), animali, terre coltivate e soprattutto 29 membri della loro famiglia (di cui 16 bambini - due piccolissimi, uno di cinque mesi e l'altro di un mese - e 13 adulti). Il clan dei Sammuni, da cui prende il nome l’omonimo villaggio nell’area di Zeitun, sobborgo a Nord della Striscia di Gaza, sul confine con Israele, riceve le condoglianze di amici e vicini, e bivacca nelle tende piantate di lato alle macerie. I bambini giocano in mezzo ai calcinacci di quelle che fino al 5 gennaio scorso (ma la notizia si è saputa solo il 9) erano le loro case e da cui spuntano materassi, vestiti, mobili e stracci, alcuni macchiati visibilmente di sangue. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A raccontare la storia del massacro di Sammuni è Yousra Sammuni, 55 anni, mentre intorno a lei, figlie e nipoti femmine tacciono sedute per terra. Gli uomini, più lontani, raccolgono le cifre esatte dei danni subiti nella speranza di ricevere le compensazioni promesse dal governo di Hamas.&lt;br /&gt;Il 4 gennaio, l’esercito israeliano – entrato nel territorio di Zeitun poco più in là, spianando con le ruspe uliveti e aranceti – ha intimato agli abitanti del villaggio di abbandonare le proprie case e li ha raccolti in un’unica abitazione. Lo stesso è stato fatto in tutta Zeitun, dove i soldati di Tsahal hanno lasciato sui muri delle case occupate eloquenti scritte intimidatorie e di spregio.&lt;br /&gt;Ma le 70 persone raccolte a forza in una sola casa a Sammuni sono state inspiegabilmente oggetto di bombardamento il giorno seguente, il 5 gennaio. E ai soccorsi è stato impedito di giungere in loco per ore, fino alla mattina seguente.&lt;br /&gt;In tutta Zeitun le famiglie colpite dall’offensiva israeliana negli ultimi giorni della guerra sono undici e le vittime 50, di cui 47 abitanti del posto e 3 di fuori. &lt;br /&gt;"In questa zona non c’è mai stata nessuna resistenza – grida Yousra – siamo agricoltori, vendiamo frutta e verdura. Amnesty International e le principali organizzazioni per la difesa dei diritti umani indagano sull'episodio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche la famiglia di Subh Arafat, 25 anni, è stata assediata dai soldati israeliani: “Dalla sera di venerdì alla mattina di domenica (presumibilmente dal 9 all'11 gennaio, ma Arafat e gli altri protagonisti della vicenda sono confusi rispetto alle date) siamo rimasti chiusi in casa, una settantina di persone, gli uomini al piano superiore, le donne sotto. Non potevamo bere, mangiare, usare i servizi”. Solo il terzo giorno è stato loro permesso di uscire di casa, per riunirsi ad altre centinaia di persone che scappavano dalle loro case. “Per fortuna mio padre sa un po’ di ebraico ed è riuscito a parlare con un soldato più disponibile degli altri – spiega Subh – si è informato al telefono e dopo qualche ora ci ha detto come tornare a casa senza correre pericoli”. &lt;br /&gt;Ma i danni all’impresa agricola di famiglia sono pesanti, oltre i 40.000 dollari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La strage di Sammuni e l'accanimento contro Zeitun forse dovevano essere un monito per tutti i Ghazawi, nella seconda fase dell'operazione Piombo Fuso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-9175137059081464024?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/9175137059081464024/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=9175137059081464024' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/9175137059081464024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/9175137059081464024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2009/01/la-tragedia-di-sammuni.html' title='La tragedia di Sammuni'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-7530551229967925665</id><published>2009-01-23T13:33:00.000-08:00</published><updated>2009-01-30T02:04:05.700-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gaza'/><title type='text'>Due nemici per Gaza</title><content type='html'>Gaza City. S. ha 24 anni e la consapevolezza che la sua vita, vista da un aereo da guerra, "è una macchia di colore rosso caldo" e che da un momento all'altro, nel rientrare a casa dopo una serata con gli amici, può essere scambiato per un miliziano.&lt;br /&gt;"Mi dico che magari lassù ci può essere una ragazza israeliana giovane, chissà forse se sono fotogenico mi salvo", e ride amaramente per stemperare la tensione di tre settimane in bilico fra vita e morte e di alcuni giorni di incredula tregua. "Questa volta è stata durissima, mai prima d'ora è stato paragonabile. Abbiamo davvero avuto paura di non farcela".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, allo stesso modo, S. non esita a mettere sullo stesso piano israeliani e miliziani di Hamas: "Immagina che cosa vuol dire sentire le loro voci, fuori al di là del muro di casa tua, mentre bisbigliano nella notte. E pensare che se dall'alto li vedono sei fottuto". E bisbigliare con i famigliari, magari spostarsi in fondo a una stanza, nell'angolo più interno della casa, perché non si accorgano che ci sei e hai paura: "Tanto, per loro ammazzarti che cosa vuoi che cambi? Ti mandano in paradiso...".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gaza del dopo guerra ha il volto di S. e di tutti coloro che vogliono solo vivere e fare progetti, riaprire negozi, scuole e uffici. Andare a fare la spesa senza perdere le gambe, di questi tempi così a rischio. Nel mirino delle rappresaglie di Hamas - si segnalano i primi casi di pazienti gambizzati negli ospedali di Gaza - e degli attacchi aerei israeliani. &lt;br /&gt;All'ospedale pubblico di Shifa, non si contano i casi di amputazione di uno o più arti, i letti delle unità di ortopedia e chirurgia sono ancora pieni. Accedervi e parlare con i pazienti, ma ancor di più con parenti ammassati nei corridoi e nelle stanze, storditi dall'incertezza per il futuro, è semplice e rapido, superata la diffidenza del primo istante con gli amministratori - si dice che Shifa sia saldamente in mano ad Hamas e forse è vero, ma nessuno ostacola il colloquio con medici e pazienti - Per alcuni malati, si tratta di un soggiorno temporeaneo perché destinati a strutture estere, dove i loro casi saranno trattati con maggiori risorse tecniche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gaza stritolata fra due nemici, uno interno e uno esterno, è anche 200.000 studenti che oggi, sabato 24, torneranno a scuola. E' il ristorante di pesce che riapre le sue cucine. Il valico di Erez che sforna cooperanti internazionali. E' il sorriso di S. che lascia la comitiva di amici stranieri e se ne va a casa, nella notte, senza chiedersi chi lo stia osservando dal cielo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-7530551229967925665?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/7530551229967925665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=7530551229967925665' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/7530551229967925665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/7530551229967925665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2009/01/due-nemici-per-ghaza.html' title='Due nemici per Gaza'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-4740419927367510486</id><published>2009-01-22T14:29:00.000-08:00</published><updated>2009-01-30T02:04:23.548-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gaza'/><title type='text'>Primo giorno a Gaza</title><content type='html'>Gaza City. Rieccoci. Non bastava la sveglia del mattino, al ritmo delle esplosioni di gioia della marina israeliana al sorgere del sole. Adesso i gentili saluti si ripetono, con i migliori auguri di buona notte. &lt;br /&gt;Vorrà dire che è il tempo della riflessione, più che del sonno ristoratore..&lt;br /&gt;Prime immagini di Gaza nel dopo-guerra e brandelli di conversazioni da giornalai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Precisione chirurgica a Gaza Città e violenza debordante nei centri più piccoli, specialmente nel Nord della Striscia. Non si può non accorgersene: l'aviazione ha ritagliato obbiettivi strategici con precisione inquietante, sgretolando commissariati di polizia, ministeri, caserme e qualsiasi centro strategico legato al movimento di resistenza. Ed ecco palazzine sbriciolate come crackers affiancare moschee e scuole intatte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fase terrestre di 'Piombo fuso' non è andata molto per il sottile, invece. All'insegna del "prendi tutto e scappa, che faccio saltare in aria il tuo mondo", l'avanzata ha spianato la vita di migliaia di persone. E pure la morte: il cimitero all'ingresso di Jabalya è scomparso. Quello che un tempo doveva essere il suo custode scava da giorni per riportare alla luce le bare e poi riscava per seppellirle in modo decoroso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piccoli flash senza senso: &lt;br /&gt;1-un'ambulanza stritolata fra le macerie di una palazzina. Come ci è finita? E' stata fatta parcheggiare dagli israeliani prima che la casa fosse rasa al suolo! Ovviamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2-Bambini ai bordi della strada che brucano l'erba per colazione... No comment&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3-La stazione dei vigili sventrata di fronte ai palazzi Abu Ghalion (in cui vivo), intatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4-La scuola Unrwa di Jabalya, trasformata in centro di evacuazione. Poveri stracci appesi alle finestre, bambini in cortile, genitori accasciati per terra, sopraffatti dai pensieri....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Silenzio, i fuochi artificiali sono finiti. Si dorme, a Gaza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-4740419927367510486?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/4740419927367510486/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=4740419927367510486' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4740419927367510486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4740419927367510486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2009/01/primo-giorno-ghaza.html' title='Primo giorno a Gaza'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-4663851648294007901</id><published>2009-01-20T12:50:00.000-08:00</published><updated>2009-01-30T02:04:47.729-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gaza'/><title type='text'>Gaza guarda avanti</title><content type='html'>I Gazawi sono così. Hanno già voglia di ricostruire, di ricominciare, di dimenticare. E Sami è al settimo cielo perché le armi tacciono....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-4663851648294007901?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/4663851648294007901/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=4663851648294007901' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4663851648294007901'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4663851648294007901'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2009/01/ghaza-guarda-avanti.html' title='Gaza guarda avanti'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-4763102758072533268</id><published>2009-01-19T05:06:00.000-08:00</published><updated>2009-01-30T01:59:16.433-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritti'/><title type='text'>Il silenzio di El Azhar</title><content type='html'>Il Cairo. Fuori dalla grande moschea universitaria di Al Azhar, centinaia di agenti di polizia, in uniforme, tenuta anti-sommossa o in borghese. E il silenzio dell’attesa, gli sguardi attenti sui passanti, la rigidità nei movimenti man mano che si avvicina la fine della Khutba, la preghiera del venerdì.&lt;br /&gt;Dentro, parole di fuoco contro l’aggressione israeliana nella Striscia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I fedeli lo sanno che nelle strade non sarà loro permesso dissentire, urlare il proprio sdegno, manifestare. La moschea è sotto assedio, come Ghaza. E uno ad uno i mu’minun escono al termine del rito collettivo a testa bassa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall’alto dei tetti di Khan El Khalili, pochi spettatori osservano la scena, ma perdono rapidamente interesse. Samia lascia le finestre aperte e torna a lavare i panni. “Puoi stare quanto vuoi. Oggi non succederà niente. Quando esci, chiudi la porta.... ”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-4763102758072533268?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/4763102758072533268/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=4763102758072533268' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4763102758072533268'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4763102758072533268'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2009/01/il-silenzio-di-el-azhar.html' title='Il silenzio di El Azhar'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-6272651800347356681</id><published>2009-01-15T12:38:00.000-08:00</published><updated>2009-01-15T13:16:38.844-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Avventure'/><title type='text'>In viaggio verso Rafah</title><content type='html'>C'era una volta un autobus rumoroso e traballante, in viaggio dal Cairo verso una meta indefinita, laggiù verso Oriente. &lt;br /&gt;Viaggiavano sull'autobus, bardato a festa con striscioni colorati, personaggi curiosi, di diversa provenienza. Studenti europei in cerca di emozioni, studenti egiziani in cerca di libertà, attivisti politici di ogni dove in cerca di identità. E giornalisti, ma quelli non sanno bene neanche loro che cosa cercano.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L'allegra compagnia - velata, svelata, coperta o disinibita - pregava e cantava, mangiava, fumava o ingannava l'attesa dormendo...ma sempre con un occhio aperto sulla strada. Perché tutti sapevano che i tranelli sarebbero stati numerosi, ingannevoli e snervanti. E così fu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un primo posto di blocco, le trattative con i robottini in uniforme, il valzer di documenti e telefonate al piano superiore. E il sit-in di rito, la camminata al trotto sulla strada, per ribadire la ferma volontà di andare avanti.&lt;br /&gt;Quegli altri, quelli che li aspettavano fin dal mattino e che scrutavano l'orizzonte per scorgere l'autobus colorato, si limitavano a fare il loro lavoro. Cioè parlare, discutere, controllare, esitare, chiamare a raccolta colleghi più esperti, perdersi nel fumo di sigarette infinite e truci sguardi carichi di potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni posto di blocco, la signora in marrone seduta in seconda fila invocava l'intera sfera celeste e tutti, credenti e no, incrociavano le dita, certi che sotto quei panni multistrato di tutte le varietà del marrone, ci fosse una spia del nemico.&lt;br /&gt;Seguirono altre due fermate obbligate - e svariate soste volontarie, perché si sa che uno spuntino non si nega neanche alla comitiva più seria - ma ormai la speranza di superare le colonne di Ercole si era insinuata nella mente di tutti....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Miraggio, illusione, sogno infingardo.&lt;br /&gt;Evaporato in pochi secondi, sull'onda di un'inversione di marcia. Al ritmo dei bastoni sbattuti sulla carrozzeria sofferente dell'autobus, delle urla rabbiose provenienti dall'esterno, di un pianto sommesso laggiù in seconda fila.&lt;br /&gt;Si torna a casa, allegra comitiva. Si sa, gli autobus seri non vanno in giro di notte, tutti bardati a festa, e per di più diretti verso Oriente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-6272651800347356681?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/6272651800347356681/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=6272651800347356681' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/6272651800347356681'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/6272651800347356681'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2009/01/in-viaggio-verso-rafah.html' title='In viaggio verso Rafah'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-3271029392679937654</id><published>2008-10-17T01:14:00.000-07:00</published><updated>2008-10-17T01:47:46.772-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libertà'/><title type='text'>Prigioni a cinque stelle</title><content type='html'>Da mercoledì scorso, sei cittadini egiziani si astengono dal cibo per protestare contro la detenzione ingiustificata nella prigione di Mansoura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riflessioni random fra chi in Egitto ci vive da un po' (e ha perso la testa nel tentativo di capire):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1-Una prigione a cinque stelle, se avevano pure da mangiare!&lt;br /&gt;2-Di questi tempi meglio in galera che fuori in coda per il pane di segatura!&lt;br /&gt;3-Se veniamo a sapere che scioperano vuol dire che possono parlare con qualcuno!&lt;br /&gt;4-Ma saranno ancora vivi oppure è una notizia dall'oltretomba?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E via dicendo, a dare l'idea dell'inutilità totale (o almeno così si finisce per percepire qualsiasi sforzo teso a cambiare le cose) degli studenti che manifestano nelle università, degli operai che protestano per 10 euro in più al mese, della gente di Doweiqa che scava con le mani fra le macerie della Moqattam perché allo Stato non interessa salvare qualche centinaio di disperati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi sciopero della fame per tutti, tanto il 40% della popolazione egiziana lo fa già ogni giorno, volente o nolente. Ma viva gli investimenti stranieri, il grande potenziale del paese e quel 7% di crescita del pil che fa evaporare tutti i sensi di colpa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-3271029392679937654?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/3271029392679937654/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=3271029392679937654' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/3271029392679937654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/3271029392679937654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2008/10/prigioni-cinque-stelle.html' title='Prigioni a cinque stelle'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-6633443653109933578</id><published>2008-09-30T02:02:00.000-07:00</published><updated>2008-09-30T02:40:26.670-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>Cowboys del Nilo</title><content type='html'>Non hanno corso nessun pericolo oppure si sono trovati in mezzo a scontri armati e ripetuti assalti di forze speciali? Dopo dieci giorni di prigionia, tornano a casa gli 11 turisti europei e gli 8 accompagnatori egiziani sequestrati nel Gebel El Uwainat il 19 settembre scorso, e chissà quando e se racconteranno davvero le circostanze del loro rilascio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse è andata così. Il pagamento del riscatto al confine fra Sudan e Ciad. Le forze sudanesi che inseguono i rapitori ormai in possesso dei soldi e ne uccidono 6. I 2 superstiti danno informazioni sul covo dei compagni, nel Tabat Shajara ciadiano. Nella notte fra domenica e lunedì, 30 uomini scelti delle forze speciali egiziane assaltano il nascondiglio arrivando sul posto con due elicotteri militari. La metà dei sequestratori viene 'liquidata'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E gli ostaggi? Già liberi, abbandonati nel deserto dai loro rapitori nel momento stesso in cui venivano incassati 6 milioni di dollari, forse sborsati da Berlino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora il Cairo scioglie la lingua alla stampa, governativa e non, perché faccia da megafono al blitz compiuto e ravvivi l'immagine, appannata in questa lunga settimana, di paradiso del turismo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma convenienza politica a parte, è ufficiale: nel cuore di ogni egiziano c'è un cowboy del Far West americano, un marine, un Rambo della giungla.... di questa storia, bloggers e gente comune si riempirà la bocca con soddisfazione per giorni, al pari di ministri e portavoce. Dimenticando per un po' miseria, disillusione, fame, mancanza di prospettive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E bravi ragazzi del 'commando speciale egiziano'. Aspettiamo la seconda serie, prossimamente su questi schermi...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-6633443653109933578?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/6633443653109933578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=6633443653109933578' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/6633443653109933578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/6633443653109933578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2008/09/cowboys-del-nilo.html' title='Cowboys del Nilo'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-6653016256629377683</id><published>2008-09-01T06:10:00.000-07:00</published><updated>2008-09-01T06:35:10.913-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>Medaglie mancate</title><content type='html'>Fantastico. Gli atleti egiziani tornano dalla Cina senza medaglie e il presidente Mubarak ordina un'inchiesta sul perché. Le risposte ironiche o amaramente sarcastiche si sprecano fra i blogger egiziani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse perché il nazionalismo esasperato, dai tempi di Nasser in poi, impedisce di guardare in faccia la realtà? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diverse le opinioni. C'è chi dice che la glorificazione del passato non ha niente a che vedere con i fallimenti del presente: anche in Azerbaijan è in voga mitizzare un'età dell'oro ormai lontana, eppure a Pechino sono arrivate ben 7 medaglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E c'è chi suggerisce malignamente che l'équipe egiziana era troppo impegnata a fare shopping di gioielli e diavolerie tecnologiche a prezzi stracciati per ricordarsi delle gare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se invece fosse colpa di shisha, smog e falafel?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-6653016256629377683?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/6653016256629377683/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=6653016256629377683' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/6653016256629377683'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/6653016256629377683'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2008/09/medaglie-mancate.html' title='Medaglie mancate'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-6601524223240026436</id><published>2008-07-31T02:13:00.000-07:00</published><updated>2008-07-31T02:25:38.375-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritti'/><title type='text'>Il libro che non c'è</title><content type='html'>"L'Egitto è un paese corrotto fino al midollo e le sue prigioni ricordano quelle dell'epoca nazista". Parola di John Bradley, giornalista, autore del recente e controverso volume 'Inside Egypt', che non verrà mai distribuito nel paese ma di cui circolano estratti in rete. &lt;br /&gt;Quello di Bradley è un affresco della Repubblica araba d'Egitto lucido e impietoso, e per questo immediatamente cavalcato dalle testate giornalistiche indipendenti, che ne pubblicano, in questi giorni, riassunti o recensioni. Almeno fino a quando la censura non si abbatterà ancora una volta sui contenuti dei quotidiani El Masri El Youm e Al Dustour.&lt;br /&gt;E così, nasce un nuovo modo di fare opposizione. Prendendo a prestito le parole degli altri, 'cantandole' in play-back, impugnando libri fantasma. &lt;br /&gt;Come nelle migliori commedie egiziane, giocando a nascondino con il regime quando è distratto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-6601524223240026436?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/6601524223240026436/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=6601524223240026436' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/6601524223240026436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/6601524223240026436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2008/07/il-libro-che-non-c.html' title='Il libro che non c&apos;è'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-4862294898684685453</id><published>2008-06-04T07:09:00.000-07:00</published><updated>2008-06-04T07:29:42.326-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>E' arrivato Just Divorced</title><content type='html'>Si chiama JD ed è un periodico distribuito nei locali più trendy del Cairo... Ovviamente è scritto in americano arabeggiante ed è rivolto a un pubblico 'up', tutto shopping a Dubai, week-end in Europa (ma come faranno loro ad avere il visto senza le difficoltà dei comuni mortali?) e studi all'estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma anche i ricchi piangono ... ed ecco che JD può essere utile. Ma che cosa vorranno mai dire le due lettere maiuscole? Just divorced, perbacco! Sì, perché anche la famiglia egiziana - come quelle giordane, siriane, tunisine, ecc... - è travolta da un tarlo che tutto erode e sfalda: il divorzio. Le percentuali sono inquietanti, se non altro per il Ministero degli Affari religiosi e la grande moschea di Al Azhar: si parla di un 45% di matrimoni che finiscono al macero...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso però c'è Just Divorced. E giù rubriche e indagini che tentano di analizzare le ragioni scatenanti, fornire rimedi miracolosi prima che sia troppo tardi e, nei casi più gravi,... invitare i lettori a guardare avanti. Il giornale non si risparmia: avvocati, medici, psicologi e, infine, divorziati - non solo disperati, ma anche felicemente reinseriti nella vita sociale - intervengono con consigli, talvolta, improntati al buon senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso, da non perdere la rubrica firmata dalla famosa dottoressa Kotb, l'unica nel mondo arabo in grado di affrontare l'universo tabù del sesso senza essere condannata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-4862294898684685453?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/4862294898684685453/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=4862294898684685453' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4862294898684685453'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4862294898684685453'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2008/06/e-arrivato-just-divorced.html' title='E&apos; arrivato Just Divorced'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-6937834419376152109</id><published>2008-05-12T08:30:00.000-07:00</published><updated>2008-05-12T08:54:08.048-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Folklore'/><title type='text'>Mugamma dantesca</title><content type='html'>Mugamma di infinite sorprese e pazienza biblica. Fra cumuli di carte impolverate, timbri, fotocopie, fototessera, scale percorse in salita e discesa infinite volte, impiegati stanchi e appesantiti, ma tronfi di potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E danze di té e limonata per ingannare il tempo, mentre l'ennesimo visto è ricamato a mano da venti sartine del Fayoum. E c'è chi ottimizza pelando le patate, allattando il neonato, giocando a taula con i compagni di coda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il formicaio della burocrazia egiziana è così. Tutti i giorni tranne quello del signore, quando le poltrone restano vuote, gli archivi tirano un sospiro di sollievo, le scale riposano leggere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un parallelepipedo di cemento grigio che tutto fagocita e risputa, ore dopo, un po' più vecchio e spento. Ma quando il magico stemma faraonico è finalmente deposto, via di corsa dall'inferno burocratico, fino alla prossima via crucis...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-6937834419376152109?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/6937834419376152109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=6937834419376152109' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/6937834419376152109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/6937834419376152109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2008/05/mugamma-dantesca.html' title='Mugamma dantesca'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-1013751539665636199</id><published>2008-04-06T15:11:00.000-07:00</published><updated>2008-04-06T15:22:16.447-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritti'/><title type='text'>Sotto la sabbia</title><content type='html'>Sindacato degli avvocati egiziani. Alcune centinaia di persone asserragliate urlano la loro rabbia contro un regime che soffoca le libertà, affama la popolazione, inganna 80 milioni di persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fuori, nelle strade della capitale e del paese intero, migliaia di agenti in assetto anti-sommossa e in borghese arrestano, picchiano, minacciano i loro concittadini. Nel complesso industriale di Mahalla, 27.000 operai intenzionati a scioperare sono ostaggio delle forze di sicurezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Centinaia i feriti, almeno un morto alla fine dell'ennesima giornata di violenza nella storia egiziana. Il terrore praticato da chi dice di agire per la sicurezza nazionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma domani c'è chi ricorderà soltanto la tempesta di sabbia che ha coperto ogni superficie della polvere ocra venuta dal deserto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-1013751539665636199?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/1013751539665636199/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=1013751539665636199' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/1013751539665636199'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/1013751539665636199'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2008/04/sotto-la-sabbia.html' title='Sotto la sabbia'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-626907095260614168</id><published>2008-03-26T08:27:00.000-07:00</published><updated>2008-03-26T08:37:18.517-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Emozioni'/><title type='text'>Scambio di doni</title><content type='html'>Hanan ha 26 anni, grandi occhi castano scuri e un corpo minuto, perso nel grande e accollato vestito rosa che le cade fino ai piedi. Il viso è segnato dal sole e dal dolore, forse inseparabili per i fellayin (gli agricoltori) dell'Alto Egitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seduta nel cortile di casa – un ampio e fresco edificio di fango essiccato, costruito da lei e dalla madre a mani nude – racconta con rassegnazione l’incubo vissuto negli ultimi dieci anni, da quando cioè uno zio ha deciso di darla in moglie a un uomo di 60 anni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel villaggio di Saqulta, nel governatorato di Sohag, il suo caso è uno fra mille. Nessuno si stupisce, se non gli operatori delle ong e gli attivisti per la difesa dei diritti umani. Quelli che si commuovono quando Hanan chiede aiuto per riavere il bambino nato dall'unione con quell'uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per sé non chiede niente, solo un microcredito per allevare qualche capra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo sorriso sulla porta di casa è la più grande scoperta del mio viaggio a Sohag.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-626907095260614168?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/626907095260614168/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=626907095260614168' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/626907095260614168'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/626907095260614168'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2008/03/scambio-di-doni.html' title='Scambio di doni'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-2628820894846946872</id><published>2008-02-25T06:22:00.000-08:00</published><updated>2008-02-25T07:14:55.795-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Quando il blog si fa libro</title><content type='html'>Combattere discriminazioni e regole sociali con le nuove tecnologie. E' quello che stanno facendo le blogger arabe, sempre più agguerrite e consapevoli del proprio potere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quelle egiziane, poi, è in corso un salto di qualità imprevisto, con il debutto nel mondo dell'editoria stampata. A renderlo possibile un giovane editore nazionale, Saif Salmawy, colpito dalle storie di tre scrittrici freelance online - Rehab Bassam, Ghada Mohamed Mahmoud, Ghada Abdelal -. Al punto di creare una collana di volumi al femminile. Autrici di diari brillanti e spiritosi, le tre sono ora nelle migliori librerie del Cairo con la versione cartacea delle loro avventure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che siano scritte in dialetto egiziano, in inglese o uno strano mix dei due, il filo rosso si conferma la ricerca di un'identità scelta e non imposta. Fra studio, lavoro, famiglia e soprattutto primi amori. Perché l'obiettivo prioritario rimane il matrimonio, ma "quello giusto", non organizzato da terzi, scrive la farmacista 29enne Ghada.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-2628820894846946872?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/2628820894846946872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=2628820894846946872' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/2628820894846946872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/2628820894846946872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2008/02/quando-il-blog-si-fa-libro.html' title='Quando il blog si fa libro'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-6483839731029253152</id><published>2008-02-05T13:42:00.000-08:00</published><updated>2008-02-05T14:04:45.303-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><title type='text'>Censura yo-yo</title><content type='html'>La lunga mano della censura colpisce e fa marcia indietro alla Fiera Internazionale del Cairo. Bloccate all'aeroporto della capitale egiziana per giorni, alcune opere di autori controversi nel mondo arabo sono state sì 'sbloccate', ma quando la manifestazione 2008 volge ormai al termine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre più caratterizzata da un orientamento religioso - in virtù della schiacciante presenza di testi di provenienza saudita e del Sud-Est asiatico - la Fiera è 'equilibrata' nei suoi contenuti da pochi e sparuti padiglioni europei. E si avvia a passo deciso sulla strada dell'evento confessionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così, sugli scaffali della manifestazione, che festeggia quest'anno l'edizione numero 40, l'autore ceco Milan Kundera è arrivato solo questa settimana. Così come il controverso scrittore marocchino Mohammed Choukri, contestato per le esplicite esperienze sessuali de 'suoi' adolescenti in "Solo per il pane". Idem per autori libanesi e algerini.&lt;br /&gt;Non ancora pienamente padrona della situazione, la censura religiosa fa le prove, aspettando tempi migliori, inshallah di oscurantismo totale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-6483839731029253152?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/6483839731029253152/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=6483839731029253152' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/6483839731029253152'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/6483839731029253152'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2008/02/censura-yo-yo.html' title='Censura yo-yo'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-1447205492748089394</id><published>2008-01-18T08:49:00.000-08:00</published><updated>2008-01-18T09:19:49.165-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempimorti'/><title type='text'>Brulicando</title><content type='html'>Questo è un mondo brulicante di vita. Parole degne di uno spot pubblicitario, di quelle del genere "mo' me lo segno". L'amico che ho di fronte le pronuncia con convinzione (e spero non se ne abbia a male se le utilizzo a scopi polemici), avvolto dalle spire di un serpente di fumo. Rimango sospesa, nel tentativo di capire che effetto mi fanno, che cosa vogliono dire, se vogliono dire qualcosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brulicante di vita... anche troppo, direi. Il Cairo, venti milioni di persone, di cui la stragrande maggioranza alle prese ogni giorno con la sopravvivenza. Si può dire brulicante di fame? Oppure, brulicante di miseria? E brulicante, con quel suo immediato riferimento alle formiche (almeno nella mia testa), non è di per sè dispregiativo, paternalistico? Odiosamente neo-imperialista?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Italia e l'Europa invecchiano, non esprimono più vitalità. Questa sponda del Mediterraneo sì che pulsa e crea, si dibatte per forgiarsi un futuro brand-new.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora, che facciamo? Aiutati dall'immondizia camorristica acceleriamo le pulsazioni del Sud Italia, così riprendiamo anche noi a brulicare? Vivere vuol dire forse contorcersi per il mal di stomaco, sfornare figli come biscotti ed essere schiacciati dal più forte come insetti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma una sana via di mezzo fra la grigia immobilità di chi ha la pancia piena e l'energia isterica dei ventri vuoti?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-1447205492748089394?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/1447205492748089394/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=1447205492748089394' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/1447205492748089394'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/1447205492748089394'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2008/01/brulicando.html' title='Brulicando'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-8910740216904567293</id><published>2008-01-17T07:40:00.001-08:00</published><updated>2008-01-17T08:07:48.628-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritti'/><title type='text'>L'onore prima di tutto</title><content type='html'>Una risoluzione del Parlamento europeo tira le orecchie all’Egitto in materia di diritti umani. Sorpresa. La terra del Sole tanto amata dal turismo mondiale ha anche delle zone d’ombra, se non di buio senza fondo, lontano dalle sabbie roventi del Mar Rosso. Il governo del Cairo protesta con vigore, esprime “rifiuto assoluto” nei confronti di un testo che infanga l’onore del paese e mette il naso negli affari di casa.  &lt;br /&gt;Dissidenti politici torturati e opposizione ridotta al silenzio sono argomenti banali e di nessun interesse. Tanto, in fondo, sono tutti terroristi al di qua del Mediterraneo.&lt;br /&gt;Ma che epatite, malattie renali, inquinamento, malnutrizione e mancanza di acqua potabile fanno strage nell’Egitto delle ballerine del ventre e delle Piramidi misteriose, beh almeno questo ricordiamolo a chi si riempie la bocca di onore e sicurezza nazionale all'inizio di questo 2008.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-8910740216904567293?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/8910740216904567293/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=8910740216904567293' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/8910740216904567293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/8910740216904567293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2008/01/lonore-prima-di-tutto.html' title='L&apos;onore prima di tutto'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-4581299181537246083</id><published>2007-11-27T15:42:00.000-08:00</published><updated>2007-11-27T16:02:32.558-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritti'/><title type='text'>Pozzo nero</title><content type='html'>In Egitto da sette anni, sempre da clandestino. Lavori temporanei, anche all'Università americana e in qualche organizzazione non governativa. Insegnante di inglese, interprete, mediatore culturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Più di dieci arresti nei primi tre anni - racconta Mohammed, sudanese di neanche 30 anni - ogni volta, i poliziotti egiziani mi toglievano tutti i soldi, mi tenevano dentro per una decina di giorni, mi buttavano fuori pieno di lividi".&lt;br /&gt;Poi più niente. Forse Mohammed ha perso l'aria da nuovo arrivato, forse ha ormai l'accento egiziano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma di certo c'è che ha una tristezza infinita negli occhi, un velo che scende su tutto quello che racconta: la fuga dalle Nuba Mountains alla capitale Khartoum, la persecuzione in patria e quella in Egitto.&lt;br /&gt;Poi, la malinconia diventa pozzo nero quando ripercorre gli ultimi giorni del 2005: allora, un sit-in di migliaia di profughi sudanesi, durato tre mesi di fronte alla sede dell'Unhcr al Cairo, terminò nel sangue. 28 morti, schiacciati dalla folla che scappava dai manganelli delle forze di sicurezza egiziane. Cifra ufficiale, poi chissà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Da allora - dice Mohammed - non desidero più avere un visto egiziano. Mi va bene così. In questo paese voglio essere invisibile".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-4581299181537246083?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/4581299181537246083/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=4581299181537246083' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4581299181537246083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4581299181537246083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2007/11/pozzo-nero.html' title='Pozzo nero'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-6069380957507099451</id><published>2007-11-16T05:08:00.000-08:00</published><updated>2007-11-16T05:12:10.589-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte'/><title type='text'>Pittori sconosciuti</title><content type='html'>Si avvitano sinuose verso l’alto, genii di lampade invisibili, spiriti vivaci e miti. Le donne sudanesi di Adam Hinawi si nascondono in mezzo alle cianfrusaglie di un mercatino universitario, in un mattino di novembre, in mezzo a studenti distratti da collane e cineserie.&lt;br /&gt;Le ‘mie’ donne darfuriane escono dalla tela ruvida, si sistemano le lunghe tuniche stropicciate dal pennello dell’artista, si incrociano lungo i sentieri del dipinto. Una forse sorride all’uomo in djellaba bianca che mi dà le spalle. &lt;br /&gt;L’altra prosegue verso il suq coperto. &lt;br /&gt;Vanno veloci, lo sguardo basso, ancora un attimo e spariranno di nuovo, lasciando dietro di loro solo un alone di colori ad olio, nere ombre incrostate di sole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-6069380957507099451?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/6069380957507099451/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=6069380957507099451' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/6069380957507099451'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/6069380957507099451'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2007/11/pittori-sconosciuti.html' title='Pittori sconosciuti'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-3846181469065941957</id><published>2007-11-07T07:18:00.001-08:00</published><updated>2007-11-07T07:43:59.466-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libertà'/><title type='text'>Il re è nudo</title><content type='html'>Non torna più, ormai non può più tornare. Lo pensano tutti. E' andato troppo in là, ha detto cose che fino ad ora nessuno ha osato gridare ai quattro venti. Al programma radiofonico Democracy Now, negli Stati Uniti, Saad Eddin Ibrahim non ha usato nessuna precauzione: a che cosa gli servirebbe, dato che contro di lui è pronto al Cairo l'ennesimo processo per tradimento contro il suo paese?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così ha giocato il tutto per tutto parlando anche di una "squadra" dei servizi di sicurezza egiziani che porta la morte, colpisce per ordine della presidenza e non lascia tracce. E ha ricordato il giornalista Reda Hilal, svanito nel nulla nella notte dell'11 agosto del 2003. Anche lui aveva esagerato: aveva parlato male del Faraone, anche con pettegolezzi sulla vita privata del figlio. Troppo davvero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sarà fatto due conti, Ibrahim, lui che è già passato sotto le grinfie di giudici, polizia e servizi segreti. Ed è l'anima dell'opposizione laica egiziana, sociologo e strenuo difensore della democrazia. Un rientro in Egitto sarebbe un suicidio: per lui è pronta una botola già aperta. Ora come sette anni fa, rimane in piedi la sua mirabile definizione dei regimi arabi, spietate "Gomlukìe", monarchie truccate da repubbliche.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-3846181469065941957?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/3846181469065941957/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=3846181469065941957' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/3846181469065941957'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/3846181469065941957'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2007/11/il-re-nudo.html' title='Il re è nudo'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-7246386605938438332</id><published>2007-11-02T14:43:00.000-07:00</published><updated>2007-11-02T14:49:26.349-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libertà'/><title type='text'>Pronto chi parla</title><content type='html'>S. ha 35 anni, il viso paffuto da bambina e uno sguardo diretto che non tradisce esitazioni. La aspetto per più di un’ora in un caffè del centro città, chiedendomi chi arriverà all’appuntamento. &lt;br /&gt;La sua telefonata, nel cuore della notte 12 ore fa, mi ha lasciato perplessa. &lt;br /&gt;“Ho avuto il tuo numero da uno dei miei studenti, è per il tuo reportage, ho delle cose da raccontarti”. Mi convince la sua voce, pulita, e il desiderio di incontrare una donna politicamente attiva.&lt;br /&gt;Ce ne sono tante in Egitto, ma alla fine con i giornalisti parlano gli uomini. Per pudore, abitudine a rimanere dietro le quinte… o protagonismo dei loro compagni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi racconta il clima di tensione e violenza in cui si sono svolte le elezioni per i sindacati degli studenti. Insegna all’Università di Ain Shams, dove “anche l’anno scorso i ragazzi sono stati picchiati da poliziotti in borghese”.&lt;br /&gt;Nessuno lo dice o non abbastanza forte, ma in questo momento “quindici studenti sono ricoverati all’ospedale per le percosse subite”. &lt;br /&gt;Non c’è distinzione, sono ragazzi di diversi partiti, ovviamente dell’opposizione: Fratelli musulmani, Al Ghad, Tagammu, Partito democratico. Hanno esibito striscioni e ripetuto slogan per l’indipendenza dell’istruzione. Non hanno potuto candidarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;S. non ha paura, anche se tutti sanno fra i suoi colleghi che è una militante politica. “Non cerco di convincere gli studenti, li invito solo a interessarsi a quello che succede nel paese, a leggere i giornali liberi, la costituzione. Provo a suscitare un po’ di spirito civico”.&lt;br /&gt;Ma le pressioni ci sono. “All’inizio sembravano i consigli di persone amiche. Poi mi sono accorta che erano tutti uguali, stesso linguaggio, stessa struttura del discorso”. E tutto è risultato chiaro: la “sicurezza”, o meglio i mukhabarat (servizi segreti), sono ovunque.&lt;br /&gt;Lei sorride, serena. “La mia famiglia non fa politica – commenta – ma da noi si è sempre parlato di democrazia”. &lt;br /&gt;Poi conclude: “Voglio che il mio paese sia libero e indipendente. Come me”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-7246386605938438332?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/7246386605938438332/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=7246386605938438332' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/7246386605938438332'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/7246386605938438332'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2007/11/pronto-chi-parla.html' title='Pronto chi parla'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-4603274306468409786</id><published>2007-10-17T15:22:00.000-07:00</published><updated>2007-10-17T15:48:51.604-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritti'/><title type='text'>Fantasmi neri</title><content type='html'>Un seminario come tanti all’Università americana del Cairo. E’ di scena l’immigrazione illegale nel mondo, con tutti i suoi risvolti economici. La star della serata è una sofisticata docente statunitense, longilinea come i suoi antenati – probabilmente centro-africani – ma di pelle nocciola. Preparata e puntuale nel seguire la sua scaletta, lascia spazio alle precisazioni degli esperti in sala. Tripudio di globalizzazioni, macrosistemi economici, strategie e progetti.&lt;br /&gt;Poi, quando manca poco al ‘rompete le righe’… Zzzzac. Una freccia attraversa l’aria e colpisce nel segno. In un attimo, scompaiono teorie e trattati, modelli e ipotesi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“I rimpatriati in Egitto, i sudanesi e i ghanesi cacciati indietro da Israele, sono ancora immigrati illegali o il loro status cambia?”. Niente giri di parole, dritto al cuore. A pronunciare la domanda è uno studente sudanese, in piedi fra tanti compagni, il microfono stretto in mano come un’ancora di salvataggio. &lt;br /&gt;Il suo non è un dubbio teorico, un esercizio di fine intelletto. Chiede informazioni per la sua famiglia, per i suoi amici, per la sua gente, per tutti gli aspiranti rifugiati, in fuga dall’Africa subsahariana, che stanno cercando da mesi – anche ora, in questo momento – di entrare in Israele clandestinamente. E se questo vuol dire, pur fallendo l’impresa, ottenere un riconoscimento dal Cairo, vale la pena di farsi sparare addosso alle frontiere del Sinai. E’ questo che pensa, ce l’ha scritto in fronte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una professoressa più anziana capisce al volo e mette fine al sogno, prima che generi illusioni e tragedie: “Lo so, ci sono voci in tal senso. Ma vi devo deludere, niente accordi in vista fra i due paesi, nessun permesso di soggiorno per i rimpatriati. Ditelo ai vostri cari”.&lt;br /&gt;La bella oratrice invece non parla. Guarda smarrita gli studenti, vive al Cairo da due anni ma ammette di non conoscere la legislazione egiziana in tal senso.&lt;br /&gt;Cioè: insegna al Dipartimento di Legge, si occupa di immigrazione internazionale… E in 24 mesi non ha ritenuto di suo interesse capire come vivono 300.000 – come minimo, ma fonti non ufficiali dicono anche un milione – ‘fantasmi sudanesi’. Per non parlare di eritrei, etiopi, ghanesi, ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In attesa della tessera da rifugiato, concessa dall’Unhcr solo in casi ben documentati, il profugo è invisibile in Egitto: niente carta d’identità, quindi niente lavoro, scuola, assistenza sanitaria. Non torna indietro e non può partire per un paese terzo. Non lo vuole nessuno, soprattutto se malato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se non fosse così nero, sarebbe meglio, che risalta troppo nonostante lo smog.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-4603274306468409786?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/4603274306468409786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=4603274306468409786' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4603274306468409786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/4603274306468409786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2007/10/fantasmi-neri.html' title='Fantasmi neri'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-648795492384982437</id><published>2007-10-10T15:57:00.001-07:00</published><updated>2007-10-10T16:04:55.348-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ramadan'/><title type='text'>Cartoline di festa</title><content type='html'>Ramadan, -2. Il tempo privilegiato delle esplorazioni sta per scadere, via di corsa a immortalare attimi irripetibili di vita egiziana, sempre in bilico fra sacro e profano. In sequenza, così come si presentano a chi esce dalla moschea di Ibn Tulun e si dirige verso il quartiere di Darb El Ahmar poco prima dell’iftar: mucchi di ossa di fronte alla bottega di un macellaio, la ricca varietà di wc di un negozio di sanitari, il maquillage di un pneumatico a suon di martellate (letteralmente), l’ingresso di una vecchia piccola moschea nascosta dagli alberi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Troppo smog, troppo rumore nel girone infernale di Attaba, dove anelli di pseudo-tangenziali si intrecciano sopra la testa dei passanti. Passa il taxista barbuto, i nervi a fior di pelle per l’astinenza da sigaretta, e batte ogni record temporale nel coprire la distanza fino al mercato di Khan El Khalili. Lì, come da copione, tavolata di pani e zuppe, desiderata con ardore da anziani, donne e bambini di stracci. Poco più avanti cascate di babbucce di pelle, da indossare a casa quando il caldo di un'estate ancora troppo presente sarà finalmente evaporato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-648795492384982437?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/648795492384982437/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=648795492384982437' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/648795492384982437'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/648795492384982437'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2007/10/cartoline-di-festa.html' title='Cartoline di festa'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-9005641338593821090</id><published>2007-10-01T09:57:00.000-07:00</published><updated>2007-10-01T10:02:18.259-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritti'/><title type='text'>Libertà di stampa sotto processo</title><content type='html'>Un giudice che parla sottovoce, la fascia rossa a fargli da scudo. E tutt’intorno ufficiali di polizia panciuti, schermati da occhiali Ray-Ban, irrequieti e arroganti, intenti a osservare i numerosi avvocati della difesa, gli attivisti delle organizzazioni umanitarie, la stampa nazionale ed estera. &lt;br /&gt;Chi non sente si arrampica sui banchi, si appoggia ai vicini, tende l’orecchio e commenta ad alta voce.&lt;br /&gt;Tutto è permesso, almeno in apparenza, in un gioco fra deboli e forti in cui i ruoli si scambiano all’infinito. Perché quelli in uniforme sono i più spaventati, così chiamano altri fantocci della sicurezza – gli agenti ‘segreti’ in completo marrone, gli scagnozzi in borghese, invece, in jeans e camicia giallo-beige – e ordinano loro di fare un altro giro dei presenti e segnarne ancora i nomi.&lt;br /&gt;Gli stranieri sono sempre quelli, dall'inizio alla fine, ma è meglio controllare. Identità, motivazioni, tecnologia al seguito. &lt;br /&gt;Un taccuino a quadretti, una macchina fotografica e un passaporto europeo fanno più paura delle armi, da queste parti.&lt;br /&gt;E’ bene ricordarlo quando i lunghi corridoi del tribunale del Cairo, le piccole porte laterali e la gabbia arrugginita degli imputati chiudono lo stomaco e tolgono il respiro.&lt;br /&gt;Meglio non finire sotto processo, in Egitto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-9005641338593821090?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/9005641338593821090/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=9005641338593821090' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/9005641338593821090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/9005641338593821090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2007/10/libert-di-stampa-sotto-processo.html' title='Libertà di stampa sotto processo'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-5019602657159305682</id><published>2007-09-25T08:20:00.000-07:00</published><updated>2007-09-25T08:53:42.259-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritti'/><title type='text'>Ramadan in fabbrica</title><content type='html'>Ramadan di lotta e rivendicazioni per 27.000 operai del comparto tessile impiegati nella fabbrica di Ghazal Al Mahalla, nel Delta del Nilo, a 150 chilometri dal Cairo. Accampati da tre giorni, i manifestanti condividono preghiera, digiuno e pasti notturni, nell'attesa che le autorità accettino il confronto e ascoltino le loro richieste.&lt;br /&gt;Chiedono alcune decine di euro in più al mese (un euro equivale a circa 8 lire egiziane), un sindacato che li rappresenti davvero - e non sia formato da figuri asserviti al potere - un vertice aziendale più competente e serio.&lt;br /&gt;Non è la prima volta che scendono in strada: da dicembre a questa parte hanno alzato la voce più volte, ottenendo promesse mai mantenute.&lt;br /&gt;Ma il costo della vita, quello sì, cresce con costanza. Ancora di più durante il mese santo, sull'onda di festeggiamenti e banchetti in famiglia e con gli amici. Ovviamente, non per tutte le tasche.&lt;br /&gt;Le speranze di essere ascoltati sono poche, eppure le recenti ondate di scioperi - anche in altri settori industriali - e l'audacia della stampa indipendente sembrano indicare che qualcosa sta cambiando.&lt;br /&gt;C'è chi invece teme ripercussioni e rappresaglie al termine delle festività religiose, a metà ottobre.&lt;br /&gt;Per ora la lanterna del Ramadan deve brillare senza incertezze. Per le ombre c'è sempre tempo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-5019602657159305682?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/5019602657159305682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=5019602657159305682' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/5019602657159305682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/5019602657159305682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2007/09/ramadan-in-fabbrica.html' title='Ramadan in fabbrica'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-8784129451163421197</id><published>2007-09-18T03:42:00.000-07:00</published><updated>2007-09-18T03:52:39.451-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libertà'/><title type='text'>Sotto la vernice</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Violenza e discriminazione nei confronti delle donne si intrecciano alla politica. Accade in Egitto, dove il crimine di ‘attentato contro l’immagine del paese’ è diventato ormai un jolly per tutte le stagioni. Nel mirino il dissenso, in qualsiasi forma. Ecco l’ultimo caso in ordine cronologico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Un’insegnante universitaria viene violentata da sconosciuti mentre rientra a casa dal lavoro. Decide di sporgere denuncia e si ritrova ad affrontare la riprovazione della società maschilista in cui vive, quella egiziana appunto. Di nuovo vittima, sola contro tutti. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Questo in sintesi l’intreccio dello sceneggiato più ‘scandaloso’ della nuova stagione televisiva, terrestre per gli egiziani, satellitare per Dubai e il resto del mondo arabo, in onda da giovedì scorso, primo giorno di Ramadan.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Che il musalsal (sceneggiato) ‘Qadiyet raï aam’ (letteralmente, ‘Un processo di opinione pubblica’) avrebbe ravvivato i talk show autunnali e spaccato le famiglie musulmane, riunite al tramonto dopo le giornate di digiuno per il Ramadan, già si sapeva. L’attesa, montata dai mezzi di comunicazione, era forte. Ma che dopo neanche una settimana di messa in onda si accusasse  il programma di macchiare l'onore nazionale è inquietante.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;La verità è che violenza e molestie contro le donne sono una realtà in aumento vertiginoso in Egitto, dove le organizzazioni per la difesa dei diritti delle donne lanciano l’allarme da anni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Non c’è velo o abbigliamento casto che protegga. Ad essere importunate, nel migliore dei casi, sono proprio le egiziane, non le turiste, e le aggressioni hanno luogo al lavoro, a scuola, nei negozi, per strada. Per non parlare delle violenze in famiglia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Nei panel delle ong il 40% delle intervistate lo dice apertamente: in Egitto, la vita sta diventando insopportabile per una donna. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;La congiuntura economica più aspra del solito, l’islamizzazione progressiva della società, l’irrigidimento del regime militare sono le concause individuate dai sociologi. E gli anelli più deboli – come sempre donne e bambini, ovunque nel mondo – sono i primi a pagarne il prezzo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Ma non si può dire, a maggior ragione quando la fiction in questione varca le porte di casa e si diffonde in tutto il mondo arabo. Finisce per dare un’idea sbagliata dell’Egitto, tuonano dal Council for Women’ Rights – ma proprio loro?! – e ledere l’immagine del paese. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;L’immagine, la vernice, La carta da pacchi. Quanto alla sostanza malesh, non è importante.&lt;br /&gt; &lt;!--[if !supportLineBreakNewLine]--&gt;&lt;br /&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-8784129451163421197?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/8784129451163421197/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=8784129451163421197' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/8784129451163421197'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/8784129451163421197'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2007/09/sotto-la-vernice.html' title='Sotto la vernice'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-930564309653429565</id><published>2007-09-10T07:24:00.000-07:00</published><updated>2007-09-10T07:28:01.666-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ramadan'/><title type='text'>Luna nuova</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Forti e limpidi, i richiami dei muezzin alla preghiera risuonano più a lungo in queste ore di vigilia di Ramadan. Gli esperti non si sono ancora pronunciati definitivamente sul dove e quando: è probabile che anche quest’anno il mese sacro dell’Islam, da dedicare alla purificazione di anima e corpo, arriverà all’improvviso, quasi di sottecchi.&lt;br /&gt;Tutti lo aspettano: c’è chi vorrebbe affidarsi alla luna nuova saudita, perché là tutto ha avuto inizio e si rinnova. Per altri, i paesi che condividono almeno in parte la notte dovrebbero iniziare il digiuno insieme. Altri ancora fanno riferimento alla propria luna ‘nazionale’. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Nel Nord America, la nuova luna sorgerà domani sera, ma non sarà visibile prima di 24 ore. In Arabia Saudita illuminerà il cielo mercoledì.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Una sola certezza: nei paesi a maggioranza musulmana, il Ramadan travolgerà i ritmi quotidiani di credenti e non, invertendo il sonno e la veglia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Il giorno avrà gli occhi socchiusi degli studenti a scuola, dei bauab (i portinai) addormentati sull’ultimo gradino delle case, dei vigili urbani, in piedi in mezzo al traffico solo per miracolo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;La notte terrà gli occhi spalancati sulle tavole imbandite dell’iftar, il pasto che pone fine al digiuno in corrispondenza del tramonto, e del sohour, poco prima del sorgere del sole. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Nel cuore della giornata, sporadici segni di attività lavorativa saranno avvistabili solo dalle 11 alle 15. Poi, nastri infiniti di automobili riporteranno a casa milioni di persone giusto in tempo per rompere il digiuno in famiglia. Almeno nei primi giorni di Ramadan. Poi, sarà la volta delle case degli amici e infine dei ristoranti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Ma la notte nessuno si sognerà di dormire. Troppo da dire, commentare, vedere, comprare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;E così, al Cairo le giovani coppie di fidanzati compreranno le fedi matrimoniali alle 4 di mattina, nella gioielleria di fiducia di Zamalek.&lt;br /&gt;Il Carrefour di Maadi sarà preso d’assalto fino all’alba, così come i negozi di elettrodomestici di Attaba.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Per un mese, i disperati senza quartiere si appisoleranno con il ventre sazio e le mandibole rilassate. Perché qualcuno più ricco e grasso avrà organizzato per loro lunghe tavolate misericordiose, cariche di pane, zuppa e carne. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Notte dopo notte, per far tacere la coscienza e acquistare un pezzo di paradiso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-930564309653429565?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/930564309653429565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=930564309653429565' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/930564309653429565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/930564309653429565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2007/09/luna-nuova.html' title='Luna nuova'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-1459836003106936883</id><published>2007-09-07T02:41:00.000-07:00</published><updated>2007-09-07T02:44:25.425-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personaggi'/><title type='text'>Il dolce e il salato</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;La mia amica L. è appena tornata in Egitto dopo una vacanza studio in Italia. In realtà, poco studio e un’intensa attività di esplorazione dello Stivale, sola o accompagnata da amici, per lo più autoctoni conosciuti in chat.&lt;br /&gt;Trottola inesauribile, forte di una severa organizzazione del tempo elaborata nell’attesa del visto, ha messo il naso un po’ ovunque, dalla Toscana alla Sicilia, dal Veneto all’Umbria, passando più volte per Roma. In un mese.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Ed è tornata con osservazioni curiose e doni sorprendenti. Ecco i cadeaux che mi ha riservato, con relativa (mia) riflessione: da Trevi una bottiglietta di olio di oliva extravergine da 100 ml - immagino coraggiosamente trasportata in valigia, insieme ad altre gemelle per amici e familiari - di un color verde che emoziona, soprattutto gli espatriati. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Come non essere fieri della mia amica, la cui educazione alimentare anglo-egiziana abbonda di shawerma e ketchup, hommos e cheese cake, in grado ora di riconoscere e apprezzare la spremitura a freddo delle olive?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;E poi eccomi servita di acqua di colonia Fiore d’arancio di Zagara di Sicilia. Un altro flaconcino da 100 ml. E meno male che non si è sognata di trasportare il pregiato liquido nel bagaglio a mano, se no l’etichetta di terrorista non gliela toglieva nessuno. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Seconda riflessione: al solo pensiero di rientrare nella traspirante Cairo, la mia amica deve aver pensato a come riprendere i sensi in caso di mancamento. Soluzione trovata mentre si aggirava incantata per &lt;st1:personname productid="la Sicilia" st="on"&gt;la  Sicilia&lt;/st1:PersonName&gt;, definita “come l’Egitto, ma più pulita”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Aroma terapia completata, l’itinerario donatomi prosegue con un elegante taccuino, perché “dopo il relax è il momento di scrivere”. Dalla copertina, su cui campeggia il mio nome, Trinità dei Monti sorride al tramonto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Infine, una confezione mini di balsamo energetico per le tempie della Lush (prima o poi deluderò L. rivelandole che in quel barattolino, peraltro gradito, c’è poco di italiano).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;E poi via con il racconto di tutte le sagre e le feste patronali in cui è gioiosamente incappata, lumache comprese. E pensieri vaganti meritevoli di essere riportati…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Perché in Italia c’è chi si riunisce per festeggiare una qualità di cipolle? I bolognesi sono chiusi e un po’ distanti (inutile spiegarle che anche a noi italiani capita di essere presi per venditori ambulanti se solo ci azzardiamo a chiedere l’ora a un passante). Venezia è “surreale” e le isole sconvolgenti per la varietà di colori delle casette di Murano e Burano (meglio rimandare una visita alle Cinque Terre per evitare lo shock cromatico). Ferrara bella, ma un po’ tiranna, con “quest’idea” di circolare a piedi o in bicicletta (movimento, questo sconosciuto per 20 milioni di cairoti). Perché gli umbri non vivono tutti negli agriturismo? Dopo aver provato la mozzarella di bufala il resto è plastica. Viva la chiusura dei negozi alle 19:30, così la gente non pensa solo a lavorare (però le cucine dei ristoranti chiuse alle 22 non le vanno proprio giù). Nel centro Italia piove davvero. I trasporti italiani sono tutti puntuali (detto da un’egiziana vale?). Non è bello essere continuamente fissati da sconosciuti (a chi lo dici..). Alcune fontane neo-classiche sono porno. L’acqua di Roma è buonisssssima (ma no, quella del Nilo è meglio!!??). Mai visti così tanti cani e così pochi bambini.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;… così come episodi da copione per una giovane egiziana musulmana: a Orvieto, dal terrazzo di una casa una signora le urla di togliersi il velo, “che fa caldo”. A Bavegna, dove acquista qualche souvenir da una bancarella dei Frati Francescani, la commessa si congratula con lei per la sua “tolleranza”. E poi stupore generalizzato per una ‘turista per caso’ con l’hijab, il foulard che copre la testa, ma non il volto, in vacanza da sola, libera e indipendente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Ma nel complesso, nessun episodio sgradevole e persino l’abbraccio di una palermitana che la trova “simpatica”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Ed ora, finiti i festeggiamenti, da lontano sento &lt;st1:personname productid="la Domanda" st="on"&gt;la  Domanda&lt;/st1:PersonName&gt; con &lt;st1:personname productid="la D" st="on"&gt;la D&lt;/st1:PersonName&gt; maiuscola fare ombra al sole e giungere sulla mia testa a mo’ di condor: “Ma voi siete pazzi – quasi grida L. – perché con un paese così ve ne andate in giro?”. Fermi tutti, la risposta richiede tempo, adesso ci penso. L. se la dà da sola, e forse è meglio: “Per sentire il dolce, occorre sempre assaggiare il salato”. Saggezza araba.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-1459836003106936883?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/1459836003106936883/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=1459836003106936883' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/1459836003106936883'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/1459836003106936883'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2007/09/il-dolce-e-il-salato.html' title='Il dolce e il salato'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4111067210364879691.post-3040054213613403642</id><published>2007-09-05T07:24:00.000-07:00</published><updated>2007-09-07T03:10:12.959-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Colpi di calore'/><title type='text'>Mummie di oggi</title><content type='html'>Più in forma che mai. Fresco, pieno di energia, attivo. E pensare che c'è chi lo dava per moribondo, anzi già trapassato, forse attribuendogli un po' del proprio malessere estivo. Non è forse in questa stagione, quando l'aria è soffocante e la notte non porta sollievo, che anziani e bambini soffrono di più? Sì, ma c'è anziano e anziano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maligni scribacchini dell'opposizione, sempre pronti a 'gufare' se solo ci si prende una pausa. Avrà ben diritto, il presidente egiziano Hosni Mubarak, a una vacanza ogni tanto in oltre 25 anni di onorato servizio. Per poi tornare con più entusiasmo alla solita routine di ogni 79enne capo di Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E invece no. Eccolo obbligato, in meno di 48 ore, ad una epifania di messaggi alla nazione, interviste, apparizioni pubbliche, incontri diplomatici con i grandi della terra per smentire le voci che da una settimana lo davano per defunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, i dubbi rimangono. Se non sul suo decesso, quanto meno sulla sua 'normalità'. Mentre ai suoi concittadini, ai turisti e ad ogni creatura vivente in questa estate egiziana risulta penoso qualsiasi sforzo dall'alba al calare del sole, lui discute di politica estera e pace in Medio oriente, di questione palestinese e situazione irachena. Roba da sudare freddo anche sul Plateau Rosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l'Egitto è il paese delle mummie, dell'arte dell'imbalsamazione, dei venti del deserto, che tutto incipriano di talco e paralizzano. E il tempo, sconfitto, ha fatto fagotto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4111067210364879691-3040054213613403642?l=milleminareti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://milleminareti.blogspot.com/feeds/3040054213613403642/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4111067210364879691&amp;postID=3040054213613403642' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/3040054213613403642'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4111067210364879691/posts/default/3040054213613403642'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://milleminareti.blogspot.com/2007/09/mummie-di-oggi.html' title='Mummie di oggi'/><author><name>Federica Zoja</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18332447917390003510</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UhqDCwWIKZo/SOH-nAxXeEI/AAAAAAAAACc/Yh3CaWbwcwg/S220/DSC_0111.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
